Parco della Laguna Nord di Venezia: minacce di morte all’assessore Gianfranco Bettin

Immagine.logo Comune Venezia Con atto di indirizzo n°77/2002 la Giunta comunale di Venezia si è assunta l’impegno di fare nascere il parco della laguna nord, come parco di interesse locale ai sensi dell’art. 27 della LR 40/84.

Con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 99 dell’8-9 luglio 2003 è stata poi approvata l’Istituzione Parco della Laguna, organismo strumentale del Comune il cui compito è la valorizzazione ambientale e socioeconomica dell’area della Laguna Nord, attraverso la definizione e la promozione di usi compatibili con la salvaguardia delle valenze naturalistiche, archeologiche, storiche e culturali dei luoghi.

 Immagine.parco laguna Nord

Con la suddetta Variante al Piano Regolatore Generale per la laguna e le isole minori (approvata con delibera di Giunta Regionale del Veneto n. 2555 del 02/11/2010) è stato individuato Il perimetro del Parco regionale di interesse locale della Laguna Nord di Venezia all’articolo 4 delle Norme Tecniche Attuative.

 Immagine.perimetro parco laguna nord

Il parco regionale della Laguna nord di Venezia interessa un’area di 16 mila ettari (il 30 per cento della superficie lagunare).

È stato poi inserito all’interno della Carta delle Trasformabilità (tavola 4a) del Piano di Assetto del Territorio di Venezia adottato con delibera di Consiglio Comunale n. 5 del 30-31 gennaio 2012.

L’8 marzo 2013 è stata esaminata favorevolmente dalla Giunta del Comune di Venezia la delibera istitutiva del Parco regionale di interesse locale della Laguna Nord di Venezia che ora attende l’approvazione da parte del Consiglio comunale.

Su questo stesso sito il 12 aprile 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Appello per un voto a favore del Parco della Laguna di Venezia” che riportava un comunicato congiunto di VAS e Legambiente relativo alla delibera presentata dall’Assessore all’Ambiente del Comune di Venezia Gianfranco Bettin per l’istituzione del parco regionale di interesse locale della Laguna Nord di Venezia (http://vasonlus.it/?p=4232#more-4232).

 Immagine.Gianfranco Bettin

 Gianfranco Bettin

Ma la ratifica del Consiglio comunale non è a tutt’oggi arrivata perché finora è mancato per due volte il numero legale.

Tra i contrari all’istituzione del parco ci sono Fratelli d’Italia con il capogruppo Sebastiano Costalonga, la Liga Veneta Lega Nord Padania (con il capogruppo Giovanni Giusto) ed il Movimento 5 Stelle (con il capogruppo Gian Luigi Placella) oltre che alle associazioni dei cacciatori.

 Immagine.Sebastiano Costalunga

 Sebastiano Costalonga

 Immagine.Giovanni Giusto

Giovanni Giusto

 Immagine.Gian Luigi Placella

 Gian Luigi Placella

I «Cacciatori Veneti», da qualche settimana, stanno raccogliendo le firme per presentare una petizione contro il progetto.

 Immagine.logo MCR

Come “riposta” al comunicato alcuni vandali nella notte tra mercoledì 16 e giovedì 17 aprile 2014 sono sbarcati nell’isola di San Giacomo in Paludo e hanno danneggiato gravemente il presidio di VAS Venezia onlus che si occupa della salvaguardia, della difesa e della tutela della laguna.

Sul muro di cinta dell’isola di San Giacomo in Paludo sono comparse scritte offensive nei confronti dell’assessore Gianfranco Bettin e del parco della laguna: «Bettin Porco, no al Parco», accompagnate anche ai danni procurati.

 Immagine.foto fronte isola

I vandali infatti hanno divelto la targa del VAS che ha l’isola in gestione e distrutto un capanno.

«Abbiamo detto che San Giacomo sarà la “porta” del Parco e per questo ci attaccano», commenta Gianandrea Mencini di VAS.

 Immagine.Gianandrea mencini

 Gianandrea Mencini

Neppure il tempo di cancellare quelle scritte che è stata recapitata a casa dell’assessore una lettera con minacce di morte a lui – «Dallo sterco al piombo» – e minacce anche alla madre, sempre legate all’istituzione del nuovo Parco, al voto del prossimo del consiglio comunale, accompagnato da 80 emendamenti e l’opposizione di Fratelli d’Italia, Lega, M5S, addirittura con deposito firme per un referendum.

La scorsa settimana, scritte contro Bettin e l’assessore Alessandro Maggioni a Mestre; quest’inverno la consegna di una lettera con proiettile (recapitata anche al vicesindaco Sandro Simionato); nell’estate 2013 scritte e citofonate minacciose, quella volta contro le prese di posizione di Bettin contro lo spaccio della droga.

Immagine.Alessandro Maggaioni

Alessandro Maggioni

Immagine.Sandro Simionato

Sandro Simionato

Bettin ha consegnato la lettera con le minacce alla Digos.

Le scritte non le cancellerà: «Chiederò che restino perché le considero una medaglia al mio impegno e a quello del Comune di Venezia».

Le minacce arrivano il giorno dopo il tentativo di incendio nel parco dell’ex ospedale al mare del Lido: il complesso era destinato a diventare un centro turistico, con case, negozi, albergo e la grande darsena in bocca di porto.

Il progetto è stato fermato dal Comune e dal contenzioso con gli acquirenti dell’area, il Fondo Real Venice 2: dopo un tentativo un mese fa, l’altra notte ignoti hanno appiccato 4 focolai.

Ora Bettin risponde con un comunicato dai toni durissimi: «Povera vecchia cara madre mia, questi pezzi di merda hanno dichiarato “aperta la caccia” anche a lei».

L’assessore all’Ambiente guarda anche all’incendio doloso che ha danneggiato l’ex ospedale al mare: «È impossibile passare sotto silenzio l’ulteriore salto di qualità di questi farabutti, tra minacce insulti e vandalismi», prosegue Bettin, «a poche ore dall’inquietante incendio doloso appiccato alla pineta attorno al Teatro Marinoni al Lido, esperienza di autogestione con la quale l’assessorato all’Ambiente collabora. C’è chi pretende di fare quello che vuole in laguna, infischiandosene di regole e tutele e che vede nel Parco un ostacolo ai propri interessi».

«Il confronto sul progetto di Parco è stato molto aperto e civile», conclude Bettin, «le stesse associazioni di cacciatori, le più contrarie, si sono confrontate correttamente, nella stragrande maggioranza. Sola eccezione, chi racconta falsità e cerca di suscitare rivolte senza ragione, trattandosi di un parco che concilia con equilibrio le attività umane e l’ecosistema, valorizzerà la comunità lagunare dandole nuove risorse e rilancio socioeconomico. Ma gli interessi loschi che questi figuri rappresentano non si accontentano, voraci come sono. Non mi lascerò intimidire da questi cialtroni vigliacchi e spero che nemmeno il Consiglio si farà mettere sotto ricatto. Il Parco rappresenterà una svolta epocale e benefica».

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