Ecco a voi anche l’Expo “acerbo”

A pochi giorni delle dimissioni di Antonio Acerbo dalla carica di sub commissario Expo e da quella di responsabile dei lavori del Padiglione Italia, non c’è traccia di schiarita tra le ombre della corruzione nella realizzazione dei cantieri delle strutture che ospiteranno l’evento internazionale di Expo. Inoltre restavano, sul tavolo imbandito davanti a cittadini e Procura, le accuse di corruzione e di turbativa d’asta.

Da quando, nel marzo scorso, si è scoperchiato il “vaso di expo”, la nostra forte sensazione era che non fosse ancora finita qui. Anche per gli addetti ai lavori non è facile orientarsi tra opere da fare e ritardi di esecuzione, tra avvisi di garanzia e aspettative di ripresa, ingaggi milionari e inviti alla sobrietà continuamente rilanciati sui media dai testimonial dell’evento.

Per noi di Vas Onlus (associazione Verdi Ambiente e Società Onlus) si naviga a vista: non si capisce se, a 200 giorni dell’inaugurazione di Expo, serva ancora l’opera delle “Vie d’Acqua”, giustamente contestata dai cittadini; c’è preoccupazione per il fiato sul collo dovuto ai ritardi che potrebbero portare ad incidenti nei cantieri. Per non parlare del reale rischio che intorno al Padiglione Italia (vetrina del Paese) e al suo costosissimo “Albero della vita” (un sogno “sfavillante” da dieci milioni di euro) si possano trovare altre illegalità. L’Expo si avvicina, ma ci pare che l’azione della magistratura ci indichi il bisogno di operare con calma e di non lanciarsi in eccessi di entusiasmo, perchè “quando il peggio sembra alle spalle, si ricomincia”.

Così, ad un mese della notifica dell’avviso di garanzia, l’ingegnere Antonio Acerbo è finito agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta dei Pm di Milano Gittardi e D’Alessio in compagnia dell’imprenditore Domenico Maltauro, (il cugino di Enrico, già indagato), e di Andrea Castellotti, dirigente della società Tagliabue con l’incarico di facility manager del Padiglione Italia. Secondo i magistrati milanesi, si parla di corruzione e turbativa d’asta, reati commessi tra il 2012 e il luglio del 2013 in relazione all’appalto per le vie d’acqua: sotto la lente degli inquirenti sono finiti alcuni contratti di consulenza sospette dove è presente anche quello stilato per il figlio dell’ingegnere Acerbo, ora indagato dai giudici per riciclaggio.

Allora ci domandiamo: “… chi doveva controllare, perchè non l’ha fatto ?” “Il commissario Sala si è forse distratto in questi anni di polemiche e ritardi della politica ?”. Mancano circa 200 giorni, non possiamo fare brutta figura !! Allora, ecco rinnovato l’appello di Vas:Sindaco Pisapia, prenda Lei in mano la pratica di Expo e faccia solo le opere che servono.” (ipotesi da noi lanciata in tempi non sospetti).

Più che di sogni, Milano in questi giorni avrebbe bisogno di pulizia, morale e materiale. E di una certezza: poter lavorare in condizioni di legalità e sicurezza”: era questo il messaggio lanciato, due settimane fa, dal telefono verde antimafie e anticorruzione di Vas Onlus. Come aveva dichiarato il Presidente Nazionale di Vas, Guido Pollice, ponendosi ad alta voce : “è mai possibile che non si possa stendere una rete di sicurezza attorno ad Expo dopo l’arrivo del commissario anticorruzione Raffaele Cantone, isolando le mele marce e le mafiosità?”. E Vas rilancia: “ chi sa, parli, ci racconti”.

Per Vas Onlus
Alfio Rizzo e Francesco Tusino

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