Siamo in guerra, siamo ancora una volta in guerra senza che nessuno ci abbia chiesto niente

Articolo di Stefano Deliperi pubblicato il 20 agosto 2014 con questo titolo sul sito del Gruppo D’Intervento Giuridico Onlus (http://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2014/08/20/siamo-in-guerra-siamo-ancora-una-volta-in-guerra-senza-che-nessuno-ci-abbia-chiesto-niente/#more-10773)

 Immagine.Stefano Deliperi

 Stefano Deliperii

Forse il barbaro assassinio del giornalista americano James Foley, freelance rapito in Siria nel 2012, da parte dei delinquenti dell’I.S.I.S., il preteso nuovo califfato islamico a cavallo fra Iraq e Siria, sta aprendo gli occhi a decine di milioni di persone nel mondo occidentale.

Immagine.James Foley.1

Per loro si tratta della risposta annunciata ai bombardamenti decisi dal Presidente U.S.A. Barak Obama sulle milizie islamiche in rapida avanzata.

Siamo in guerra, siamo ancora una volta in guerra.

Una guerra frutto dei tanti fondamentalismi di cui è fecondo il mondo islamico, ma una guerra frutto anche delle pluriennali politiche schizofreniche americane in Siria, nell’intero Medio Oriente e in mezzo mondo.

Una politica grazie alla quale come minimo si arma “il meno peggio” o “il nemico del nemico” di turno.

Una guerra dove il ricchissimo autoproclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi ha scatenato una vera e propria pulizia religiosa ai danni di cristiani e yazidi (che da anni denunciavano invano il pericolo), provocando reazioni dure fra gli stessi islamici.

Immagine.Abu Bakr

Una guerra non dichiarata (non si usa più dichiarare formalmente guerra a nessuno…), ma guerra riconosciuta dallo stesso papa Francesco, una guerra che ora si nutrirà anche di armi (parecchie) fornite dall’Italia, da quell’arsenale ben fornito dell’Isola di S. Stefano e di numerosi altri depositi ben sorvegliati.

Le competenti commissioni parlamentari hanno deciso di accogliere la proposta del Governo Renzi: le armi andranno ai combattenti Kurdi.

E da oggi anche ogni cittadino italiano può esser considerato in guerra, senza che i cittadini italiani abbiano avuto alcuna voce in capitolo.

Qualcuno vada a dirlo ai familiari di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due volontarie rapite in Siria a cavallo fra luglio e agosto 2014, qualcuno vada almeno ad avvertirli, per cortesia……

Immagine.volontarie rapite in Siria

 

 

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