Prende forma la bonifica di Bagnoli

 

Su questo stesso sito e sul sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS sono stati pubblicati i seguenti articoli su Bagnoli.

Bagnoli negata – 14 ottobre 2014 (http://www.vasroma.it/bagnoli-negata/)

Bagnoli è l’esempio lampante degli intenti speculativi sottesi allo “Sblocca Italia” nel suo insieme – 14 ottobre 2014 (http://www.vasroma.it/bagnoli-e-lesempio-lampante-degli-intenti-speculativi-sottesi-allo-sblocca-italia-nel-suo-insieme/)

Lo “Sblocca Italia” contro Bagnoli. Due profili di illegittimità costituzionale – 21 ottobre 2014 (http://www.vasroma.it/lo-sblocca-italia-contro-bagnoli-due-profili-di-illegittimita-costituzionale/)

I vizi di legittimità costituzionale che ancora rimangono nello “Sblocca Italia” – 9 dicembre 2014 (http://www.vasroma.it/i-vizi-di-legittimita-costituzionale-che-ancora-rimangono-nello-sblocca-italia/)

Secondo il TAR Campania la bonifica di Bagnoli spetta al Comune e non alla Fintecna – 5 febbraio 2015 (http://www.vasonlus.it/?p=11012)

Ci aggiorna sulla situazione di Bagnoli l’articolo di Vera Viola pubblicato con questo titolo il 24 febbraio 2015 su “Il Sole 24 Ore”.

Napoli. L’atteso accordo di programma per far ripartire la bonifica di Bagnoli prende forma: il custode giudiziario dell’area industriale dismessa, Maurizio Pernice, ha definito un testo che ha inviato al Comune di Napoli.

L’accordo in realtà si attiene – come spiega Pernice che è anche dg dell’Ambiente – alle indicazioni della Procura della Repubblica in seguito al sequestro delle aree per irregolarità della bonifica finora eseguita. 

In pratica, si vuole rendere più efficiente la messa in sicurezza della barriera e della falda acquifera nell’area della colmata. 

A questo scopo sarà commissionato a Sogesid un progetto per mettere successivamente a gara gli interventi previsti. 

In secondo luogo, si dà il via alla caratterizzazione dei terreni: il piano verrebbe affidato a Ispra e la caratterizzazione a Sogesid.  

Per tutte queste attività, che sono di preparazione alla bonifica vera e propria, verrà utilizzata una parte (si spera piccola) dei 48 milioni, unica dote di Bagnoli da tempo nei cassetti e non ancora spesa. Ad oggi le aree di Bagnoli sotto sequestro della magistratura si estendono per 120 ettari, e riguardano la colmata (su cui vi è una dura vertenza tra Comune e Fintecna oggi al Consiglio di Stato dopo il ricorso del Comune), i siti del Parco dello Sport e del Turtle Point (entrambi ultimati con risorse pubbliche e mai inaugurati). 

Mentre sono stati dissequestrati circa 60 ettari. 

Interessa un’area di 20 ettari il recente decreto per risanare i siti inquinati da amianto che ha destinato a Bagnoli un finanziamento di 20 milioni, affidati al Comune.

Intanto, si anima la discussione “commissario sì, commissario no”. 

Il governo Renzi, nello Sblocca Italia che si occupa anche di Bagnoli, ha di fatto esautorato il Comune, a seguito peraltro del fallimento della Stu Bagnolifutura e ha previsto la nomina di un commissario ad acta e di un soggetto attuatore. 

Ma dalla data dell’annuncio, ad agosto, ad oggi nessuna nomina è andata in porto. 

Nel frattempo il Comune non perde occasione per chiedere di rinunziare alla nomina del commissario. Nomina che ieri invece è stata sollecitata da un esponente dello stesso governo Renzi, il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro: «I tempi sono più che maturi – ha detto – all’approvazione dello Sblocca Italia a novembre e alle polemiche del sindaco di Napoli, penso sia giusto far seguire il nome di un commissario».

 

 

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