Il Comune di Bracciano sull’orlo del fallimento per la gestione di Cupinoro

 

Ci spiega la situazione il seguente articolo pubblicato con questo titolo il 26 marzo 2015 sul sito “Terzobinario.it”.

 Immagine.Terzo Binario

La situazione è pesante” e questa volta ad ammetterlo senza mezzi termini è il sindaco di Bracciano Giuliano Sala. Pesante dal punto di vista economico e dal punto di vista ambientale. 

Cupinoro, ma soprattutto il modo con cui è stata gestita, porta sull’orlo del default il comune di Bracciano. 

Ma andiamo per ordine. 

Il 16 aprile il sindaco in Regione Lazio andrà a discutere il “progetto di modellazione morfologica finale della discarica”, vale a dire come tombare definitivamente il sito. 

Cupinoro come sito di stoccaggio chiude qui i battenti, salvo ripensamenti dell’ultima ora.  

Una vittoria per i comitati che in questi due anni hanno lavorato sodo, monitorando tutte le mosse intraprese dall’amministrazione comunale, che nel frattempo aveva studiato tutti i modi per chiedere ampliamenti, dettati a questo punto dalla necessità di dover far cassa per continuare la gestione. 

Tombare la discarica non significa però chiudere la questione. 

Il sito infatti dovrà essere ancora gestito per anni. 

I rifiuti interrati produrranno ancora percolato da smaltire e senza manutenzione il rischio è quello di vedere a Cupinoro scenari simili a quelli visti in questi giorni lungo il Rio Fiume tra Tolfa e Santa Marinella. 

La gestione richiederà soldi e Sala annuncia che la Bracciano Ambiente ha fidejussioni per il post mortem per 8 milioni di euro, briciole rispetto agli oltre 20 milioni versati solo negli utili anni dai comuni che nella discarica conferivano.

Sui 12 milioni che mancano la Procura di Civitavecchia sta conducendo le indagini. 

Sono briciole anche perché a Cupinoro esiste dell’impiantistica, una piccola centrale biogas ed un impianto per il trattamento del percolato, che non funziona e quindi il liquido inquinante dovrà essere smaltito tutto tramite privati. 

Anche su questo versante la procura sta indagando per danno erariale nei confronti del sindaco Sala e il dirigente Di Matteo. 

Sono briciole perché quegli 8 milioni erano 2 circa un anno fa. 

Ad otto ci si è arrivati con il rimborso erogato lo scorso maggio dalla Regione Lazio pari a circa 10 milioni di euro per aver gestito il post mortem antecedente al 2004. 

Ma di quei 10 milioni sembra che solo 6 siano finiti a rimpinguare il fondo post mortem perché la Bracciano Ambiente non gestisce solamente la discarica, ma svolge servizi per il Comune di Bracciano. 

Questi servizi secondo la Procura sono svolti a prezzi al di sotto di quelli di mercato e quindi erodono soldi alla società, che sempre per la Procura “ha fatto da banca” alle casse comunali, mantenendo crediti elevatissimi nei confronti di diversi enti, primo tra i quali proprio il comune di Bracciano. 

Anche su questo è in corso una indagine della Procura, perché secondo il pm la Bracciano Ambiente facendo oltre il 90% di fatturato con servizi verso altri comuni non può considerarsi una società in house. 

Sala nel consiglio comunale del 20 marzo scorso punta il dito sulla gestione dei rifiuti da parte della Regione Lazio. 

Va detto che in questi ultimi anni la Regione Lazio ne ha combinate, rimandando diverse decisioni mantenendo alto il livello di emergenza, piano forse architettato per favorire affidamenti diretti ad amici di amici. 

Il caso Cerroni è una inchiesta che parte proprio da questo filone. 

Va detto però che il comune di Bracciano tramite la Bracciano Ambiente ha avuto sempre in mano ogni euro ed ogni decisione in merito alla gestione della discarica. 

Quindi è paradossale agli occhi dei cittadini che Sala addossa tutte le colpe alla Regione senza fare un minimo di autocritica, anche perché fino alla svolta del 20 marzo scorso dal comune di Bracciano arrivavano solo che rassicurazioni sui conti con addirittura il vanto di aver chiuso in pareggio il bilancio della Bracciano Ambiente. 

Se è l’ufficio stampa del comune di Bracciano che ipotizza la soluzione del commissariamento la cosa va presa sul serio. Oltre alla vicenda Cupinoro, Bracciano ha in carico quest’anno anche una serie di debiti fuori bilancio per milioni di euro. 

Sala chiede l’intervento della Regione, ma la domanda che ci si pone è la seguente: il comune di Bracciano è ancora credibile nella gestione di eventuali stanziamenti della Regione alla luce della precarietà dei propri conti e del fatto che la procura indaga sul comune per aver fatto cassa sulla partecipata che aveva il compito di scongiurare danni ambientali sulla discarica di Cupinoro?

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