Appello No alla legge Lupi, tutte le firme

Pubblichiamo il seguente appello che il 5 ottobre 2014 è comparso sul sito Eddyburg.

 Immagine.logo Eddyburg

 Mentre si avvicina il momento decisivo della battaglia contro lo Sbocca Italia, prosegue quella contro la proposta di legge di Maurizio Lupi, l’inemendabile legittimazione finale e definitiva della politica del territorio targata Craxi-Berlusconi-Lupi. Aiutateci, raccogliete  e inviate altre adesioni all’appello di eddyburg

Immagine.Macchietta LUPI

Premessa Come molti dei frequentatori di eddyburg sanno, abbiamo lanciato un appello contro la bozza di legge “Principi in materia di politiche pubbliche territoriali e trasformazioni urbane” predisposto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi.  

A nostro parere essa è il culmine della strategia e della pratica che hanno prevalso negli ultimi anni nel nostro paese, distruggendone la vivibilità e la bellezza.  

Trovate qui di seguito un documento, redatto nella forma della “lettera aperta”, con cui esprimiamo le ragioni di una critica severa e senza appello. 

A differenza di altri riteniamo che quella del ministro Lupi e del suo gruppo di lavoro sia una proposta non emendabile. Lo sforzo di proporre “depeggioramenti” non farebbe che accreditarla. L’unico obiettivo perseguibile, secondo le persone che hanno redatto questa “lettera aperta al ministro Lupi”, l’hanno firmata e la firmeranno, è quello di arrestarne il cammino. 

Vi chiediamo il sostegno di una vostra adesione. Spedite per favore una email con la vostra adesione a mariapia.robbe@gmail.com

Lettera aperta al ministro dei Trasporti e Infrastrutture Maurizio Lupi.

Egregio Ministro, riteniamo il disegno di legge da lei presentato in materia di governo del territorio complessivamente non condivisibile, non soltanto per le numerose norme in esso contenute che appaiono inadeguate, quando non potenzialmente rischiosissime per gli effetti rovinosi che potrebbero produrre sul territorio, ma soprattutto per la filosofia che pervade, con strenua e incalzante persistenza, ogni articolo del provvedimento.

La sua proposta, a nostro avviso, non è emendabile e quindi rinunciamo a proporre osservazioni ed emendamenti puntuali al testo predisposto dal gruppo di lavoro da lei incaricato.

Tuttavia, profittando dell’opportunità di poter interloquire con i suoi uffici, vogliamo cogliere l’occasione per esprimere un dissenso ragionato e motivato, poiché la nostra posizione non ha nulla di pregiudiziale, ma è il risultato di una valutazione non estemporanea che qui di seguito vogliamo sintetizzare.

L’innovazione più rilevante, che nel ddl emerge in tutta evidenza e in forma così pervasiva da precludere un possibile confronto di merito sui singoli aspetti, risiede nel fatto che viene riconosciuto ai proprietari delle aree il “diritto di iniziativa e di partecipazione” nei procedimenti di pianificazione; e, per non lasciare possibili dubbi, i soggetti istituzionali – Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato – sono sollecitati, nell’esercizio delle rispettive competenze, a estendere anche ai “privati che partecipano alla pianificazione” gli stessi principi che regolano i rapporti interistituzionali (leale collaborazione, sussidiarietà, trasparenza ed altri ancora).

Si tratta di un modello che delegittima in maniera clamorosa i principi e le modalità che stanno alla base del processo di pianificazione; un modello che dalla legge urbanistica del 1942 è pervenuto, con modifiche, aggiornamenti e con l’innesto delle leggi regionali, sino ai nostri giorni. Si tratta altresì di un modello del quale non si ravvisano elementi di affinità in nessun’altra legislazione urbanistica dei paesi avanzati europei.

Da sempre, infatti, è stato unanimemente riconosciuto che la pianificazione appartiene a pieno titolo alla sola sfera pubblica, costituendo una delle attività più qualificanti delle amministrazioni pubbliche, e in particolare dei Comuni. 

E se in altri campi ci si avvia a un ridimensionamento della presenza pubblica in funzione – vera o presunta – di una maggiore snellezza ed efficacia delle azioni e delle decisioni, in questo campo la delega non è da ritenere assolutamente ammissibile per il solo e semplice fatto che le decisioni riguardanti la qualità dell’assetto del territorio e le interazioni che in esso si stabiliscono appartengono all’intera comunità, poiché il territorio, nel moderno costituzionalismo, appartiene a titolo di sovranità al popolo; e, come recita la nostra Costituzione, il diritto alla proprietà privata è condizionato al perseguimento della “funzione sociale” della proprietà stessa.

Conseguentemente, la pianificazione non può che essere esercitata, con metodo trasparente e partecipato, da coloro che, a seguito di competizione elettorale, hanno ricevuto dai cittadini il compito di provvedervi.

Se, come si evidenzia nel testo della proposta di legge, si privilegia in maniera esclusiva una categoria di cittadini (i proprietari), conferendo loro addirittura il rango di soggetti istituzionali a pieno titolo coinvolti nel processo di pianificazione, si snatura l’essenza stessa della pianificazione la quale deve svolgere il precipuo compito di assicurare condizioni di maggiore benessere all’intera popolazione, residente – dai commercianti agli agricoltori, dagli studenti agli sfrattati e così via – contemperando le diverse aspettative che devono comunque risultare non in contrasto con le esigenze di tutela e salvaguardia dell’ambiente (il territorio è un bene irriproducibile) e con la conservazione del patrimonio storico.

Anche se è il più dirompente, quello appena descritto non è il solo aspetto inaccettabile di questa bozza di legge.

Nel ddl risulta soppresso il decreto ministeriale 1444 del 1968.

In sostituzione degli standard vengono introdotte le dotazioni territoriali le cui definizioni sono attribuite allo Stato nei termini generali, e successivamente alle Regioni per la parte regolamentare.

Abrogando il decreto che assicurava per “ogni abitante, insediato o da insediare”, una “dotazione minima, inderogabile,” di mq per servizi, verde e aree pubbliche si scardina uno dei pilastri dell’urbanistica riformista che ha garantito, in ogni comune di qualsiasi regione, una dotazione di spazi pubblici per tutti i residenti, senza differenziazione tra ambiti di maggior pregio e altri meno privilegiati.

Se poi la formulazione della norma riguardante le dotazioni territoriali si pone in relazione con quella, anch’essa contenuta nel ddl, che consente ai privati di presentare proposte per progetti di trasformazione urbanistica in sede di formazione del piano operativo e che attribuisce ai Comuni il mero compito di valutazione delle proposte private “verificandone la rispondenza alle esigenze di dotazioni territoriali già definite”, sorge il fondato dubbio che il compito del soggetto pubblico possa ridursi a localizzare le aree per i servizi, lasciando quindi ai privati la facoltà di proporre contenuti e modalità delle trasformazioni urbanistiche (l’esperienza del piano del Comune di Milano, basato tutto sulla contrattazione con i privati, diventerebbe quindi il modello di riferimento).

E ancora: il largo consenso registrato di recente sul contenimento del consumo di suolo, che ha portato alla presentazione di numerose proposte di legge – peraltro in una condizione di perdurante stagnazione che non lascia sperare tempi rapidi per la conclusione dell’iter legislativo – trova nel ddl un’espressione assai riduttiva e di basso profilo che, di fatto, non incide in alcun modo sull’obiettivo di ridurre l’aggressione alle aree agricole e di arginare i processi di impermeabilizzazione dei suoli. 

Nel testo di legge non è contenuta nessuna prescrizione realmente fattiva ed efficace per ridurre da subito possibili nuovi incrementi del suolo urbanizzato, non vi è neppure la traccia di un percorso attraverso cui definire i limiti all’espansione, ma soltanto un retorico invito alle Regioni, chiamate a emanare proprie leggi in cui il contributo per gli oneri di urbanizzazione risulti crescente al diminuire della densità edilizia.

Sul rinnovo urbano, una locuzione davvero inquietante, il tentativo di rimuovere alcuni ostacoli che limitano la diffusione di questi interventi si traduce nel dare spazi di azione pressoché illimitati ai privati, e non solo come soggetti con cui il Comune attiva procedure negoziali (e sarebbe più che sufficiente).

Si prevede infatti anche la possibilità, se privati e Comune si accordano, di avviare le operazioni di rinnovo urbano anche in assenza di pianificazione operativa o in difformità da questa. 

E non è tutto: se in un ambito oggetto di recupero si forma un consorzio tra proprietari tale da rappresentare la maggioranza del valore degli immobili, si prevede un meccanismo inammissibile e odioso. Il consorzio stesso potrà espropriare i proprietari non aderenti e nessuna forma di tutela è prevista a garanzia di questi ultimi che verrebbero così privati del proprio alloggio senza alcuna offerta in alternativa.

Ampio spazio trova nel ddl il tema dell’edilizia residenziale sociale e, rispetto agli aspetti già di recente trattati nel cosiddetto Piano Casa approvato nel mese di maggio, si entra maggiormente nel merito delle definizioni, delle modalità di realizzazione, dei soggetti chiamati a realizzarla, delle possibili forme di incentivazione.

Ma, di nuovo, tutte le misure suggerite (trasferimento o cessione di diritti edificatori, premi volumetrici, riduzione del prelievo fiscale comunale, e così via) sono dedicate al ‘mercato’ più che a garantire il diritto alla casa sancito dalla Costituzione.

Tralasciamo altre considerazioni su aspetti più circoscritti, ma non per questo meno preoccupanti e criticabili, e concludiamo ribadendo che l’approvazione del testo presentato, o comunque di un testo ispirato alla stessa ideologia e agli stessi principi distruttivi, produrrebbe effetti nefasti sul territorio e sul patrimonio comune (che non appartengono solo agli abitanti e governanti attuali della penisola, ma all’intera umanità e, soprattutto, alle generazioni future), e screditerebbe chi avesse contribuito ad approvarla. 

 

Hanno aderito al 5 ottobre 2014:

(vedi nota in calce)

Accornero Cristina, architetto e storico della città
Agostini Ilaria, ricercatore Università degli Studi di Firenze
Alberti Francesco
Albini Michele, architetto
Allegretti Cesare, architetto
Amendola Marianna, architetto
Antoni Claudio
Arzente Vincenzo, impiegato amsa, gruppo a2a Milano
Asor Rosa Alberto, scrittore, presidente Rete dei comitati per la difesa del territorio
Attorre Mario, Roma
Baglioni Dino
Baioni Mauro, urbanista, Phd –Università Roma tre
Balbo Marcello, docente Università IUAV di Venezia
Baldeschi Paolo, docente Università di FirenzeBaldizzone Giorgio, presidente dell’European Network for Strategic Environmental Assessment, Membro esperto VAS del Comitato Tecnico di Valutazione della Regione Liguria)Balestri Marta, architetto
Ballabio Valentino, ex-sindaco di Cologno Monzese (MI)
Bandieramonte Valentina
Bandoli Fulvia, presidenza nazionale di SEL, già deputata
Baracca Angelo
Barbanente Ottaviano, urbanista
Barbieri Gabriella, architetto
Barzi Michela, urbanista, direttrice Millennio urbano
Bellagamba Piergiorgio, docente all’Università di Camerino
Belloni Donato, resp. ufficio tecnico di Cardano al Campo (VA)
Beltrame Giuliana, sociologa, docente scuola del servizio sociale di Venezia
Beltrame Gianni, urbanista, già docente al Politecnico di Milano
Benedetti Stefano, Comitato per il Parco Pertite di Piacenza
Benevelli Rossana, urbanista
Benigni Laura
Berdini Paolo, urbanista
Bernardi Donatella
Bertani Elena
Bertolotto Luciano
Betti Gabriele
Bettini Enrico, architetto
Bevilacqua Piero, storico, docente all’Università di Roma La sapienza
Bianchi Anna Maria, portavoce Carteinregola
Blanc Francesca, Directora de Hábitat y Asentamientos Humanos presso Ministerio de Desarrollo Urbano y Vivienda, Ecuador
Boato Michele, Ecoistituto del Veneto
Boato Stefano, docente Università IUAV di Venezia
Boatti Giuseppe, urbanista, già docente al Politecnico di Milano
Boldo Alessandro
Bonato Elena, architetto
Bonatti Eugenia, responsabile Servizio Pianificazione Urbanistica, Pietrasanta (LU)
Bonessa Andrea
Boniburini Ilaria, architetto, docente all’Università Statale del Rwanda
Bonomi Antonio, urbanista
Bonora Paola, geografa, già docente all’Università di Bologna
Boschini Marco, coordinatore Associazione Comuni Virtuosi
Bottini Fabrizio, urbanista, direttore di La città conquistatrice
Brenna Sergio, docente al Politecnico di Milano
Broz Martin, pianificatore territoriale
Bruni Giuliano, ingegnere
Bugatti Di Maio Adele, architetto
Bui Andrea, insegnante, cooperativa sociale La Bula” onlus
Buizza Claudio, architetto
Burgio Paolo, ingegnere già dirigente d’azienda (Ansaldo) e libero professionista

Cabiddu Maria Agostina, giurista, docente al Politecnico di Milano
Cagnacci Aldo, ingegnere
Calabrese Alberto, architetto
Caluri Francesco, laureato al polo territorialista fiorentino
Calaminici Arturo, presidente Associazione Amici Parco Nord (MI)
Caluri Francesco, laureato al polo territorialista fiorentino
Camagni Roberto, docente al Politecnico di Milano
Campitelli Fabrizio, docente all’Università di Palermo
Cannarozzo Teresa, docente all’Università di Palermo
Canova Fabio
Cantarella Giovanna, psicanalista
Carbonari Antonio, ricercatore all’Università IUAV di Venezia
Cardosi Tiziano, Comitato No Tunnel No TAV
Carlini Carlamaria, urbanista, resp. Sviluppo progetti strategici, Arenzano (GE)
Cartella Ferdinando, già insegnante
Casagrande Grazia, già caporedattore
Casolaro Antonio, pensionato
Cavallari Laura, avvocato
Cefalota Franco, presidente Associazione 14 Luglio, Reggio Emilia
Centola Giorgio, giudice di pace
Chambry Carlo, architetto
Chiappini Gabriele
Colombo Cinzia, assessora all’ecologia, comune di Gallarate (VA)
Consonni Giancarlo, docente al Politecnico di Milano
Corò Marcella
Corona Gabriella, co-direttrice di “Meridiana. Rivista di storia e scienze sociali”
Cosentino Marco
Costa Andrea, portavoce Commissione Nazionale Cultura, Partito Socialista Italiano
Costantini Carlo, urbanista, AltroVeneto- rete dei comitati per un altro Veneto
Cristofani Claudio, angoliditerra.org
Crosti Luigi, analista finanziario
Cuomo Alberto, ingegnere
D’Alconzo Paola, docente Università degli Studi di Napoli
d’Orsi Angelo, storico del pensiero politico, docente Università degli studi di Torino, fondatore e presidente di Historia Magistra – Associazione per il Diritto alla Storia 
Dall’Olio Nicola, resp. Ufficio Agricoltura sostenibile, montagna e pianificazione, Provincia di Parma
Dallasta Paolo, consigliere comunale a Guastalla (RE)
Davighi Rita
De Falco Luigi, Italia nostra Napoli
De Gaspari Mario, saggista
De Lorenzis Diego, deputato portavoce del M5s alla Camera dei Deputati
Demuro Francesco
De Lucia Vezio, urbanista,  già direttore generale all’urbanistics del ministero dei Lavori pubblici, presidente Associazione Bianchi Bandinelli
De Rosa Massimo, deputato, vicepresidente VIII Commissione Camera dei deputati
de Stefani Lorenzo, ricercatore Politecnico di Milano
De Zordo Ornella, già docente all’Università di Firenze, consigliere comunale a Firenze lista “per unaltra città”
Della Pergola Giuliano, già docente al Politecnico di Milano
Delmastro Emilio, coordinatore di segreteria del Consiglio direttivo di Pro Natura Torino
Derossi Davide
Devoti Laura, urbanista
di Gennaro Antonio, docente alla Seconda Università degli studi di Napoli
Diappi Lidia, urbanista, già docente al Politecnico di Milano
Dignatici Paolo, ingegnere
Di Stefano Andrea, direttore del mensile Valori, Presidente associazione Cascina Cuccagna
Faccendi Stefania, medico
Fanfani David, ricercatore Università di Firenze
Farina Giulia, già editor per casa editrice milanese
Fatarella Stefano, urbanista, funzionario Regione autonoma Friuli Venezia Giulia
Ferrando Angela
Ferrari Giambattista, Associazione amici di Arenzano (GE)
Ferrari Antonella, architetto
Ferrari Cesena Domenico, già docente all’Università Cattolica di Piacenza
Finiguerra Domenico, già sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI), promotore del “Forum nazionale salviamo il paesaggio difendiamo i territori”
Fioretti Gianluca, presidente Associazione nazionale Comuni Virtuosi
Fiorito Elena
Forni Elisabetta, sociologa, ricercatore Politecnico di Torino
Foschi Marina, docente Università di Pisa
Franzosini Carlo, biologo marino della Riserva Marina di Miramare (TS)
Friso Gabriella, insegnante
Gabrielli Maurizio
Ganassini Marcello, studioso di ugrofinnistica e traduttore
Gasparetto Cristiano, architetto, Italia nostra Venezia

Gentile Eugenio
Ghinassi Simona, architetto
Giannoccaro Giambattista
Giarletta Iole
Gibelli Maria Cristina, urbanista, già docente al Politecnico di Milano
Giglioni Alessandra, architetto
Girotti Chiara, urbanista
Giusti Mauro
Golinelli Sergio
Grandi Stefano
Gravina Umberto, sindaco di Carugate (MI)
Gravina Maria Loreta
Greppi Claudio, geografo, docente Università degli studi di Siena
Guaragno Graziella, urbanista, Servizio Programmazione territoriale e sviluppo della montagna Regione Emilia-Romagna
Guastamacchia Emilio, assessore all’urbanistica, Corsico (MI)
Guermandi Maria Pia, archeologa, docente all’Università degli studi di Pavia
Imeroni Andrea, pedagogista
Incerti Ivano
Ingrao Celeste
Lagori Marina, già insegnante
Lalli Alberto, architetto
Landini Giovanni
Lanzani Arturo, docente al Politecnico di Milano
Las Casas Giuseppe, docente all’Università della Basilicata
Laverda Luciano, architetto
Lazzari Francesca, architetto, Dirigente del Servizio Pianificazione Territoriale della Provincia di Lucca
Leonardi Ivano, urbanista
Leverotti Franca, consigliere nazionale di Italia Nostra
Lo Balbo Salvatore, segretario nazionale FILLEA-CGIL
Losavio Giovanni, giurista, già presidente nazionale di Italia nostra
Lorenzetti Tommaso, studente università di Ferrara
Maddalena Paolo, giurista, già vicepresidente della Corte Costituzionale
Madoi Roberta, urbanista
Magnaghi Alberto, docente all’Università degli Studi di Firenze
Mainoldi Giulio, Associazione Grande Parco Forlanini
Majoli Giorgio
Mancini Oscar, già segretario della Camera del lavoro di Veneziaassessore all’ambiente e sport Mogliano (VE)
Manicardi Antonella, Servizio Pianificazione territoriale, urbanistica e cartografia, Provincia di Modena
Mantovani Flavio, studente di Urbanistica Politecnico di Milano
Manzoni Alessandra, psicanalista
Marchini Rossella, architetto
Marchini Rossella, architetto
Marcotti Graziella, urbanista, già resp. di ricerca Centro studi Piano intercomunale milanese
Marini Elena
Martinelli Flavia, urbanista, docente all’Università Mediterranea di Reggio Calabria
Martinez Miguel
Martino Emanuele, architetto
Massa Marco, urbanista, già docente all’Università degli Studi di Firenze
Massenti Emanuele
Mastrodonato Rolando, presidente associazione “Vivi e progetta un’altra Milano”
Matricciani Emilio, docente al Politecnico di Milano
Mattei Ugo, giurista, docente all’Università degli studi di Torino e all’Università della California a San Francisco (USA), vicesindaco di Chieri (TO) 
Mazzarolo Federico, studente, Università Ca’ Foscari
Mazzette Antonietta, sociologadocente all’Università degli Studi di Sassari
Mazzoleni Chiara, docente all’Università IUAV di Venezia
Meneghetti, Lodovico (Lodo), urbanista, già docente Politecnico di Milano
Miceli Daniela, studentessa, Politecnico di Milano
Mioni Elia
Moccia Maria Rosaria, documentalista
Mondini Emanuele, Italia nostra Roma
Montagnana Manfredo
Montanari Tomaso, docente all’Università Federico II di Napoli
Montanari Guido, docente al Politecnico di Torino
Monte M. Michele, urbanista
Monti Gianni
Morittu Maria Paola, giurista, Italia nostra Sardegna
Mortarino Massimo, Comitato per il Torinese del Forum “Salviamo il paesaggio – difendiamo i territori”
Mottola Molfino Alessandra, storica dell’arte, già presidente nazionale di Italia Nostra
Natale Giuseppe, Forum Civico Metropolitano Milano
Nave Antonio
Navoni Amalia, Coordinamento Nord Sud del Mondo 
Nespolo Luca, architetto, Phd Università degli studi di Firenze
Negro Emanuele, Fisico
Palermo Maurizio
Patta Antonello, portavoce della Federazione della Sinistra milanese
Pellacini Daniela
Peritore Romina, architetto
Pezzoli Flora, psicoterapeuta
Pesante Guido, vicepresidente WWF Friuli-VG
Petrone Maria Laura
Piccioli Gianandrea, già dirigente editoriale
Piccioni Luigi,  storico, ricercatore Università della Calabria
Pisani Raffaele, architetto, pianificatore territoriale
Pizzala Gabriella
Plata Marco
Poli Daniela, urbanista, docente all’Università degli studi di Firenze
Pompilio Marco, urbanista, già direttore settore Pianificazione territoriale Provincia di Milano
Predonzan Dario, già responsabile energia e trasporti WWF Friuli Venezia Giulia
Prosperi Adriano, professore emerito Scuola Normale Superiore Pisa
Pujia Veronica
Pulito Pasquale, ingegnere
Pustetto Stefano
Ranieri Francesco, urbanista
Radicioni Raffaele, urbanista, già assessore all’urbanistica al Comune di Torino
Reho Matelda, economista, docente all’Università IUAV di Venezia
Remonato Francesco, urbanista
Renzoni Roberto
Riboldazzi Renzo, architetto, docente al Politecnico di Milano
Ricci Marco, consigliere comunale per Una città in comune – Pisa
Ricciardi Giannoni Nicola
Righini Serena, urbanista, assessore all’urbanistica al Comune di Melzo (MI)
Rizzatto Paolo, architetto
Robbe Maria Pia, urbanista. co-fondatrice di Veneziano Gas 
Roccella Alberto, docente Università degli Studi di Milano
Roggio Sandro, architetto, già componente Comitato scientifico della Conservatoria delle coste della Sardegna
Roli Maria Teresa, architetto urbanista
Romanini Giancarlo, architetto
Sabelli Rodolfo, urbanista, responsabile del settore Pianificazione urbanistica del comune di Capaccio-Paestum (SA)
Salzano Edoardo, urbanista, già docente all’Università Iuav di Venezia, fondatore e direttore di eddyburg.it
Salzano Francesco
Sannino Giovanni, studente
Scandurra Enzo, docente all’Università di Roma La Sapienza
Scardina Alfredo
Scuri Simona
Sgarbi Giorgio
Signorile Roberta
Simonini Ivana
Soldarini Massimo, responsabile Nazionale Settori Progetti e volontariato Lipu birdlife Italia onlus
Solenghi Sara, madre, insegnante e amante della bellezza e del paesaggio
Soraci Cristina
Sorani Rosanna
Sotgia Antonello, architetto
Spessotto Arianna, deputato M5s
Storto Giancarlo, ingegnere, già direttore generale del ministero dei lavori pubblici
Suber Pierpaolo
Suppini Lorena
Tarulli Silvia, architetto
Tetti Eros, Comitato “Salviamo le Apuane”
Tiraboschi Alessandro, urbanista
Todde Giorgio, scrittore, già componente comitato scientifico Piano Paesaggistico Sardegna
Tonon Graziella, docente Politecnico di Milano
Torelli Enrica
Turroni Sauro, urbanista, già vicepresidente Commissione ambiente Senato
Uberti Edoardo, studente di Urbanistica, Politecnico di Milano
Ugolini Antonio
Vaccani Cristina, collaboratrice ai servizi ambientali, Provincia di Como
Vaccari Norberto, architetto, consigliere comunale M5s di Reggio Emilia,
Valli Chiara, architetto
Vallino Guido, urbanista
Vezzani Angela, pensionata
Volpe Valeria
Zanella Katia
Zanetti Uliana, Museo d’Arte Moderna di Bologna
Zarini Lucia
Zerbetto Fiorenzo
Zetti Jacopo
Ziparo Alberto, docente Università degli Studi di FirenzeAssociazioni
Associazione ambientalista “La lupus in fabula” onlus Fano (PU)
Associazione “Città Plurale” Matera
Associazione “Uomo e Territorio Pro Natura” Milano
Associazione “Vivai ProNatura” – San Giuliano Milanese
“Carteinregola” Roma
Comitato “Salviamo le Apuane”
Comitato “Bene Comune Cernusco”
Federazione nazionale Pro Natura
“Forum Civico Metropolitano” Milano
“Gruppo ambiente mobilità e territorio” Brescia
Occhisullacultura.wordpress.com/
“Unaltracittà-Laboratorio politico”, Firenze
“Verdi Ambiente e Società” (VAS)

Inviare le ulteriori adesioni a mariapia.robbe@gmail.com

Abbiamo inserito le qualifiche di persone a noi note oppure indicate dagli interessati.

 

Comunicateci eventuali precisazioni o integrazioni, di cui terremo conto nei prossimi aggiornamenti

 

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