Inceneritori a Terni: una storia che deve finire

 

Su questo stesso sito il 25 febbraio 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo “Mappa generale delle criticità ambientali nel territorio della Conca Ternana”, che presentava Terni come la città dei tre inceneritori. (http://www.vasonlus.it/?p=3816#more-3816)

Sull’argomento torna a farsi sentire il Circolo Territoriale di Terni di VAS con il seguente comunicato congiunto.

Le associazioni ambientaliste, WWF, V.A.S., Italia Nostra, Comitato No Inceneritori, insieme alla Federazione provinciale dei Verdi, hanno appreso dai principali organi di stampa locali e nazionali il coinvolgimento diretto della nostra città nell’inchiesta “Mafia capitale”. 

Da anni il settore dei rifiuti, insieme a quello delle cooperative sociali( legate a stretto filo al Pd) è uno dei principali elementi di corruzione come dimostra l’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Roma. 

Terni è da oltre venti anni uno dei paradisi delle lobby dei rifiuti che tramite gli inceneritori e le centrali a biomasse realizzano grandi profitti sulla pelle dei cittadini, bruciando ogni genere di rifiuti. 

La conca ternana ha avuto nel recente passato il record, non invidiabile, di 3 inceneritori nel suo territorio: ASM, Ex-Terni Ena ed Ex-Printer. 

Oggi ne sono rimasti due, dato che quello dell’Asm è stato chiuso in seguito a un’indagine della magistratura. 

Questi inceneritori, insieme al polo siderurgico TK-AST, hanno contribuito a rendere Terni una delle città più inquinate d’Italia, nonostante l’assoluto negazionismo da parte delle istituzioni locali. 

Immagine.SIN Terni Papigno

Le gravi ricadute dell’inquinamento sull’ambiente e sulla salute sono sotto gli occhi di tutti, motivo per cui è giunta l’ora di intervenire drasticamente ed urgentemente: i due inceneritori devono essere definitivamente chiusi e smantellati e i relativi costi dovranno essere sostenuti da tutti i soggetti politici e non, coinvolti nell’incenerimento. 

L’alternativa all’incenerimento esiste oramai da anni: raccolta differenziata con sconti sulle tariffe degli utenti, riciclaggio, riuso, eliminazione degli imballaggi, ripristino del vuoto a rendere e diffusione della filiera corta( prodotti a km zero) nell’agricoltura. 

Questa alternativa, come sperimentato già da alcuni anni in altri comuni, garantirebbe centinaia di posti di lavoro a differenza della scarsa decina di lavoratori utilizzati attualmente negli inceneritori.

Immagine.No inceneritori

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