Pit, Rossi in aula: “Mantiene alto equilibrio tra tutela e attività umane”. Le reazioni

 

Il seguente articolo pubblicato ieri 24 marzo 2015 sul sito #gonews.it ci aggiorna in modo esauriente sulla comunicazione che il Presidente Enrico Rossi ha fatto al Consiglio Regionale riguardo al Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) con valenza di piano paesaggistico.

Immagine.cartografia aambiti PIT

cartografia degli ambiti del PIT 

Sopra i 1200 metri non si potranno aprire nuove cave, ma saranno possibili attivazioni di cave cessate e ampliamenti di quelle esistenti, purché funzionali ad un piano di recupero di competenza regionale”. 

Non sono consentite riattivazioni di cave dismesse sui circhi glaciali”. 

Questo uno dei passaggi della comunicazione resa dal governatore Enrico Rossi al Consiglio regionale. 

Immagine.Enrico Rossi

Enrico Rossi

Una comunicazione non prevista, arrivata su sollecitazione di alcuni consiglieri di opposizione dopo aver appreso da notizie stampa di una intesa  raggiunta tra Regione Toscana e Mibac (Ministero dei Beni ambientali e culturali) su “modifiche proposte dallo stesso Ministero” e relative al Pit (Piano di indirizzo territoriale) con valenza di Piano paesaggistico. 

Rossi ha chiarito che la “sostanza del Piano è stata mantenuta” e che tuttavia “non basta il Consiglio regionale. Occorre l’intesa con il Mibac, pena la non validità come peraltro già successo”. 

E tornando su uno dei punti più discussi del Piano, le cave, il presidente ha informato l’Aula che sono state “introdotte anche quelle a cavallo: sopra e sotto i 1200 metri.

Per queste, l’attività può continuare fino al livello autorizzato, o può essere superato se consentito dal piano di recupero”. 

Anche l’attività di escavazione in galleria “può continuare per l’apertura di piazzali di ingresso”. 

Nelle schede di bacino si è poi introdotta l’indicazione nominale della cava che resta aperta”, anche a tutela della “comunità locale” e per scongiurare l’abbandono della montagna e la conseguente “alterazione del paesaggio”. 

Una serie di cave sono state salvate e tutelate”, ha detto Rossi che sui piani attuativi, per esempio per il Bacino versiliese apuano e nella parte normativa, il “piano deve essere presentato alla Regione entro e non oltre due anni”.

Anche la costa ne esce tutelata”, ha continuato il presidente. 

Sugli arenili, sulla sabbia e sulla spiaggia – ha detto – sono possibili interventi di strutture removibili, conformi e in continuità con le tipicità del territorio”. 

In questo senso il presidente ha annunciato un emendamento alla legge 65/2014 (Norme per il Governo del territorio) sulla “permanenza delle strutture removibili”, estesa da 60 a 90 giorni. 

Al di fuori delle dune – ha spiegato Rossi – laddove c’è l’esistente, sono consentite ristrutturazioni, riqualificazioni, cambio di destinazione d’uso così come previsto dagli strumenti urbanistici comunali”. 

Tra gli aspetti giudicati dal presidente “più positivi”, anche la parte relativa alla tutela dei boschi: “È previsto che i 200mila ettari conquistati per l’abbandono, possano essere recuperati ad agricolo”. 

In merito alle “norme transitorie”, Rossi ha spiegato che laddove vi sia uno strumento urbanistico adottato dal Comune, la Regione si “inserisce come osservatore”. 

Il governatore ha infine chiarito che sul profilo dell’ambito relativo alle Apuane, la “riscrittura mantiene la legittimità volontà espressa dalla commissione Ambiente del Consiglio, laddove afferma che le cave hanno contribuito a disegnare il paesaggio”. 

Immagine.Alpi Apuane

dimostrazione di come “le cave hanno contribuito a disegnare il paesaggio

La regolazione che intendiamo attuare trova un equilibrio tra le attività umane e la tutela del territorio”. 

Tutela che Rossi ha richiamato anche nel settore dell’agricoltura vista la necessità di “puntare a preservare, nelle trasformazioni, gli elementi della maglia agraria tradizionale”. 

Quello che abbiano fatto è un lavoro egregio”, ha concluso. 

Siamo chiamati ad uno sforzo finale e sarebbe una gran conclusione di legislatura se lo facessimo insieme”. 

Il piano del paesaggio che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha concordato con il ministero e presentato oggi in consiglio regionale tutela le Apuane e il lavoro, la costa e il turismo, l’agricoltura e il paesaggio. 

A Roma abbiamo migliorato il lavoro, rendendolo più leggibile e preciso – ha sottolineato il presidente all’uscita dall’aula – Il volto della Toscana è il suo paesaggio.

Abbiamo il compito di assicurare lavoro e sviluppo, ma anche il dovere di mantenerlo e tutelarlo. Ho lavorato quattro giorni al ministero e poi tutta la notte scorsa ma ora sono soddisfatto.

Il risultato finale è migliore di tutti i lavori parziali fatti finora.

Qualcuno ci paragona alla Puglia, ma la Toscana, con tutto il rispetto, è un’altra cosa”.

Rossi: “Arginare, la parola chiave delle nostre scelte” 

Nessuna nuova cava sopra i 1.200 metri. 

Strutture solo temporanee sulle spiagge toscane, con un’importante novità sui tempi, il prolungamento a 180 giorni. 

Recupero a funzioni agricole dei boschi cresciuti a seguito dell’abbandono dell’agricoltura. 

Sono questi i punti principali toccati dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi nell’intervento in consiglio regionale di oggi pomeriggio, nel quale ha illustrato i contenuti del piano paesaggistico, alla luce del lavoro fatto al ministero nei giorni scorsi. 

Arginare, è questa la parola chiave che abbiamo scelto per il nostro piano, parola peraltro che già aveva usato Benedetto Croce nella prima legge di tutela, approvata nel 1922.

Arginare, ovvero porre un argine alle devastazioni.

E a chi oggi, malgrado tutto, sente ancora il bisogno di una nuova espansione o di un nuovo carico urbanistico noi chiediamo almeno di rispettare il paesaggio.

Con questo piano non blocchiamo tutto, ma chiediamo di conformarsi.

Con questo piano facciamo una scelta di equilibrio tra tutela e attività umana”. 

“Durante i lavori della commissione consiliare sono state apportate modifiche numerose e importanti – ha spiegato Rossi – Quindi il confronto con il ministero era necessario per verificare la possibilità di intesa prevista dalla legge. Passaggio necessario, perché altrimenti rischieremmo la bocciatura come già avvenuto nel dicembre del 2010. E non possiamo ripetere una figuraccia planetaria. Ora abbiamo un testo che presenteremo al consiglio per l’esame e l’approvazione”. 

Sopra i 1200 metri non si prevedono nuove cave, ma solo ampliamenti e riattivazioni purché inserite dentro un piano di recupero di competenza regionale, mentre per le cave a cavallo dei 1.200 metri si può continuare le attività sempre che il piano di recupero lo consenta.

Si può continuare la coltivazione delle cave in galleria ed è consentita la prosecuzione per quelle cave che sono una realtà fondamentale per le comunità locali, per esempio Levigliano, Minucciano e poche altre.

Aggiungo che nei circhi glaciali non è consentita la riattivazione di cave dismesse”. 

Le coste sono tutelate ed è prevista la possibilità solo di strutture mobili e temporanee, con il prolungamento della permanenza che originariamente era prevista solo per 90 giorni, in sintonia con l’obiettivo di prolungamento della stagione balneare.

Rispetto agli edifici già esistenti sono ammesse ristrutturazioni e ampliamenti fino a un massimo del 10%”. 

Il piano – conclude il presidente – consente poi di recuperare a funzioni agricole i 200 mila ettari di bosco cresciuto in seguito all’abbandono.

Un tema importante per l’Elba ma anche per le nostre montagne”. 

Santini: «Situazione preoccupante e inaccettabile nel merito e nel metodo» 

«Ci chiedono di votare in maniera affrettata e raffazzonata un atto importante che avrebbe potuto essere pronto da settimane.

Al di là della comunicazione di Rossi, ad ora i consiglieri non hanno ricevuto l’ultima, ennesima versione, sulla quale domani dovrebbero esprimere un voto».

Così il presidente del gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Giovanni Santini sul Piano del paesaggio dopo la comunicazione effettuata durante la seduta odierna del Consiglio dal presidente Enrico Rossi. 

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Giovanni Santini

«Alle perplessità sul metodo si aggiungono quelle di merito.

Con il suo intervento il governatore dimostra di avere poche idee e molto confuse in materia di Piano del Paesaggio.

La sua comunicazione risulta infarcita di imprecisioni ed inesattezze, a partire dagli atti di pianificazione delle amministrazioni locali, fino a confondere le schede di ambito con le schede di bacino. 

È palese che non esista il lodo Rossi, bensì il lodo Marson/Borletti Buitoni, che in pratica hanno deciso la chiusura delle attività di cava sopra i 1200 metri nelle zone limitrofe al parco», incalza Santini. 

«Siamo molto preoccupati da quanto abbiamo ascoltato in aula.

Da parte nostra sono pronti 200 emendamenti affinché sia superata la previsione della Commissione regionale paesaggistica, per tutelare le attività produttive a partire da quelle estrattive, senza dimenticare l’importanza strategica degli operatori in campo turistico e ricreativo che hanno il diritto di poter ampliare e migliorare la propria attività, ed infine per difendere la moderna agricoltura, che secondo il Presidente dovrà limitarsi per garantire la maglia agricola tradizionale. 

Il piano del paesaggio se non verrà bloccato domani dal Consiglio regionale, rappresenterà una vera e propria tomba per la nostra economia e per il futuro dei nostri giovani.

Auspico che i consiglieri di maggioranza abbiano il coraggio di anteporre l’amore per la nostra regione rispetto ai legittimi discutibili interessi di bottega dovuti alle prossime elezioni regionali», conclude il capogruppo di Forza Italia.”

Nascosti: “Con questo Piano del paesaggio e questo emendamento si torna indietro a quello che era il Piano Marson” 

Con questo Piano del paesaggio e questo emendamento si torna indietro a quello che era il Piano Marson, non solo sulle cave, ma anche sull’agricoltura, sull’edilizia e sul balneare”. 

Così il consigliere regionale Nicola Nascosti alla luce delle dichiarazioni fatte in aula dal presidente della Regione Enrico Rossi sull’emendamento concordato con il Ministero dei Beni culturali, che ha aggiunto: “Non esiste più un lodo Rossi, ma al Ministero è stato approvato il Lodo Marson-Borletti, questo è un Piano che va contro lo sviluppo, contro le imprese, contro il lavoro.

Non solo si torna indietro sul settore lapideo, ma anche sul settore agricolo, sul settore edilizio che se approvato questo Piano risulteranno fortemente penalizzate”. 

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Nicola Nascosti

Le richieste delle opposizioni in aula 

La comunicazione non prevista del governatore Enrico Rossi sulle “modifiche proposte dal Ministero” al Pit (Piano di Indirizzo Territoriale) con valenza di Piano Paesaggistico, è arrivata a seguito di una formale richiesta di alcuni consiglieri di opposizione. 

A seguito delle notizie di stampa che riportavano di una intesa raggiunta tra Regione Toscana e Mibac (Ministero dei Beni ambientali e culturali), Andrea Agresti (Ncd), vicepresidente della commissione Ambiente in Consiglio regionale, ha chiesto di “essere informato al pari dei consiglieri del Pd”. 

Immagine.Andrea Agresti

Andrea Agresti

Di “accordo frutto di una trattativa istituzionale ufficiale tra Governo e Regione Toscana” ha parlato Giovanni Donzelli (capogruppo Fratelli d’Italia) che ha richiamato il “rispetto che si deve all’Aula” e ha chiesto “ventiquattro ore di tempo per vedere la proposta anche per valutare eventuali emendamenti”. 

Immagine.Giovanni Donzelli

Giovanni Donzelli

Nicola Nascosti (Forza Italia) ha ricordato come in commissione “si sia sempre tenuto un atteggiamento di collaborazione. La portata dell’emendamento, per quello che si conosce, pare cambiare il lavoro già svolto”.

Da qui la richiesta di un margine di tempo “per poterla valutare”. 

Nascosti ha quindi annunciato emendamenti alla legge 65/2014 “da poco approvata e frutto di mesi di lavoro” dopo l’annuncio del capogruppo Pd Ivan Ferrucci di una proposta di legge per l’istituzione di una commissione regionale per la valutazione della compatibilità paesaggistica delle attività estrattive, così come previsto dall’articolo 19 della disciplina di Piano dell’integrazione al Pit. 

Immagine.Ivan Ferrucci

Ivan Ferrucci

Nascosti ha infatti ricordato che un testo era già stato affrontato in commissione, poi “brutalmente ritirato e riproposto oggi in Aula”. 

Alberto Magnolfi (capogruppo Ncd) aveva manifestato un “fortissimo disagio”. 

Immagine.Alberto Magnolfi

Alberto Magnolfi

Ne abbiamo viste e ne stiamo vedendo un po’ di tutte, ma non era mai capitato di leggere un dispaccio Ansa, non smentito, in cui la Regione parla di una mediazione a Roma”. 

Che si arrivi a certificare che la Regione ha già deciso, prima dell’Aula, gli sviluppi del Pit, è avvilente e offensivo”. 

Da qui la richiesta rivolta alla presidenza di “voler adottare le misure che riterrà più idonee per garantire a ciascun consigliere di avere una cognizione decente rispetto ad atti che si stanno confusamente scrivendo e riscrivendo anche in questi minuti”. 

Giuseppe Del Carlo (capogruppo Udc) ha protestato “fortemente”, perché il “contenuto di questa intesa, mentre è ignorato e da alcuni consiglieri, circola già all’esterno”. 

Immagine.Giuseppe Del Carlo

Giuseppe Del Carlo

Il presidente Alberto Monaci ha preso l’impegno a “formalizzare, prima a voce e se del caso per scritto, al presidente Rossi le richieste avanzate”. 

Al di là dei dispacci Ansa – ha osservato – abbiamo chiaro che la Giunta deve dare una informativa anche se breve”. 

Immagine.Alberto Monaci

Alberto Monaci

Pochi minuti più tardi, la comunicazione in Aula del presidente Rossi.

 

 

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