VAS aderisce alla campagna “Fermiamo l'ecocidio in Europa”

 Fermiamo l’Ecocidio in Europa’ (‘End Ecocide in Europe’) è una iniziativa di un gruppo di cittadini impegnati in tutta Europa volta a introdurre un nuovo crimine all’interno dell’Unione Europea e oltre: l’Ecocidio (ecocide).

Eco-cidio deriva dal greco oikos che significa casa e dal latino caedere che significa distruggere, demolire, uccidere: ecocidio si può intendere dunque come la distruzione della nostra casa.

Essenzialmente, l’ecocidio è la distruzione estensiva o il danno a ecosistemi che sta devastando persone in tutto il mondo, ma la sua definizione legale é: “L’Ecocidio è la distruzione estensiva, il danno o la perdita di ecosistemi di un dato territorio da parte di agenti umani o altre cause ad un livello tale da compromettere seriamente il pacifico godimento degli abitanti di questo territorio.

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Si portano di seguito degli esempi di ciò che potrebbe potenzialmente costituire Ecocidio.

SABBIE BITUMINOSE DI ALBERTA

Riconosciuto come il progetto più dannoso per il pianeta, è il primo in classifica.

Noto anche come ‘dirty oil’ (olio sporco) in inglese a causa dei suoi effetti dannosi. Se le espansioni previste procedono, le sabbie bituminose causeranno la perdita di vasti tratti di foresta boreale e torbiere equivalenti all’area dell’Inghilterra.

FRATTURAZIONE IDRAULICA (FRACKING)

La fratturazione idraulica, comunemente nota come fracking, è una tecnica utilizzata per estrarre idrocarburi come il gas naturale e il petrolio dal terreno.

Grandi serbatoi di gas naturale e petrolio sono conservati in pietre arenarie, calcaree, dolomie, scisti rocce o letti di carbone: al fine di rilasciare queste risorse, un fluido viene iniettato nel suolo ad alta pressione, in modo che le fessure di roccia e il gas stoccato all’interno venga rilasciato. Utilizzando questa tecnica, è possibile estrarre gas naturale e petrolio conservato tra 1,5 e 6 km sotto la superficie terrestre.

Il fracking ha effetti collaterali potenzialmente gravi, tra cui la contaminazione delle falde acquifere, l’inquinamento atmosferico, la perdita del gas e sostanze chimiche in superficie, e la contaminazione di superficie da versamenti e riflusso, tutti che incidono non solo sul nostro ambiente naturale, ma che possono anche costituire un potenziale minaccia per la salute umana.

Gli scienziati concordano sul fatto che le emissioni di gas di scisto ottenuti tramite fracking sono molto più alti rispetto alle emissioni di CO2 da combustione di gas naturale: ciò è dovuto alla potenziale di fuoriuscita di metano durante il processo che è molto peggiore per il cambiamento climatico rispetto al CO2.

Inoltre, una grande quantità di acqua è necessaria nel processo, data la crescente scarsità dell’acqua nel mondo, questo costituisce un irresponsabile spreco di risorse.

Il fracking è particolarmente rilevante in Europa, visto che gli scienziati hanno calcolato che grandi quantità di gas naturale è sepolto nel suolo europeo che potrebbe essere accessibile utilizzando questa tecnologia. Diversi paesi dell’UE come la Bulgaria, la Danimarca, la Germania, e la Polonia, hanno iniziato a indagare le opzioni date dal recente successo economico di shale gas negli Stati Uniti. I Paesi Bassi e il Regno Unito lo stanno già praticando, mentre la Francia ha vietato fracking.

SPIANAMENTO DELLE MONTAGNE

Lo spianamento delle montagne è una tecnica di estrazione mineraria: giacimenti di carbone interi vengono rimossi dalla cima di una montagna, collina o cresta rimuovendo il suolo che li ricopre.

I detriti vengono poi accumulati sulla cresta per riflettere il profilo originale della montagna in modo approssimativo: le quantità di terreno in eccesso (terreno, pietre, flora e fauna) che non possono essere sostituite sul crinale vengono spostati in valli e corsi d’acqua limitrofi.

Questo è il metodo predominante di estrazione del carbone nei monti Appalachi nella parte est degli Stati Uniti. Il processo prevede la sabbiatura la montagna con esplosivi per rimuovere fino a 120 m di montagna per esporre giacimenti di carbone sottostanti. Roccia e terreno in eccesso,  pieni di sostanze tossiche vengono spesso scaricati in valli limitrofe.

SPOPOLAMENTO DEGLI ALVEARI

Dal 2008 è evidente che il pesticida clothianidin (o clotianidina) costituisce una minaccia mortale per le api: questo pesticida agisce sul sistema centrale nervoso non solo degli insetti che intende uccidere ma anche tutti gli altri, come per esempio le api.

A luglio del 2008 circa 11.500 alveari sono stati danneggiati e milioni di api nel sud est della Germania sono morte: i semi piantati lì sono stati trattati con clothianidin per proteggerli dai parassiti.

Poco dopo, l’agenzia tedesca per la protezione dei consumatori e per la sicurezza alimentare (BVL) ha sospeso il permesso di usare questo pesticida.

Un riesame da parte dell’Autorità Europea per la sicurezza alimentare è giunto alla conclusione nel gennaio 2013 che i neonicotinoidi, compreso clothianidin, rappresentano un rischio inaccettabilmente alto per le api. Tuttavia, il suo utilizzo non è ancora vietato in tutta l’Unione europea.

Un recente studio condotto dalla American Bird Conservancy sostiene di avere anche la prova che gli uccelli stanno morendo a causa di mais trattato con neonicotinoidi.

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L’ecocidio è già considerato un crimine contro la pace in tempi di guerra: costituisce una grave lacuna  giuridica che sia invece accettabile in tempo di pace.

Stava infatti per essere incluso come Crimine  Contro la Pace nel quinto dello Statuto di Roma (che definisce i quattro crimini contro la pace), è stato esaminato dalle Nazioni Unite per decenni, ma è stato abbandonato nel 1996, nonostante molti paesi si fossero espressi contro la sua esclusione. Il progetto sull’Ecocidio dell’Università sta facendo ulteriori ricerche

L’Iniziativa dei Cittadini Europei, ‘European Citizens’ Initiative (ICE) è nata dopo che alcuni di loro hanno ascoltato Polly Higgins, un’avvocato internazionale che sta cercando di rendere l’Ecocidio il V Crimine Contro la Pace e quindi di implementarlo come legge internazionale: se andasse in porto il suo sforzo, commettere Ecocidio potrebbe diventare illegale in tutto il mondo e qualsiasi persona che viola la legge potrebbe essere condannato dalla Corte di Giustizia Internazionale.

La campagna dell’ICE “End Ecocide in Europe” mira ad una normativa di livello solo europeo tramite apposita Direttiva con il fine di criminalizzare l’ecocidio in Europa: il che significa che sul territorio europeo sarà illegale per cittadini europei o compagnie o banche essere coinvolti nell’ecocidio.

In aggiunta, le compagnie che commettono ecocidio non potranno vendere i loro prodotti nell’UE visto che qualsiasi compratore sarebbe colpevole di favoreggiamento dell’ecocidio, un crimine sotto nuova legislatura.

Anche se di livello soltanto europeo l’iniziativa avrà comunque una grande influenza, visto che sarà applicata anche sulle attività di imprese registrate o individui svolte al di fuori dell’Unione Europea.

End Ecocide in Europe” può essere quindi visto come supporto per la campagna internazionale per porre fine all’Ecocidio.

 

Per proporre una modifica alla legislazione o per aggiungere la propria firma a un’ICE , è necessario essere cittadino europeo con l’età per votare nel proprio paese di residenza.

 

Una volta che l’iniziativa è stata lanciata, si deve arrivare a raccogliere 1 milione di firme entro 1 anno da un minimo di 7 paesi diversi in modo da essere esaminate dalla Commissione Europea.

Una volta consegnate le firme raccolte, la Commissione Europea esaminerà la proposta con gli organizzatori e darà loro la possibilità di parlare in un’audizione pubblica al Parlamento Europeo: la Commissione Europea pubblicherà quindi un risposta formale, spiegando la sua posizione riguardo alla proposta di Direttiva ed alle azioni connesse che si intendono adottare, se ve ne sono.

Il Comitato dei Cittadini Europei che funge da gruppo di riferimento per i volontari, soci ed altri interlocutori, nonché come rappresentante alla Commissione Europea e con le altre parti esterne, ha redatto il testo della bozza di una apposita Direttiva che proibisca, prevenga ed ostacoli l’ecocidio.

Secondo la Bozza della Direttiva sono da esaminare la grandezza, la durata e l’impatto della distruzione estensiva, il danno, o la perdita di ecosistema/i: sta alla Corte decidere quali siano la grandezza, la durata e l’impatto necessari perché il crimine possa essere considerato ecocidio (solo una delle tre condizioni deve essere adempiuta).

Nel prendere la suddetta decisione, la Corte può fare riferimento a leggi esistenti come ad esempio la Convenzione sulla proibizione dell’uso militare o di altra ostile natura di tecniche di modificazioni ambientali del 1977 che definisce i termini ‘esteso’, ‘duraturo’ e ‘severo’ come:

(a) esteso: che comprende un’area sulla scala di diverse centinaia di kilometri;

(b)  duraturo: che duri per un periodo di mesi, o circa una stagione;

(c) severo: che causi considerevoli disturbi o danni a vite umane, risorse naturali ed economiche o altri beni.

Secondo la bozza di direttiva qualsiasi individuo con responsabilità superiore (come potrebbe essere il direttore di una banca, azienda, o governo): quando si finanzia una attività criminale (ecocidio) si è responsabili di “favoreggiamento” di un crimine, che dà la possibilità di perseguire investitori e alti funzionari di banca.

Spetta comunque essenzialmente al Procuratore decidere chi perseguire, tenendo conto che possono essere responsabili di ecocidio sia individui che aziende.

La bozza della Direttiva punta a far sì che l’ecocidio diventi un crimine per il quale aziende e individui possano essere ritenuti responsabili secondo il diritto penale e il principio di responsabilità superiore.

l’Iniziativa dei Cittadini Europei (European Citizens’ Initiative) punta ad ottenere che l’ecocidio sia considerato un crimine nei tre casi seguenti:

  • qualora l’ecocidio si verifichi sul territorio europeo (aree marittime incluse)
  • qualora aziende europee siano coinvolte
  • qualora cittadini europei (nel caso lavorino per aziende non europee) siano coinvolti.

Inoltre, verrà negato l’accesso al mercato europeo ai prodotti basati sull’ecocidio, in quanto chiunque importasse tale genere di prodotti starebbe favoreggiando l’ecocidio, rendendosene complice.

La direttiva sull’ecocidio, se approvata, potrebbe in conclusione rendere illegale il commettere ecocidio nei territori dell’Unione Europea.

Potrebbe anche rendere illegali attività commesse all’estero da compagnie o cittadini europei.

Potrebbe anche rendere illegale per qualsiasi “persona associata” a una compagnia europea che ha operazioni al di fuori dell’Europa commettere ecocidio: questo significherebbe che qualsiasi società deve completamente sradicare l’ecocidio dalla sua catena di approvvigionamento.

Il Comitato dei Cittadini Europei vuole contribuire ad un cambiamento nei valori per dare diritti alla Terra, e non solo riconoscerne il valore monetario, ma anche quello intrinseco.

 Dalla fine di gennaio 2013 è possibile firmare sul sito http://www.endecocide.eu

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