Sblocca Italia, ok della Camera con 278 sì: decreto passa ora al Senato

Articolo pubblicato il 30 ottobre 2014 su “Il Sole 24 Ore”.

Via libera della Camera al decreto legge sblocca Italia. 

Il provvedimento, che scade l’11 novembre prossimo, passa ora all’esame del Senato. 

Nella votazione si sono registrati 278 voti favorevoli, 161 contrari e sette astenuti. 

Da registrare poco prima del via libera una breve sospensione dei lavori per l’esposizione di uno striscione esposto dalla tribuna del pubblico alla fine dell’intervento di Ivan Zolezzi di M5S. 

I manifestanti hanno opposto resistenza ai commessi che cercavano di far ritirare il grande striscione giallo che ha sventolato per qualche secondi. 

Durante la votazione i deputati M5S hanno esposto dei manifestini con una croce a lutto e la scritta “Sblocca Italia”. 

Immagine.Croci per Sblocca Italia

Immagine.Croci per Sblocca Italia.2

Le misure saltate  

Il Governo aveva chiesto e incassato la fiducia sullo sblocca-Italia lo scorso 24 ottobre. 

Il testo ormai si può considerare definitivo dopo le 50 correzioni imposte dalla Ragioneria e recepite dalla commissione Bilancio. 

Sono saltate l’Iva al 4% sui lavori in casa e l’estensione della defiscalizzazione alle autostrade in esercizio, mentre torna l’esame del Cipe (oltre che della Ue) sulle modifiche alle convenzioni e ai piani economici delle concessionarie autostradali. Cancellato anche il raddoppio da 50 a 100 milioni del fondo per le calamità naturali (Genova compresa). 

Oltre 200 modifiche  

Il testo finale riconferma i capisaldi del decreto del governo, a partire dai 3,9 miliardi destinati alle opere infrastrutturali considerate cantierabili, ma introduce oltre 200 modifiche che sono il frutto di un lavoro estenuante di oltre tre settimane a pieno ritmo nella commissione Ambiente guidata da Ermete Realacci. 

Gli emendamenti presentati sono stati 2.200, quelli votati oltre 1.200 ed è pesato l’ostruzionismo duro dei Cinquestelle. 

Tempi certi per l’avvio delle grandi opere Il decreto fissa, tra l’altro, tempi certi per l’avvio di grandi opere, come le linee ferroviarie Napoli-Bari e Palermo-Messina-Catania. 

Per velocizzare la realizzazione dei collegamenti ferroviari viene individuato nell’ad Fs, Michele Elia, il commissario straordinario responsabile dell’esecuzione e della correttezza dei lavori. 

I relativi cantieri dovranno partire entro il primo novembre 2015. 

Scadenze ravvicinate anche per la messa in sicurezza idrogeologica del Paese. 

Un emendamento presentato dal Governo nei giorni dell’alluvione di Genova assicura via libera ai cantieri delle opere connesse alle emergenze ambientali, anche in presenza di ricorsi al Tar.

 

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