Contorta, 27 pagine demoliscono il progetto

Su questo stesso sito il 17 maggio 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Grandi navi a Venezia: progetto del Canale Contorta – Sant’Angelo presentato dalla Capitaneria di Porto”, che illustrava il progetto (http://vasonlus.it/?p=5263#more-5263).

Immagine.canale Controta

Il successivo 12 maggio 2014 è stato pubblicato un altro articolo dal titolo “Grandi navi, Contorta bocciato dalla “Via” e scoppia la polemica”, che dava notizia della bocciatura del progetto da parte della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente espressa fin dal 27 settembre 2013, ma resa nota solo in quel momento (http://vasonlus.it/?p=5117).

Il 18 agosto 2014 con la pubblicazione di un ulteriore articolo dal titolo “Grandi navi: stop a San Marco, via libera al canale di Contorta” è stata data notizia del progetto nel frattempo modificato e della decisione del Governo di sceglierlo sottoponendolo nuovamente a Valutazione di Impatto Ambientale (http://vasonlus.it/?p=6553).

Nel seguente articolo di Alberto Vitucci pubblicato con questo titolo il 25 gennaio 2015 su “La Nuova di Venezia e Mestre” si dà notizia degli esiti della Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)

«Quadro progettuale opaco nelle modalità di realizzazione». 

E per molti aspetti del progetto «la mancanza di approfondimento è grave». 

Non sono proprio critiche leggere quelle che la commissione nazionale Via (Valutazione di Impatto ambientale) del ministero per l’Ambiente rivolge al progetto Contorta. 

Lo scavo del nuovo canale voluto dal Porto per far passare dalla bocca di Malamocco e farle arrivare in Marittima togliendole da San Marco. 

Dopo quattro mesi il ministero ha fatto pervenire all’Autorità portuale le osservazioni al progetto previste dalla legge. 

Sono 27 pagine, piuttosto dure nel respingere al mittente il progetto per lo scavo del nuovo canale in laguna. 

«Il Contorta è sul binario morto», commenta Andreina Zitelli, ex componente della commissione Via, «le integrazioni richieste sono di tale entità che richiedono un nuovo progetto e un nuovo studio».

 Immagine.Andreina Zitelli

Opposta l’interpretazione del presidente del Porto Paolo Costa. 

«Sono state scartate tutte le ossservazioni fotocopia», dice, «forniremo chiarimenti in particolare sullo spostamento dei sottoservizi e sulle modalità di cantiere». 

Immagine.Paolo Costa.0

Paolo Costa

Per i comitati si tratta invece di una bocciatura. 

Accogliendo le osservazioni critiche presentate anche dal Comune e dalle associazioni, i tecnici della commissione per la Valutazione dell’Impatto ambientale hanno richiesto nuovi studi e approfondimenti. 

Anche sugli effetti della nuova via d’acqua sull’idrodinamica lagunare. 

Una delle obiezioni maggiori che erano state avanzate dal professor Luigi D’Alpaos, ordinario di Idraulica all’Università di Padova. 

«Il passaggio di navi di grandi dimensioni in qual luogo aumenterà l’erosione e dunque l’uscita dei sedimenti dalla laguna al mare». 

Nel progetto del Porto questo veniva ovviato con la costruzione di argini e barene artificiali. 

Ma alla commissione questo non è bastato e dopo aver esaminato le relazioni è stato disposto l’invio di osservazioni. 

I tempi dunque si allungano.

E il Porto rilancia l’allarme: «In marzo dovremo decidere sulla stagione delle crociere 2015», dice Costa, «non possiamo più aspettare». 

Se la parola d’ordine comune è «togliere le navi da San marco» sul progetto migliore per farlo ancora non ci sono decisioni. 

E all’esame della Via ci sono anche le ipotesi del terminal al Lido, davanti all’isola del Mose, e di Marghera.

 

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