Corteo «Sblocca Italia», petardi contro Città della Scienza: feriti 18 agenti

Articolo pubblicato sul “Corriere del Mezzogiorno” oggi 7 novembre 2014

NAPOLI – Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine nel corteo di Bagnoli contro il decreto «Sblocca Italia». 

Gli uomini in divisa hanno provato a sospingere i contestatori via dall’ingresso di Città della scienza, in un clima molto teso con lancio di petardi da parte dei manifestanti, molti dei quali vestiti di nero e con il viso coperto da caschi. 

La tensione è degenerata in violente aggressioni che hanno fatto feriti tra le forze dell’ordine e i giornalisti. 

18 AGENTI FERITI – Sono 18 gli agenti feriti, due dei quali ricoverati in ospedale (oltre a due carabinieri feriti leggermente). 

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Al pronto soccorso anche un operatore Rai della sede di Napoli, colpito da un petardo a una gamba. 

All’esterno di Città della scienza la situazione è tornata tranquilla: i manifestanti si sono allontanati. 

I promotori del corteo contro lo Sblocca Italia si danno ora appuntamento nella facoltà di Ingegneria della Federico II dove si terrà una assemblea pubblica, cui è atteso il sindaco de Magistris. 

GLI ATTIVISTI: VOLEVAMO FARE ASSEMBLEA – Massimo, uno degli attivisti, spiega: «Percorsa via Coroglio e arrivati a Città della Scienza volevamo semplicemente tenervi l’assemblea pubblica con le decine di realtà che hanno animato la manifestazione.  

La volontà dichiarata dai partecipanti al corteo era di tenerla dove doveva riunirsi il governo.  

Democrazia dal basso contro democrazia espropriata.  Di fronte a migliaia di persone la decisione di Città della Scienza è stata invece rigida e irresponsabile, chiudendo entrambi gli accessi, anche quello del cortile lato mare.  

Non è bastato nemmeno il tentativo di mediazione con le forze dell’ordine di due assessori comunali (Fucito e Piscopo) e deputati (Roberto Fico) per indurre – conclude l’attivista – a una mediazione intelligente». 

ISTITUZIONI VIA DAL CORTEO – Fuggi fuggi di alcuni assessori comunali di Napoli e del presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico, presenti al corteo. 

Sono andati via all’inizio degli scontri. 

I manifestanti hanno divelto dei segnali stradali e ribaltato cassonetti della spazzatura sulla strada creando delle barricate lungo la strada. 

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IL CORTEO – «Fermiamo lo Sblocca Italia. Cacciamo il Governo Renzi»: è lo striscione con il quale si era aperto stamani il corteo di protesta al quale hanno partecipato a Napoli, cittadini, movimenti sociali campani, studenti, lavoratori e anche il vicesindaco della città, Tommaso Sodano

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PETARDI – Il caos è iniziato con lancio di petardi verso la Porta del Parco a Bagnoli, una delle strutture che avrebbe dovuto rappresentare la ripartenza di Bagnoli con la società Bagnolifutura, partecipata comunale oggi fallita. 

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La manifestazione è contro il decreto che prevede, tra le altre misure, anche il commissariamento dell’area occidentale di Napoli. 

In corteo si sono ritrovate tutte le anime della protesta di questi anni: da Stop Biocidio ai Cobas, da Usb ai movimenti studenteschi, il Comitato Acqua pubblica bene Comune, i No Triv, contro le trivellazioni, i Carc. 

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A Napoli sono arrivati manifestanti anche dalle altre città della Campania. 

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IL RICORSO – «Stiamo preparando il ricorso al Tar contro lo Sblocca Italia» relativamente alle norme su Bagnoli. 

Lo ha detto Roberto Fico, parlamentare del Movimento 5 Stelle e presidente della commissione di vigilanza Rai, che sta partecipando al corteo di protesta. 

«Se necessario – ha affermato – impediremo anche fisicamente che avvenga, per Bagnoli, una nuova `mani sulla città». 

«Non accettiamo che da Roma nominino un commissario che crei nuova speculazione edilizia – ha aggiunto – vogliamo il rispetto del piano urbanistico». Un provvedimento che, per Fico, «non è piaciuto ai grandi poteri immobiliari» e ha determinato la scelta del Governo Renzi «di nominare un commissario in deroga a qualsiasi legge». 

L’annuncio del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, di voler ritirare la firma al protocollo d’intesa, siglato lo scorso agosto alla presenza del premier Matteo Renzi, è, secondo Fico, «un primo passo nell’interesse dei cittadini». 

DE MAGISTRIS – «La violenza è sempre da condannare e da censurare». 

Così si è espresso il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. 

«Io e la mia Amministrazione tutta – ha detto de Magistris – siamo mossi da una forte spinta ideale e assolutamente non violenta.  

Le immagini violente cozzano con la voglia di libertà e di rinascita che hanno i bagnolesi e i napoletani». 

Dal sindaco un «» a ogni forma di mobilitazione popolare «democratica e pacifica». 

CITTA’ DELLA SCIENZA – «Ancora una giornata nera per Napoli, per Bagnoli e per la democrazia. – scrive in una nota la “Fondazione Idis-Città della Scienza” – Dopo l’attentato incendiario del 4 marzo 2013 che ha distrutto il Science Centre di Città della Scienza; dopo l’assalto alla manifestazione della Cgil del 1° maggio 2013; ancora una volta i violenti e le forze criminali della città hanno lanciato – utilizzando la manifestazione contro il decreto SbloccaItalia e la legittima protesta pacifica – il messaggio che Città della Scienza deve chiudere.  

Violenti ben noti; che godono di una incomprensibile impunità e agibilità; spesso coperti da settori delle istituzioni, alcuni esponenti delle quali – e persino alcuni parlamentari – erano oggi al corteo. 

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Centinaia di bambini e ragazzi, semplici visitatori, partecipanti ai congressi in corso a Città della Scienza, centinaia di lavoratrici e lavoratori che erano all’interno della struttura, insomma migliaia di persone, sono stati presi in ostaggio e terrorizzati da settori violenti organizzati e pronti – da giorni evidentemente – all’assalto a Città della Scienza.  

Ma la Napoli democratica non si farà intimidire da camorristi, violenti e sfascisti.  

Il mondo della scienza e della cultura non arretrerà di un passo, proseguirà le proprie attività, ricostruirà il Science Centre, contribuendo alla rinascita di Bagnoli, riportandovi lavoro vero contro precarietà, mattone selvaggio e deserto produttivo.  

Per questo chiediamo alle istituzioni; a tutte le forze politiche, sindacali e sociali; al mondo della scienza e della cultura; alle associazioni e ai cittadini tutti, ancora una volta di far sentire la propria presenza nella sfida comune per la rinascita della nostra martoriata città.  

Chiediamo alle centinaia di migliaia di persone che in questi ultimi anni ci sono stati vicini – e soprattutto dopo l’attentato incendiario – di mobilitarsi nuovamente a sostegno di Città della Scienza.  

Chiediamo infine alla Magistratura di conoscere finalmente nomi e cognomi di chi ha incendiato il Museo e di garantire l’agibilità democratica sul territorio».

 

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