La vecchia Terra parla a Gea, il giovane Pianeta della Costellazione del Cigno

Immagine.Rete Campana.1Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente articolo dell’ing. Antonio D’Acunto, ex coordinatore di VAS della Regione Campania ed attualmente Presidente e legale rappresentante della Rete campana per la civiltà del sole e della biodiversità”.

 Immagine.Antonio d'Acunto

 Antonio D’Acunto

 Nessuno certo può dirci se Kepler-186F abbia realmente vita; io voglio pensare di Si e voglio pensarlo perché la Natura non vuole far scomparire la infinita meraviglia della Vita che ha permeato per miliardi di anni la Terra e che ora è a forte rischio di scomparsa e perciò la sta ricreando su questo Pianeta tanto lontano, 500 anni luce, nella costellazione del Cigno.

Proprio perché io penso Kepler – 186 F nel fiorire della Vita mi piace chiamarlo, Gea, o a volte Gaia, come la Terra nello splendore della sua giovinezza.

E perciò immagino che Essa sia nell’Età dell’Oro, e gli Esseri che l’abitano siano totalmente rispettosi della generosa Natura e delle sue leggi, lontani dalle Età ad essa successive, dell’Argento, del Bronzo, e del Ferro Duro, quando * “irruppe ogni empietà, il gusto sciagurato di possedere, e sul suolo prima comune a tutti come la luce del sole e dell’aria, l’agrimensore tracciò lunghi confini, e si discese nelle viscere della terra e ci si mise a scavare i tesori stimolo del male che essa aveva nascosto vicino alle ombre dello Stige e nacque la guerra che squassa il tutto con mano insanguinata”.

La nostra vecchia Terra vede Gea cosi fresca e bella e ricorda quando una volta anche Essa era così e tutte le infinite violenze subite e che sempre più continua a subire e perché Gea prenda coscienza del rischio del suo destino Le racconta quanto avviene oggi su di Essa.

Parte da questa storia infinitamente triste a me legata, ma da tanti altri probabilmente parimenti vissuta o che la vivono ancora oggi in maniera inconsapevole.

Malinconicamente grigio della sua nera copertura e spoglio di   luci e di   colori, di profumi e di cinguettii era il terrazzo, ultimo approdo della lunga scala, accesso alla nostra neo casa; sacchi di terra salirono per essa portati dalla intera famiglia, unitamente a erbe e piante e piantine, limitate dal solo vincolo della compatibilità economica e della sicurezza del Palazzo.

La Natura ha scelto di illuminarsi di infiniti colori, combinando tutto quanto dei raggi incidenti non assorbito da corpo, animato e non, viene riimmesso nello spazio; una legge semplice ma che genera l’incanto delle mutazioni del volto del gran Cono del Vesuvio al suo affacciarsi all’infinito, la melodia della veste del pettirosso, armonica simbiosi al suo canto, l’intenso richiamo alla raccolta della uva già sazia di sole, la profondità immensa della pupilla di Francesca ed Ileana, di Antonio, Giulia ed Elena, i miei dolcissimi nipotini; l’infinità è tale che nessun color è eguale all’altro sicché il fulgente argento della liquirizia è diverso da quello assonnato dell’oleandro, e ogni punto della bocca di leone è diverso da quello ad esso vicino.

La mano dorata della mia amata Ileana raccolse questa infinita armonia della Natura e trasformò il terrazzo in meraviglioso giardino; il più bello della città per noi, e per i cechi, i millepiedi, i grilli e le cicale, le lumache con le loro case, e gli innumerevoli insetti , e i tanti uccelli, colombi e gabbiani, merli e pettirosso, usignoli e capinera, che lo visitavano e trovavano ciò che desideravano; Ileana, sì è vero, parlava alle piante nel linguaggio a loro gradite ed esse rispondevano nel loro modo di totale gradimento, con rami e foglie e fiori, gioiosi, freschi e   rigogliosi, piccola, dolce espressione della forza della Natura e della Vita.

Ma un giorno, spietati vennero forti del potere del loro danaro, e dirimpetto sul terrazzo posero, non verde, piante e fiori, ma un orrendo, potente ripetitore; le onde elettromagnetiche avvolsero più che altrove per la vicinanza il mio terrazzo ed Ileana sicuramente ne fu colpita: dopo pochi anni dalla entrata in attività del malefico mostro Ella si ammalò di una rara malattia degenerativa neurologica che l’ha portata alla morte.

Oggi, ancora più potenti di prima, le onde elettromagnetiche del ripetitore continuano, a invadere ed inquinare gli spazi della casa e del   terrazzo e   tutto ciò che su di esso è vita, quando non muore, manifesta la sofferenza con segni palesi: impoverimento e bruttura dei colori, rinsecchimento, bruciature; alla immensa bellezza quale risposta al dono dell’amore verso di esse si è sostitiuta la crescente bruttezza per la violenza in atto, nonostante ogni amorevole cura e residuale è il mondo vitale animale che era in simbiosi con quello vegetale.”

Cara Gea ti ho raccontato questa triste storia per dirti che “lo stesso spazio fisico”, in cui Tu ed Io troviamo la naturale ragione di essere e che la Natura, creando il nostro campo magnetico   ha protetto dalle radiazioni che vengono dal cosmo, è stato così posto   totalmente fuori protezione oltre ogni limite di sicurezza.

Su di Te, con il tuo perpetuo girare inclinato attorno al tuo Rosso Sole, si alternano le stagioni, il sereno e le variopinte nubi, le piogge ed i temporali, che ti donano fiori e frutti, piccoli ruscelli e fiumi incantati che si incontrano e vanno ai tuoi mari, per poi tornare nel cielo e ridiscendere per impetuose cascate; tutto il ritmo e gli eventi sono regolati dalla Natura.

Sulla Terra ormai è sempre meno così e sempre più siamo nella “manipolazione del tempo atmosferico”.

Ti invio lo studio pubblicato da “Mondo alla Rovescia” il 29 marzo scorso Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025″  è un importante studio, già del lontano 1996, tenuto segregato che rivela il percorso da parte delle forze armate degli USA ma non diversamente è certo negli altri paesi, dalla Russia alla Cina, dall’India alla Francia, per disporre entro il 2025 di “una capacità di modificazione del tempo globale, precisa, immediata, robusta, sistematica”.

L’atmosfera che ti circonda, per la   sua composizione e le sue caratteristiche, consente un equilibrio tra i raggi del tuo Sole che l’attraversano e si adagiano su di Te e quella parte di essi che viene poi riflessa e torna nello spazio infinito, sì da garantirti le giuste temperature, per mantenere ed accrescere la Vita su di Te, nella infinita moltitudine degli habitat e degli ecosistemi.

Catastrofica è invece la mia condizione.

Per intere ere geologiche ho raccolto la energia del mio Sole, una quantità enorme, e l’ho custodita con cura ed amore preziosamente sotto le lucenti sabbie dei deserti, nel profondo degli oceani, nelle inaccessibili calotte polari, in luoghi comuni e in autentici sacrari della mia bellezza!

Oggi la stanno saccheggiando, violando e calpestando ogni mio diritto e bellezza e consumano ogni anno ciò che ho accumulato in un milione di anno!

Nell’atmosfera che mi circonda stanno scaricando immani quantità di gas tossici e velenosissime particelle che poi ricadono “bioaccumalandosi su di me e biomagnificandomi” e stanno creando sbarramenti insormontabili ai raggi del Sole che una volta da me riflessi vorrebbero tornare nello spazio infinito e che invece così si trasformano sempre più in calore che innalzano la mia temperatura oltre ogni limite di sopportabilità: radicalmente è così sconvolto il mio naturale stato di vita che puoi chiamare clima: catastrofici uragani di inaudita violenza percorrono come non mai la mia superficie e lunghissime siccità mi portano alla incontenibile sete; immense mie parti hanno del tutto perso il loro dolce e temperato clima e inaridiscono: gli splendenti ghiacciai, di interi miei continenti e delle cime più alte o di mie remote e segrete conche stanno svanendo e l’immensa quantità di acqua generata inonda fiumi ed innalza mari e oceani e ricopre terre e città, non più coltivabili ed abitabili.

Eppure il Sole che da sempre mi illumina e mi riscalda, dona, senza nulla chiedere se non il rispetto dell’equilibrio delle leggi della Natura, a tutto il mio Corpo in ogni suo più piccolo spazio energia più che sufficiente per le necessità della mia Vita senza bisogno alcuno di dover rapire la energia da me accumulata in tanta parte della mia Vita per poi consumarla e rinchiudermi nella morsa mortale delle sue emissioni

Certo Tu conosci il Vesuvio; per la sua storia ed infinita bellezza come si fa a non conoscerlo anche a tanta distanza, 500 anni luce, da Me.

Ma stavolta non ti parlo di tale maestosità e bellezza, ma della massa che Esso occupa unitamente al Suo progenitore Monte Somma, dal mare per tutto il suo vastissimo perimetro fino alla sua incantata cima del suo Cratere; ebbene devi sapere che ogni anno mi si scortica, a volte anche per strati profondissimi di tale quantità e tale mia massa una volta immensa bellezza del mio corpo la si trasferisce per “produzione e consumi” per distanze che in rapporto alle mie misure, immensamente gradevoli ma fortemente limitate, sono di gran lunga superiori agli anni luce che ci separano.

Eppure la Natura dona a tutto ciò che vive su di Me una legge fantastica per cui nulla si crea e nulla si distrugge e tutto può essere riprodotto e riciclato da quanto già usato senza dovermi da una parte scorticarmi e dall’altra trasformarmi sempre più in una immensa, orrida e velenosa,   pattumiera o intossicarmi con il fumo di quelle tecnologie che con tanto suadenti ed ingannevoli parole chiamano termovalorizzatori.    

Ma cara Gea ciò che come Madre del Tutto mi riempie della più profonda tristezza al di sopra di ogni altra è il vedere scomparire oltre ogni Tua più pessimistica immaginazione infinite forme di Vita da me create e gli habitat che ne consentono la esistenza: ogni parte di me ha generato vita, nelle acque dolci e salmastre, nei piccoli stagni e negli immensi laghi, nei ruscelli e nei vasti fiumi, sulle ondulate colline e sugli aspri monti fino alle cime che vogliono sfuggirmi per volare nell’infinito, nelle immense pianure e negli orridi abissi; per nominarti tutta la Biodiversità che ho generato non basta certo il tempo che la luce impiega per pervenire da Te a Me.

Forse fino a cento anni fa ancora sono riuscita a contenere le immense perdite di tale mia Biodiversità, ma oggi ormai non più ed esse avvengono più di mille volte più intensamente del passato quando la estinzione di una specie era rigenerazione e rinnovamento della vita: non vi è forma di vita, vegetale ed animale non a rischio e sempre più luoghi, da tempo immemore vitali, per ciascuna di essa diventa aliena. Tutto il mio corpo viene così saccheggiato e ridotto in frantumi in funzione degli interessi del potente homo economicus che si definisce sapiens sapiens, ma che in realtà diviene sempre più insipiens perché lontano dal sapere della Natura e delle sue leggi.

E corre questo Uomo sfrenatamente verso la sua distruzione: non ha amore e rispetto per la Sua Genitrice e pensa di di utilizzarla e sfruttarla oltre ogni possibile Suo limite perché ad Essa superiore: catastrofi come Chernobyl e Fukushima poco gli insegnano sulle conseguenze per l’oggi e per il futuro fino a milioni di anni del superamento della naturalità dei 92 elementi di cui sono costituita.

In alternativa alle leggi della Natura si sono costruiti la libera Economia, estranea e superiore alla Ecologia, il mercato, il capitalismo, regolatori alieni all’equilibrio del mio Essere.

Contro ogni Morale e interesse vero per il Benessere della Umanità, della Biodiversità e globalmente del mio Essere i potenti della Economia del mercato, del capitalismo e gli Stati che li rappresentano stanno in conflitto permanente tra di loro: a volte senza armi, a volte con armi capaci di potenti ma limitate distruzioni, pronti a scatenare l’ apocalisse finale: alla mia naturale fertilità, generatrice di gioia e di vita hanno contrapposto, bombe atomiche, bomba all’idrogeno, bombe al neutrone, bombe al cobalto e bombe radiologiche oggi in studio; non ti descrivo, sarebbe troppo lungo e sicuramente incompleto l’elenco della loro capillare distribuzione su ogni mia parte; ma purtroppo devo dirti che tante e di così grande potenza esse sono che possono distruggermi integralmente, in ogni essenza ed espressione di vita, non una ma più volte.

Si questa è la realtà che l’homo sapiens – sapiens ha oggi realizzato.

Tu mi chiedi se dunque sono alla fine?

Ed io ti rispondo di no: perché una moltitudine immensa di Persone ancora mi ama, ha coscienza dell’immane apocalisse cui sono a rischio e sa anche che lo stesso futuro della Umanità sta nel mio futuro: sa che è necessario riportare il primato dell’Ecologia su quello dell’Economia e che il benessere dell’Umanità richiama un modello economico, produttivo, di civiltà che non può essere fondato sul capitalismo ed il mercato, sullo sfruttamento dell’Uomo sull’Uomo e sulla Natura, ma sulla Solidarietà tra gli Uomini, i Paesi, le Culture e le Civiltà e l’Armonia con la Biodiversità e la mia Natura, fatta di infinta Bellezza e Valori ma anche di insuperabili necessità e limiti.

Io sono la Vita certa nell’Universo, donatami dalla Natura o dal Creatore come dal pensare e credere del mondo della Religione e non posso scomparire anche se ci sei Tu o altro astro a Me simile.

Ma poi chi mi assicura che veramente ci sei o se al contrario la mia scomparsa quale Pianeta della Vita, non significa la scomparsa della Vita nell’Universo?

 

*Ovidio – Metamorfosi; Einaudi, a cura di Piero Bernardini Marzolla

 

Napoli, 7 Maggio 2014

 

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