Campagna #Allarme Natura.

 

Il 13 maggio 2015 100 associazioni ambientaliste europee hanno lanciato insieme #AllarmeNatura, una grande campagna sul web per salvare la natura europea dai propositi di deregulation del presidente della Commissione europea Juncker.

La campagna su Internet avviata sarà attiva fino al 24 luglio 2015  e permette ai cittadini di prendere parte alla consultazione ed è l’unica opportunità per il pubblico di esprimere il proprio punto di vista durante questa fase di valutazione tecnica.

BirdLife Europa (Lipu in Italia), European Environmental Bureau, (Eeb – di cui fanno parte Legambiente, Fai, Pronatura e Mamme antismog),. Friends of the earth Europa e Wwf sono i referenti europei dell’iniziativa che vuole dare ai cittadini dei  28 Paesi dell’Ue l’opportunità di pronunciarsi, in modo semplice e chiaro, «contro le minacce che vengono portate alla protezione della natura e per ottenere dalla Commissione europea una migliore implementazione e rafforzamento delle leggi europee sulla biodiversità».

Secondo Angelo Caserta, direttore di BirdLife Europa, «Abbiamo una grande mole di evidenze scientifiche che mostrano come queste direttive, quando implementate, funzionano E anche numerosi esempi che dimostrano come queste normative non ostacolano lo sviluppo dell’economia».

Tony Long, direttore dell’ufficio Policy del Wwf Europa, ricorda che «Il Wwf sta combattendo da 30 anni affinché l’Europa avesse leggi per la protezione della natura che fungessero da modello per il mondo intero  Nessuno può avere interesse a riportare le lancette dell’orologio, non la natura stessa e nemmeno noi umani che dipendiamo da essa per la nostra sopravvivenza».

Per Jeremy Wates, segretario generale Eeeb, «Invece di disfare le leggi europee, la Commissione europea e gli stati membri dovrebbero mettere più impegno nella loro implementazione, e assicurarsi esse portino gli enormi benefici che possono portare alla natura così come a noi e alla nostra economia».

Le firme di soci, sostenitori e cittadini in Italia verranno raccolte da Lipu, Wwf e e Legambiente con una campagna sui media, in particolare i social network, sulle pagine www.lipu.it/allarmenaturawww.wwf.it e www.legambiente.eu che  forniscono le risposte ai quesiti posti dalla Commissione europea riguardo le direttive “Habitat” e “Uccelli” nel contesto della cosiddetta “Fitness Check”.

«Il processo – spiegano gli ambientalisti – tramite il quale la Commissione europea sta effettuando un’approfondita valutazione delle due direttive sulla natura per verificare se esse sono coerenti ed efficaci rispetto agli obiettivi di conservazione della biodiversità europea. Un processo che si tiene in un clima ostile alla conservazione della natura».

Il 13 maggio scorso lLa campagna è stata lanciata sui social network e sui siti web di  Lipu, Wwf e Legambiente da un video al quale  ha prestato la voce Claudio Bisio.

Fino al 24 luglio Facebook e Twitter si arricchiranno di decine di contenuti che lanceranno l’ #allarmenatura e racconteranno le tante storie di successo sul salvataggio, grazie alle normative europee, di specie rare e di siti preziosi per la biodiversità; inoltre tante testimonianza di Vip e gente comune sulla natura da amare e salvare, veicolati sui social tramite l’hashtag #lamianatura

Le tre associazioni ambientaliste italiane sottolineano che «Le direttive “Habitat” e “Uccelli” sono riconosciute come tra le più forti leggi al mondo per la difesa di animali selvatici, piante e habitat dall’estinzione. Grazie a queste normative, l’Europa ha oggi il più grande network al mondo di aree protette, la Rete Natura 2000, che copre circa il 20% del territorio europeo e il 4% dei suoi siti marini».

Le direttive Uccelli e Habitat

Risalgono rispettivamente al 1979 e al 1992 le direttive Uccelli e Habitat, oggetto di consultazione pubblica da parte della Commissione europea.

La prima, la 79/409/CEE, riguarda la conservazione degli uccelli selvatici e si pone l’obiettivo di proteggere gli habitat attraverso una rete coerente di Zone di Protezione Speciale (ZPS) che includano i territori più adatti alla sopravvivenza delle specie.

La normativa è stata integrata dalle disposizioni della direttiva Habitat, del 21 maggio 1992, volta a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio degli Stati membri.

I due testi, spiega una nota del Ministero dell’Ambiente, “costituiscono il cuore della politica comunitaria in materia di conservazione della biodiversità e sono la base legale su cui si fonda Natura 2000”, la rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Unione europea per la conservazione della biodiversità.

Le direttive sono ora sotto la lente della Commissione europea per via del REFIT, il programma di controllo dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione comunitaria, che mira alla semplificazione burocratica a favore delle imprese.

Palazzo Berlaymont chiede a cittadini e stakeholders, attraverso la consultazione pubblica, di esprimersi sull’attuale legislazione Ue in materia di protezione della natura – appunto, le direttive Uccelli e Habitat – e sulla sua attuazione fino a oggi.

Gli ambientalisti temono che l’Esecutivo comunitario abbia intenzione di indebolire, più che di migliorare, le leggi esistenti.

La consultazione online sarà l’unica occasione per i cittadini di esprimere la propria opinione durante la valutazione tecnica della Commissione europea, fino al prossimo 24 luglio.

Per questo “ora parte un appello popolare per mantenere viva la natura”.

 

 

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