VIII giornata mondiale delle vittime dell’amianto

 

 

Immagine.logo giornata mondiale vittime amianto A Porto Allegre, in Brasile, nell’ambito del Forum Mondiale sull’amianto, fu proposta dall’ABREA (Associazione Brasiliani Esposti Amianto) una giornata da dedicare alla memoria delle persone morte a causa di questo minerale.

 Immagine.ABREA

Successivamente, in occasione della Conferenza Europea sull’amianto, tenutasi a Bruxelles il 22 settembre 2005, questa proposta fu ripresa ed in quella sede si stabilì, vista la concomitanza con la “Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”, la data del 28 Aprile quale Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto.

L’Associazione Familiari Vittime dell’amianto (AFeVA)di Bari ed il Comitato Cittadino Fibronit per celebrare l’ottava ricorrenza di questa giornata, si riuniranno alle ore 17 presso i locali (Sala Angelo Moscati) della Parrocchia di San Sabino (Bari – nei pressi di Torre Quetta) per ricordare i tanti associati vittime degli effetti patologici dell’amianto.

 Immagine.AFAEVA

La ricerca deve curare le malattie ed il mesotelioma in particolare, ma anche indicare alle istituzioni come recepire le evidenze scientifiche per prevenire una lotta ancora difficile e dolorosa. Su questo fronte c’è forse ancor più da fare che nei laboratori.”

 Immagine.Fibronit

Partendo da questa affermazione del Prof. Antonio Mutti, uno tra più importanti studiosi nella ricerca per la cura del Mesotelioma Pleurico, riteniamo che il significato autentico della celebrazione commemorativa debba essere non solo quello di riproporre a tutta l’opinione pubblica la gravità della catastrofe sanitaria ed ambientale che l’utilizzo dell’amianto ha comportato e che tuttora comporta, ma sulla necessità di soffermarsi proprio sui progressi che la ricerca della cura del Mesotelioma Pleurico ha ottenuto con uno sguardo particolare al nuovo Piano nazionale Amianto, nonché allo stato dell’arte della messa in sicurezza definitiva del maggior sito inquinato della nostra Città, la Fibronit.

 Immagine.Antonio Mutti

Antonio Mutti

A Bologna, nell’ambito della Giornata Mondiale vittime del Lavoro, Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia Romagna, in Piazza Nettuno, dalle ore 14.30 alle 17.30, organizzano la manifestazione “Una regione senza amianto”.

La manifestazione si pone l’obiettivo di denunciare la gravità della situazione e promuovere interventi urgenti per risolvere definitivamente il problema amianto.

Anche nella nostra regione ogni anno sono centinaia i lavoratori morti per incidenti sul lavoro ed in particolare, solo nel 2013, i morti a causa dell’amianto sono stati 152.

Cgil Cisl Uil Emilia Romagna, unitamente alle associazioni delle vittime dell’amianto, chiedono che si agisca immediatamente per risolvere questo problema che è causa nella nostra regione e nell’intero paese di una vera e propria strage.

Immagine.amianto mai più

Per questi motivi, le organizzazioni sindacali, insieme alle associazioni delle vittime dell’amianto, chiedono a Governo, Regione, Amministrazioni comunali e INAIL, oltre all’immediato sblocco del Piano Nazionale Amianto, la sorveglianza e cura sanitaria dei cittadini ex-esposti ed esposti, l’incremento degli Ambulatori Sanitari Amianto in tutti i capoluoghi di provincia, il monitoraggio per le opere di bonifica e smaltimento, la tutela della salute dei lavoratori addetti alle bonifiche e quella del danno biologico e previdenziale dei lavoratori ex esposti.

Inoltre è necessario che la Regione Emilia Romagna, le singole Amministrazioni comunali e le imprese siano impegnate in un’azione capillare e radicale utile a scongiurare una volta per tutte il rischio amianto dai nostri territori.

Non si può morire di lavoro: la prevenzione e la sicurezza devono essere priorità di tutti.

In occasione di questa ricorrenza anche la Cgil Salerno scende in campo per ricordare e riportare all’attenzione dell’opinione pubblica una tematica complessa che riguarda non solo i lavoratori ma, considerando le ancora necessarie bonifiche in molti luoghi, la vita di tutta la popolazione.

In particolare, alle ore 17.30 presso la libreria Einaudi di Salerno, ci sarà la presentazione del libro “Il racconto giusto. Storie di amianto e di operai all’Isochimica di Avellino” scritto da Anselmo Botte.

 Immagine.Anselmo Botte

 Anselmo Botte.

In occasione della Giornata mondiale delle Vittime dell’amianto l’associazione Familiari e vittime della Sardegna, che ribadisce il diritto alla salute e al lavoro sicuro, salubre e svolto in Sicurezza, ha organizzato a Cagliari una manifestazione dalle ore 9 e 30, con un breve corteo pacifico dei lavoratori esposti ed ex esposti, dei familiari e dei cittadini sensibili al tema che si concluderà con un sit-in di fronte al palazzo della Regione.

La protesta anche “per rivendicare la piena contrarietà alle promesse, anche scritte, ma non mantenute o falsamente difese, per la mancata attuazione – ha spiegato l’Associazione – da parte del precedente Governo regionale, dell’ordine del giorno del 13 giugno 2012 e per l’esclusione, da parte del Governo nazionale, della gran parte dei lavoratori sardi esposti all’Amianto, compresi i militari, dal riconoscimento dei benefici previdenziali“.

 Immagine.Eternit giustizia

Nel marzo 2013 il governo di Mario Monti aveva predisposto un Piano Nazionale Amianto (Linee di intervento per un’azione coordinata delle amministrazioni statali e territoriali) poi sospeso per mancanza di copertura finanziaria.

In occasione di questa Giornata mondiale delle vittime dell’amianto Legambiente è tornata a chiedere al governo l’approvazione di questo piano.

L’associazione ambientalista ricorda che «dalla conferenza nazionale sull’amianto promossa del governo a novembre 2012, dalla quale è scaturita la redazione del piano nazionale che prende in considerazione i piani sanitario, ambientale e previdenziale, non si è più affrontato il problema in termini concreti. E purtroppo ancora nulla è stato fatto sul fronte del risanamento ambientale e dello smaltimento dei materiali contenenti amianto, dell’avvio di un’efficace sorveglianza sanitaria ed epidemiologica per gli esposti e della garanzia di risarcimento per le vittime».

 Immagine.cartello pericolo amianto

Il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, evidenzia che «le bonifiche vanno a rilento, il censimento non viene fatto e in tutto il Paese aumentano le discariche abusive e il rischio amianto. Occorre agire subito e in modo concreto: smaltimento e bonifica devono essere le priorità per portare a zero il rischio connesso con l’esposizione alla fibra pericolosa. Sono passati 22 anni dall’entrata in vigore della legge che ha proibito l’estrazione, la lavorazione e la commercializzazione dell’amianto e siamo drammaticamente in ritardo rispetto a quello che si sarebbe potuto e dovuto fare per arginare l’emergenza sanitaria provocata dall’esposizione all’amianto».

 Immagine.Vittorio Cogliati Dezza

 Vittorio Cogliati Dezza

Le cifre nuovamente diffuse dal Cigno Verde parlano di un’emergenza infinita e diffusa: in Italia ogni anno ci sono oltre 4.000 vittime causate dall’esposizione all’amianto; i siti ancora da bonificare sono almeno 34.148,  per oltre 32 milioni di tonnellate di amianto sparso in tutto il Paese, tra questi ci sono 380 casi a maggior rischio.

Per Legambiente «è necessario avviare le bonifiche immediatamente, tanto sui grandi siti industriali inseriti nel Programma nazionale di bonifica, quanto sulle emergenze locali riguardanti la presenza di amianto in edifici e le strutture pubbliche, a partire da scuole e ospedali, e private. Occorre poi completare il censimento che ancora oggi procede a macchia di leopardo. Devono inoltre essere utilizzate al meglio tutte le opportunità oggi vigenti per la rimozione dell’amianto dai tetti e dalle altre strutture in cui ancora è presente, nonché ripristinare gli incentivi per la sostituzione delle coperture in cemento amianto con il fotovoltaico, come riportato nello stesso Piano nazionale. Si stima che un investimento di circa 20 milioni di euro (da attuare attraverso il sistema degli incentivi) consentirebbe la bonifica di oltre 10 milioni di metri quadri».

Ma gli ambientalisti non si nascondono le difficoltà: «Non si può però far partire un consistente progetto di risanamento ambientale senza attuare un’adeguata pianificazione per la realizzazione di una impiantistica di trattamento e smaltimento a supporto delle operazioni di bonifica. Oggi esportiamo ancora circa il 75% dei rifiuti contenenti amianto, soprattutto in Germania e Austria, e questo incide molto sugli elevati costi complessivi di bonifica. Una situazione che non può assolutamente continuare».

Ma realizzare un impianto per conferire l’amianto sconta subito l’opposizione di comitati e forze politiche locali, nonostante l’amianto sia un minerale, e che se smaltirlo correttamente sotto terra (in discariche appositamente attrezzate) sia una soluzione praticabile e indicata come corretta da evidenze scientifiche e normative già da tempo esistenti, ed è per questo che Legambiente sottolinea che «un ruolo importante si gioca anche a livello regionale e locale. È necessario che tutte le Regioni si adoperino per l’attuazione dei piani regionali sull’amianto, prevedendo le risorse economiche necessarie per uniformare e calmierare i costi di intervento in modo da facilitare la bonifica da parte dei Comuni e dei singoli cittadini. Particolare attenzione deve essere infine rivolta all’informazione sui rischi derivanti dall’esposizione alle fibre di amianto dovuta al deterioramento e allo smaltimento illegale delle strutture in cemento-amianto dismesse, e sul comportamento da adottare quando si ha a che fare con strutture contaminate in casa, a scuola o presso i luoghi di lavoro e i rischi per la salute connessi».

Cogliati Dezza conclude: «Solo cambiando l’approccio dimostrato fino ad oggi nella lotta all’amianto, in l’Italia sarà possibile quella svolta auspicabile e quanto mai necessaria anche alla luce delle evidenze sanitarie in chi lo ha purtroppo inalato. Sta al governo centrale e alle regioni dimostrare con atti concreti che questo è un obiettivo condiviso. Finora non è stato così».

 

 

 

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