ECO Courts – cortili ecologici: ottimi i risultati del progetto

 

Immagine.logo Eco Courts Articolo di Tommaso Tautonico pubblicato il 2 dicembre su “aletrnativasostenibile.it”.

Immagine.Tommaso Tautonico

Tommaso Tautonico

Finanziato dalla Commissione europea attraverso il programma LIFE+, il progetto ha visto il coordinamento del Settore Ambiente del Comune di Padova ed è stato realizzato in partnership con Finabita, Legacoop, Associazione nazionale Cooperative di consumatori-Coop, Regione Toscana e Regione Emilia-Romagna: una partnership tra istituzioni pubbliche e mondo della cooperazione che sui territori ha permesso di raggiungere e aggregare intorno all’iniziativa un numero significativo di cittadini e favorire la diffusione degli impatti positivi per la comunità. 

Immagine.Eco Courts

Alla base di “ECO Courts” l’idea di sostenere la creazione di comunità di cittadini che attraverso la condivisione di bisogni e opportunità realizzassero attività condivise per una gestione più sostenibile delle abitazioni e per uno stile di vita volto al risparmio e alla socializzazione. 

Punto di partenza quattro “condomìni pilota” (selezionati a Milano, Cinisello Balsamo, Roma e Rogoredo) coinvolti attraverso le cooperative dei loro abitanti e scelti per dimensione e tipologia edilizia. 

320 le famiglie interessate, 28 gli incontri tra assemblee, brevi seminari con esperti su energia, acqua e rifiuti e laboratori didattici; 12 le azioni collaborative realizzate: raccolta oli da cucina, pile, farmaci, toner e lampadine, bike sharing, casa dell’acqua, condivisione piccoli elettrodomestici, illuminazione a led spazi comuni, locale condominiale per il “fai da te”, palestra comune. Non solo condomìni ma anche una “comunità virtuale” fatta di singoli cittadini e famiglie che spontaneamente hanno aderito al progetto registrandosi sul portale www.life-ecocourts.it/tutorial

Attraverso un questionario e la selezione di eco-consigli e di soluzioni di risparmio più adatte alle proprie esigenze, i partecipanti hanno redatto un proprio piano d’azione, via via aggiornato in funzione delle scelte effettivamente adottate: 5.400 persone coinvolte, 4.750 piani d’azione di famiglia per il risparmio di risorse compilati; 15 condomini/comunità iscritti; 715 adesioni ai social network. 

Questi numeri ben dimostrano che i condomìni e le “comunità” di cittadini possono dunque essere il luogo ideale dove avviare iniziative in forma collaborativa di riduzione dello spreco di risorse

Immagine.Cortili ecologici

Ma ancora di più parlano chiaro i risultati del progetto in termini di risparmio, presentati a Padova nei giorni scorsi durante il convegno di chiusura dell’iniziativa: grazie a “ECO Courts” si è evitata l’emissione di 2.579 tonnellate di CO2 e si sono risparmiati 4.450.016 kWh di energia elettrica, 337.453 m3 di acqua, 41.895 m3 di gas e 721.557 kg di rifiuti.

I condomìni coinvolti nel progetto che hanno dimostrato le migliori performance hanno così ridotto i propri consumi: -23,5% di acqua, -30,6% di energia termica/riscaldamento, -35,8% di energia elettrica.

La giornata di conclusione è stata anche l’occasione per confronto a più voci sulla sharing economy, un modello di economia collaborativa che promuove forme di consumo più consapevoli e un’opportunità per avviare un dialogo nuovo tra enti pubblici, imprese e cittadini sul tema della cosiddetta “economia circolare”. 

Durante l’incontro anche le premiazioni dei vincitori degli “ECO Courts Award, un concorso per le migliori pratiche di risparmio degli utenti della web community. 

16 i vincitori della “categoria comunità” e della “categoria singoli cittadini e famiglie”, a cui sono andati in premio biciclette a pedalata assistita, biciclette pieghevoli e city bike per il bike sharing di comunità. 

Immagine.Cortile ecologico

I risultati ci hanno davvero colpito – commenta Daniela Luise, del Settore Ambiente del Comune di Padova e coordinatrice del progetto “ECO Courts”- sicuramente per le alte percentuali di risparmio raggiunte, ma anche per la grande partecipazione dei cittadini singoli o in “comunità“.

 Immagine.Daniela Luise

Questo ci fa comprendere come tante famiglie e tante persone siano pronte a rispondere a proposte di progetti che sappiano coinvolgerli e motivarli: ne viene un’importante sollecitazione al mondo della pubblica amministrazione“. 

Certo – ha sottolinea ancora Luise – i giovani sono più attenti alle tematiche e si attivano velocemente, ma i meno giovani, appena hanno compreso la proposta e fatto loro le buone pratiche, sanno essere poi più ligi e costanti“.

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