È emergenza clima, appello ambientalisti a leader G7

 

(ANSA del 6 giugno 2015, ore 10:05) – Le associazioni ambientaliste lanciano un appello alle grandi potenze economiche: è ”emergenza clima” e i leader del G7 dovrebbero ”inviare un forte segnale politico a sostegno di una più decisa azione dei governi nel contrasto dei cambiamenti climatici in corso”.

Legambiente e le associazioni di tutti i sette Paesi membri – Germanwatch (Germania), Union of Concerned Scientists (USA), Réseau Action Climat (Francia), E3G (Regno Unito), Kiko Network (Giappone), Environmental Defence (Canada) – lo chiedono alla vigilia del vertice G7 di Elmau in Germania in un appello alla creazione di ”una situazione di fiducia a sostegno della transizione energetica”. I governi del G7, spiegano le associazioni, ”hanno la responsabilità di assumersi impegni più ambiziosi nella lotta ai cambiamenti climatici, attraverso una rapida decarbonizzazione delle loro economie e il sostegno finanziario ai Paesi più poveri”.

Per questo ”impegni ambiziosi da parte del G7 sono fondamentali per rendere possibile il raggiungimento di un nuovo accordo globale sul clima il prossimo dicembre a Parigi”.

”Per evitare scenari climatici ingestibili – osservano – le emissioni derivanti dai combustibili fossili devono essere gradualmente eliminate a favore di un’economia globale alimentata da fonti rinnovabili.

È giunto il momento che il G7 acceleri questo processo concordando di guidare l’eliminazione globale delle emissioni da fonti fossili entro il 2050”.

In particolare viene chiesto ”ai leader del G7 di abbandonare il ricorso al carbone”.

”Anche l’Italia deve fare la sua parte – dichiara il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – Matteo Renzi deve immediatamente fermare i progetti di trivellazione nell’Adriatico e nel Canale di Sicilia. Il governo italiano deve finalmente adottare un ambizioso Piano d’azione nazionale sul clima che abbia l’efficienza energetica e le rinnovabili come pilastri fondamentali”. I leader delle economie più avanzate del mondo, dice il Wwf, “devono agire immediatamente per prevenire i peggiori impatti derivanti dai cambiamenti climatici, puntando su economie verdi e su un serio programma di sviluppo sostenibile“.

Marco Lambertini, direttore generale del Wwf Internazionale ricorda che clima, sviluppo sostenibile e protezione dei mari e degli oceani saranno fra i temi principali della riunione.

In vista della vertice Onu di Parigi, COP21, e di un nuovo accordo globale sul clima – spiega il Wwf – sono necessarie azioni immediate da parte dei paesi del G7 per realizzare riduzioni sostanziali delle emissioni oggi, dato che il nuovo accordo dovrebbe entrare in vigore tra cinque anni.

Oltre al lancio di un’iniziativa sulle energie rinnovabili in Africa, i Governi del G7 dovrebbero produrre un piano concreto con un impegno di 100 miliardi di dollari l’anno in finanziamenti per il clima entro il 2020, dando particolare attenzione alla tutela delle popolazioni più vulnerabili“.

I Paesi del G7 sono i più grandi emettitori storici di gas serra e il Wwf chiede che sostengano la rapida transizione verso le energie rinnovabili in tutti i Paesi, garantendo al contempo un obiettivo di lungo termine che porti all’eliminazione dei combustibili fossili entro il 2050“.

Inoltre, devono “porre fine ai propri sussidi diretti e indiretti, nonché agli investimenti nei combustibili fossili, a cominciare da quelli al carbone” aggiunge Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia.

L’Italia ha l’occasione giocare un ruolo di primo piano e di visione, assumendo una posizione chiara ed esercitando pressioni sugli altri paesi affinché abbandonino gli investimenti al carbone e puntino finalmente in modo convinto su fonti rinnovabili ed efficienza energetica“, conclude Midulla.

Anche la decisione del Cancelliere tedesco Angela Merkel, presidente di turno del G7, di dare la priorità alla protezione dell’ambiente marino è un forte riconoscimento del legame tra lo sviluppo e un ambiente sano.

Il Wwf chiede che nel corso del G7, i leader adottino misure a sostegno della salute dell’oceano con una “vera lotta all’inquinamento marino e garantire la protezione dei sensibili ecosistemi delle acque marine profonde“.

 

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