Deposito unico scorie nucleari, con ogni probabilità al Nord

 

Immagine.Scorie nucleari

Secondo Askanews, con molta probabilità, il deposito unico dei rifiuti radioattivi sorgerà nel Nord Italia.

È questa l’indiscrezione raccolta da “H2Oil” (Agenzia stampa dell’energia) a margine del XV Italian Energy Summit.

A palare della possibile ubicazione del deposito nucleare è stato il Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico, Simona Vicari, secondo la quale “a breve il Governo rivelerà l’esatta localizzazione del deposito unico nazionale. Posso dire che al Nord alcune località più di altre si stanno attrezzando per accoglierlo. Al di là della sindrome nimby non dimentichiamo che il deposito nazionale è una grande opportunità di sviluppo che comporta anche vantaggi economici per la località che lo ospiterà”. (cfr. http://www.askanews.it/altre-sezioni/energia-e-ambiente/nucleare-vicari-…)

Viene da chiedersi, a fronte di queste dichiarazioni, che fine abbia fatto la Carta Nazionale della Aree Potenzialmente Idonee (C.N.A.P.I.) attesa per fine agosto e successivamente per i primi di Settembre?

La carta è ancora in attesa di ricevere il nulla osta dei Ministeri competenti, Ambiente e Sviluppo Economico, così da consentirne la pubblicazione alla società Sogin S.p.A. e dare avvio alla fase di consultazione pubblica della durata di 4 mesi.

Una carta che dovrebbe contenere svariate aree considerate idonee interessando più Regioni.

Una carta che sembra perdere di significato nel momento in cui il Sottosegretario Vicari dichiara: “a breve il Governo rivelerà l’esatta localizzazione del deposito unico nazionale“.

Sembrava che l’urgenza, in questa iniziale fase procedurale, fosse la pubblicazione della C.N.A.P.I. e non “l’esatta localizzazione” del sito.

Ricordiamo che la Sogin ha da sempre auspicato autocandidature e solo nel caso in cui le stesse non ci fossero state si sarebbe proceduti ad istituire, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale, un Comitato interministeriale, costituto dal Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture che si sarebbe impegnato, di concerto con la Regione individuata, a stilare un protocollo di intesa con il quale la Regione avrebbe fornito il nulla osta per quel Comune scelto per l’insediamento del deposito nazionale.

Procedura superabile da una proposta del Consiglio dei Ministri, su Decreto del Presidente della Repubblica, solo nel caso in cui i Ministeri interessati non fossero stati in grado di pervenire ad una decisione concordata e condivisa con la Regione scelta.

Tutto ciò sembra essere superato se le dichiarazioni del Sottosegretario Vicari non verranno smentite.

Tuttavia, sarebbe opportuno leggere anche la dichiarazione del Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Alessandro Bratti, secondo il quale: “La parole del sottosegretario allo sviluppo economico Simona Vicari, raccolte a margine dell’Italian Energy Summit, sono fuori luogo. Invece di far uscire indiscrezioni, il Governo dovrebbe rispettare la legge, che prevede tempi certi per rilasciare la carta con l’indicazione dei siti candidati ad ospitare il deposito unico per i rifiuti nucleari, per avviare una opportuna discussione con le comunità locali e le amministrazioni interessate. Tempi, questi, ampiamente scaduti“. (cfr. http://www.alessandrobratti.it/blog-ambiente/1595-nucleare-bratti-ecomaf…).

Come spesso accade in queste situazioni, la poca chiarezza e la millantata trasparenza regna sovrana.

(Articolo dell’ing. Donato Cancellara, responsabile del Circolo Territoriale di VAS del “Vulture Alto Bradano”, pubblicato con questo titolo il 29 settembre 2015 sul sito “Basilicata24.it”)

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