Mappa generale delle criticità ambientali nel territorio della Conca Ternana

 

Logo di VAS (2)  Sabato 22 febbraio 2014 il Circolo Territoriale di Terni dell’associazione VERDI AMBIENTE e SOCIETA’ ha tenuto presso la sala “Romagnosi” di via Aminale (Terni) un incontro pubblico con il  presidente nazionale dei V.A.S. GUIDO POLLICE per discutere sul gravissimo stato  ambientale della Conca Ternana.

Si riporta di seguito una nota riassuntiva dell’iniziativa.

La città di Terni è una delle realtà urbane maggiormente industrializzate di tutta la penisola italiana, il processo di industrializzazione risale alla seconda metà del 19° secolo; il territorio è stato sconvolto dalle attività antropiche che hanno ridisegnato completamente la città che nel giro di pochi anni è passata da agricolo-pastorale ad industriale.

L’acciaieria (Saffat) nacque nel 1884, lo Jutificio Centurini nel 1886, la Fabbrica d’armi nello stesso periodo, questi impianti, insieme allo stabilimento elettrochimico di Papigno e la Carbon di Narni Scalo sono, quindi, alla base del rapidissimo processo di industrializzazione.

La fede nel progresso, tipica dell’800, non faceva, purtroppo, vedere l’altra faccia della medaglia; quella dello sfruttamento brutale dei lavoratori e della devastazione ambientale che ci hanno accompagnato sino ad oggi.

È utile stilare un elenco delle varie forme di criticità ambientali presenti nel territorio in cui viviamo.

1) Inceneritori (zona Maratta)

La città dei tre inceneritori

Immagine.Zona Maratta di Terni 

Terni ha la “particolarità” di avere nel proprio territorio comunale la “bellezza” di tre inceneritori che hanno ottenuto l’autorizzazione a bruciare dalle amministrazioni comunali che si sono succedute nel corso degli ultimi venti anni; i 3 inceneritori sono uno adiacente all’altro.

Nei primi anni ’70 entrò in funzione, infatti, il primo inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani che venivano ivi bruciati.

Nella seconda metà degli anni’90 la giunta Ciaurro lo affida in gestione all’ASM.

Viene in seguito autorizzata l’apertura di altri 2 inceneritori, Terni Ena (ora ACEA) e Printer (passato da poco tempo alla proprietà della Tozzi Holding S.P.A.); questi ultimi 2 impianti possono bruciare le biomasse e il pulper (scarti della lavorazione industriale) sostanze altamente inquinanti.

Nel 2002 entrano in funzione gli inceneritori Terni Ena e Printer.

La capacità di incenerimento installata a Maratta ha raggiunto la stratosferica cifra di circa 220.000 tonnellate a fronte di una produzione comunale di rifiuti urbani di meno di 70.000 tonnellate/annue,; questo è certamente un” record” delle amministrazioni comunali: aver fatto diventare Terni la città regina nell’incenerimento dei rifiuti.

Nel 2007 gli agenti del Corpo Forestale dello Stato sequestrano l’inceneritore dell’ASM con l’accusa di gravi reati ambientali; nell’inchiesta vengono rinviate a giudizio 20 persone tra le quali l’ex sindaco dei Democratici di sinistra Paolo Raffaelli e il presidente dell’ASM Giacomo Porrazzini anche lui membro dello stesso partito.

L’inchiesta ha fatto venire alla luce che i forni dell’inceneritore bruciavano senza autorizzazione anche i materiali che non avrebbero potuto bruciare; si disperdevano nell’aria sostanze altamente cancerogene quali la diossina, l’acido cloridrico e altre; furono bruciati anche i rifiuti ospedalieri e le carcasse delle mucche affette dalla B.S.E(c.d. morbo della mucca pazza).

Gli operai che lavoravano all’interno dell’impianto erano tenuti all’oscuro dal crogiolo di veleni nel quale erano di fatto sommersi; questo condusse alla morte di due operai nel 2008 e nel 2010 per tumore, altri operai dell’impianto si sono gravemente ammalati di neoplasie maligne.

Nel 2012, in spregio della volontà di gran parte della cittadinanza l’inceneritore Terni Ena, passato alla proprietà di Acea, ha ripreso a bruciare rifiuti dopo essere stato fermo per alcuni anni per il progetto di revamping; apprendiamo dalla stampa locale che ci “attende un’altra tegola”: quella della probabile accensione nell’anno in corso dell’inceneritore Printer, passato ora alla proprietà della Tozzi Hollding S.P.A. con sede a Ravenna.

I rifiuti di ogni genere bruciati nel corso degli anni avranno sicuramente delle gravi conseguenze sulla salute della cittadinanza ternana; vorremmo che questa storia finisca una volta per tutte.

2) Acciaieria( Località Bovio e Prisciano)

L’acciaieria di Terni è una delle più grandi in tutta l’Europa; questo è stato sempre il vanto della classe politica ternana che, dalla fondazione dell’azienda qui in oggetto nel lontano 1884, ha subordinato le esigenze e i bisogni della collettività agli interessi dell’acciaieria.

Le conseguenza dell’inquinamento industriale sono sotto gli occhi di tutti; ma, Taranto docet, c’è sempre chi non vuole vedere la realtà in tutta la sua gravità.

La valle ternana, un tempo ricchissima di alberi da frutto, è ora ridotta ad un territorio oramai irriconoscibile devastato dai processi della lavorazione industriale; non capiamo come sia possibile che in Italia non vengano attuate le normative in materia ambientale presenti in altri paesi europei, Francia, Germania e Belgio tanto per fare qualche nome che hanno di fatto ridotto le emissioni nocive fino all’80%.

Il quartiere di Prisciano, situato in prossimità dell’acciaieria, è stato sottoposto ad una continua esposizione alle polveri dell’impianto con conseguenze facilmente intuibili per la salute dei cittadini ivi residenti i quali, sin dal 1998, hanno denunciato il fatto che nel loro quartiere si localizzavano le polveri frutto del processo della lavorazione industriale; sino ad ora, purtroppo, nulla è stato fatto per abbattere queste polveri.

Immagine.Priscianao di Terni 

Nel 2012 il rapporto “Mal’aria” dell’associazione ambientalista Legambiente ha confermato, purtroppo, quello che l’amministrazione comunale e provinciale da un lato e i vertici della Thyssen Krupp vogliono negare: il sito ternano è uno dei più inquinati e inquinanti in tutta Italia dato che nel 2010 sono stati rilevati questi dati:

  • Primo posto per le emissioni di cromo( il doppio di Taranto): 968,00kg
  • Secondo posto per emissioni di Mercurio( il quadruplo di Porto Marghera): 182,00kg
  • Terzo per emissioni di cadmio( il doppio di Alcoa Portovesme): 33,1 kg
  • Quinto per emissioni di PCB( come a Taranto): 1,40 kg
  • Sesto per emissioni di Monossido di carbonio( 1,5 volte superiore a Gela: 3.250 t

Questi dati si commentano da soli; aggiungiamo solo che occorra subito invertire la rotta affinché Terni possa ancora essere un luogo vivibile.

3) La discarica di Vocabolo Valle e i laghetti di cromo esavalente

La discarica di Vocabolo Valle divenne sin dal 1985 il sito di stoccaggio di tutte le scorie e i rifiuti speciali dell’acciaieria.

 Immagine.Vocabolo Valle Terni

Nel 2007, durante i lavori per la creazione di un tunnel facente parte della nuova autostrada Terni-Rieti, furono effettuati degli scavi proprio sotto la discarica in questione ; qui venne in rilievo un laghetto sotterraneo denso di cromo esavalente, agente altamente cancerogeno; tutto questo in una concentrazione superiore di 100 volte alla norma.

Nella discarica sarebbero stati messi i veleni mentre il percolato sarebbe stato smaltito in impianti della Thyssen Krupp senza alcuna autorizzazione.

Proprio scavando l’imbocco sud della galleria è spuntato il “drago”: una piscina colma di liquido verde brillante larga 15 metri, lunga 30 con una profondità di circa 3 metri.

1400 Metri cubi di veleno densi di cromo esavalente; troviamo “ strano” che il sindaco di Terni non abbia ricordato questa scoperta quando pochi giorni fa ha inaugurato, insieme ad altri politici, la nuova autostrada Terni-Rieti.

La rivista L’espresso, come riporta l’articolo da noi allegato, che ha trattato a lungo il caso, ipotizza che possano essere finiti nel fiume Nera e da lì alle falde acquifere con conseguenze facilmente immaginabili per la salute dei cittadini ternani.

I residui del disastroso rogo di Vascigliano di Stroncone, avvenuto nel luglio del 2009, su delibera del presidente della provincia Feliciano Polli, sono stati stoccati all’interno della discarica di Vocabolo Valle in questione rifiuti carbonizzati pregni di diossine sprigionate dal rogo.

4) Polo chimico (Quartiere Polymer)

Il 10/11 agosto del 2010 l’Arpa denuncia il presidente della Basell Italia per la violazione della normativa Seveso e per il reato di getto pericoloso di cose dopo che una fuga di gas ha invaso la città.

I cittadini ternani, terrorizzati, avevano chiamato il centralino dei Vigili del fuoco per riuscire a saper da dove provenisse quel forte odore di gas e se corressero qualche pericolo.

Immagine.Quartiere Polymer

Nell’impianto Basell, in questione, sono presenti due discariche sottoposte a piano di bonifica e altri tre siti sottoposti a bonifica per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Ci troviamo qui in presenza oltre che alle emissioni “normali” dell’industria chimica di un grave inquinamento del suolo che mette in serio rischio la possibilità che vengano contaminate le falde acquifere e vi sia uno sversamento nei corsi d’acqua.

5) Incendio Ecorecuperi (Vascigliano di Stroncone)

Il 1° luglio del 2009 in località VASCIGLIANO di Stroncone è scoppiato un gravissimo incendio nel capannone di 2500 mq della Ecorecuperi, un’azienda dedita alla rottamazione di carcasse di automobili e di materie plastiche.

Immagine.Vascigliano di Terni

Il rogo si sprigionò per 7 giorni andando a diffondere nell’aria un denso fumo nero.

Le analisi svolte dall’Arpa circa le diossine/furani e gli Idrocarburi policiclici aromatici(IPA) mostravano dei valori molto superiori alla norma, anche il benzo(a)pirene era di circa 10 volte superiore al limite normativo.

Nei giorni successivi al rogo, furono adottate delle misure di contenimento quali l’abbattimento di alcuni capi di bestiame e il divieto di vendita dei prodotti agricoli.

La magistratura aprì un’inchiesta effettuando diversi arresti, in questa inchiesta fu coinvolto anche il direttore dell’Arpa Adriano Rossi con l’accusa di aver attuato una condotta oggettiva volta a minimizzare la reale portata dell’incendio al fine di tutelare, secondo l’accusa, il gioco di interessi intercorsi tra lo stesso Rossi, il sindaco di Stroncone Beranzoli e l’imprenditore Terenzio Malvetani; il processo è ancora in corso di svolgimento.

6) Ex Stabilimento elettrochimico di Papigno

Sin dal principio lo stabilimento elettrochimico di Papigno, sorto alla fine dell’800, ebbe un impatto devastante sul territorio circostante ricco di frutteti e molto fertile da un punto di vista agricolo.

 Immagine.Paigno

I fertilizzanti prodotti nella fabbrica rilasciavano residui di carbone altamente tossici, i pericoli più seri, per l’organismo, derivavano dal pulviscolo del carburo il quale infiammava i bronchi e la laringe.

Nel 1973 lo stabilimento chiuse definitivamente; questa zona è compresa tra le aree c.d. SIN (Siti di Interesse Nazionale) nel progetto Sentieri redatto dall’Istituto Superiore della Sanità; ad oggi, gennaio 2014, nessuna bonifica è stata avviata con il risultato di allontanare del tutto il buon progetto voluto da Roberto Benigni di creare in quella zona un polo cinematografico collegato a Cinecittà.

Abbiamo appreso, purtroppo, dagli organi di stampa locali che all’attore-regista toscano era stata promessa la bonifica dell’area che rimane devastata da un punto di vista ambientale: si trovano, infatti, in quella zona materiali altamente cancerogeni quali l’amianto, metalli pesanti e idrocarburi.

7) Ex Lanificio Gruber( zona viale Benedetto Brin)

Nel 1856 fu costruito un impianto dedito alla produzione del cotone, in seguito della lana.

 Immagine.Viael Benedetto Brin

Questo impianto è stato inserito nei Siti di Interesse Nazionale (SIN); deve per tale motivo essere bonificato anche perché esso sorge in una zona urbana altamente popolata.

Anche in questo caso le analisi hanno evidenziato la presenza nei terreni di una contaminazione da idrocarburi pesanti e di piombo e zinco.

8) SGL Carbon( Narni Scalo)

Nel territorio della conca ternana, in località Narni Scalo, è situato l’impianto della SGL Carbon che produce manufatti di carbone per le apparecchiature elettrochimiche.

 Immagine.SGL Carbon Narni Scalo

Questo impianto, ora in via di chiusura, ha emesso per decine di anni sostanze altamente cancerogene; necessita di essere bonificato.

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Fonti

Condizioni e materiali di vita, sanità e malattie in un centro industriale: Terni( 1880-1940), Augusto Ciuffetti.

Articolo di Stefania Maurizi, L’Espresso, L’altra Thyssen, 15/6/2009

Legambiente- Studio Mal’aria industriale, 2012

www.savecinecittà.org/umbriastudios

SGL Carbon: La storia di un ecomostro dalla sua nascita alla sua ecometamorfosi, docenti.unimc.it

Istituto Superiore della Sanità, Progetto Sentieri, 2011, siti interesse nazionale, Terni-Papigno

 

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