Zoo di Napoli: le associazioni animaliste chiedono l’immediata chiusura

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente articolo di Michele Di Gerio, dottore veterinario referente VAS di Napoli per la Tutela degli animali non-umani. (vedi http://www.vasonlus.it/?p=12880)

A Napoli continuano senza sosta le proteste contro lo zoo. 

Il 19 aprile ho partecipato, in qualità di referente VAS per l’animalismo, insieme ad altre associazioni animaliste – LAV, Veg in Campania, Animalisti Italiani, Antispecisti Partenopei, Venganch’io Cavese e Movimento Protezione Animale Ambiente – a una manifestazione che si è svolta davanti ai cancelli dello zoo di Napoli, il cui significato si può sintetizzare in poche parole: ‘Chiudere immediatamente lo zoo’

Mi sembra opportuno sottolineare, la partecipazione di una folta schiera di giovani che, già da tempo, si mostrano sensibili e interessati alle problematiche ambientali e faunistiche dimostrando di essere parte attiva delle associazioni e dei movimenti. 

Gran parte degli slogan scanditi invitavano gli adulti che si recavano allo zoo, quasi sempre in compagnia dei loro bambini, a non visitare la struttura: “Lo zoo ha un carattere diseducativo!”, ”Cosa possono insegnare una tigre dietro le sbarre, un uccello in gabbia o un orso confinato in un fossato?“, “Meglio trascorrere una giornata al bowling con i vostri figli anziché portarli a mostrare la sofferenza degli animali chiusi in gabbia!”; uno degli slogan, invece, semplice e significativo, si rivolgeva ai bambini: “Bambini, se amate gli animali non andate allo zoo!“. 

Alcuni visitatori, prima di entrare, hanno scambiato qualche veloce battuta con noi ambientalisti senza mostrare insofferenza verso la manifestazione o gli slogan.

Uno dei manifestanti si è rinchiuso in una minuscola gabbia per evidenziare lo stato di afflizione e prostrazione provocati, a qualunque specie animale, da un ambiente angusto che, oltre a limitare i movimenti e modificare le caratteristiche fisiologiche, annulla tristemente la loro dignità. 

Immagine.Contro zoo di Napoli

La disapprovazione verso lo zoo continua a muovere le attività di numerose associazioni animaliste, VAS compresi, che conducono una strenua lotta contro la ‘cultura dello zoo’. 

Purtroppo i più importanti organi di informazione, locali e nazionali, non danno la giusta visibilità alle manifestazioni organizzate in città a favore della chiusura dello zoo ma continuano, invece, una ridicola e vergognosa campagna pubblicitaria per incoraggiare le famiglie ad accompagnare i loro bambini a visitare le numerose specie animali rinchiuse brutalmente e senza remore in ambienti diversi dai loro habitat. 

La protesta delle associazioni animaliste, comunque, non è fine a se stessa infatti all’interno di esse si discute sul tipo di struttura che sostituirebbe lo zoo se questo sarà disfatto. 

Qualche giorno fa, Vincent Esposito, responsabile LAV di Napoli, oltre a chiedere un’immediata chiusura dello zoo, ha dichiarato: “Chiediamo che l’amministrazione comunale intervenga e sostenga un piano di riconversione dello zoo a Museo Zooantropologico dove la tecnologia e l’innovazione raccontino al pubblico gli animali in libertà senza doverli detenere in una prigione”. 

Oltre a sostenere la proposta di Esposito aggiungo che negli ultimi anni, anch’io ho indicato, in numerosi incontri, assemblee e convegni, riportati dagli organi di informazione, alcune soluzioni alternative allo zoo. 

Una prima proposta era quella di realizzare all’interno della struttura, sfruttando il patrimonio floreale e alcune costruzioni già esistenti, percorsi faunistici virtuali per riprodurre tramite video, foto, disegni e composizioni la reale vita degli animali.

Una seconda proposta prevedeva l’utilizzo di una parte della superficie dello zoo per costruire un canile municipale da poter accogliere cani abbandonati o nati nelle strade. 

L’abbandono dei cani, infatti, non costituisce soltanto un problema etico, che dovrebbe turbare le coscienze, ma è anche un problema sanitario e sociale poiché incrementa il triste fenomeno del randagismo. 

Infine, lo spazio occupato dallo zoo si poteva utilizzare per la realizzazione di un parco, un polmone verde, che oltre a favorire un contatto diretto con la natura, avrebbe incoraggiato molti a socializzare e a rimuovere la fredda solitudine metropolitana.

 

                                                                                                                                Michele Di Gerio

                                                                                                               Referente VAS per l’animalismo

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