Borletti Buitoni al sindaco di Venezia: “Poco costruttivo sulle questioni della sua città”

 

Intervista di Giuseppe Alberto Falci al Sottosegretario ai Beni Culturali e al Turismo dal “doppio cognome” Ilaria Borletti Dell’Acqua Buitoni, che replica al Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che l’ha inserita nel novero dei “soloni” (vedi http://www.vasonlus.it/?p=18480&preview=true&preview_id=18480&preview_nonce=6278f2bf1b): è stata pubblicata con questo titolo il 26 agosto 2015 su “La Repubblica”.

Immagine.Ilaria Borletti Buitoni

Ilaria Borletti Dell’Acqua Buitoni

Non ho avuto modo di conoscerlo. E devo dire che non sarà fra le mie priorità“.

Ilaria Borletti Dell’Acqua Buitoni, sottosegretario ai Beni Culturali e al Turismo, è stata presa da mira da Luigi Brugnaro.

Tutta colpa di quel doppio cognome che l’accompagna fin dalla nascita. 

L’esponente del governo Renzi, però, non si scompone, risponde colpo su colpo servendosi dell’arte della diplomazia.

Dopo Elton John, Gianni Berengo-Gardin e Adriano Celentano, il sindaco di Venezia  dice che una signora con due cognomi, come lei, non può disquisire su dove devono passare o non devono passare le navi. Come risponde?

Mi dispiace che il sindaco Brugnaro sia ricorso ad insulti personali invece che entrare nel merito della questione.

Avrei preferito se avesse risposto sui fermi turistici e sul disagio ormai insostenibile che a Venezia provoca un turismo incontrollato.

Già due anni fa avevo denunciato il rischio in previsione di Expo di un picco turistico e della necessità di un confronto più vasto possibile che portasse alle soluzioni di gestione del turismo da qui ai prossimi anni“.

Ma Brugnaro non indietreggia. È scatenato contro tutto e tutti. Ha persino bloccato la mostra del fotografo Gianni Berengo Gardin.

Prima di tutto trovo Berengo Gardin un grande fotografo.

Impedire la mostra di un artista è un atto sbagliato.

Che oltretutto ha dato a quell’artista ancora più visibilità.

Dunque, non solo ha commesso un errore.

Ma ha ottenuto l’effetto opposto“.

E poi c’è la polemica sui libri gender, banditi dagli istituti scolastici veneziani. Ha esagerato anche

questa volta o era nelle sue prerogative?

Da quello che ho visto di quei libri non mi parevano né offensivi né pericolosi.

Ritengo che questo tipo di censure, che il sindaco aveva tutto il diritto di applicare, siano sbagliate e controproducenti“.

Venezia, città ammirata in tutto il mondo e patrimonio culturale dell’umanità, può essere governata da un sindaco come Brugnaro? Lo ritiene all’altezza?

È un sindaco che è stato eletto democraticamente dai veneziani.

Non sta a me dire se sia adatto o meno.

Mi sembra che affronti le questioni dei veneziani, come quelle del turismo, in un modo poco costruttivo.

Il tutto legato a fatti assolutamente marginali come la questione del doppio cognome.

E se io avessi avuto un solo cognome avrebbe risposto?“.

 

 

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