Via libera dal Senato al Collegato ambientale: tutte le novità

 

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Con 156 voti favorevoli, 85 contrari e 14 astenuti, l’Aula del Senato ha approvato ieri con modifiche il Collegato ambientale – disegno di legge recante disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali, collegato alla manovra finanziaria del 2014. Il testo ritorna ora al vaglio della Camera.

Il ddl contiene misure per: mobilità sostenibile nelle città, difesa del mare, valutazione dell’impatto sanitario degli impianti energetici, economia circolare, prevenzione del rischio idrogeologico, potenziamento del servizio idrico e garanzia dei consumi d’acqua essenziali da parte dei cittadini più disagiati, gestione e prevenzione della produzione dei rifiuti, potenziamento e miglioramento degli acquisti verdi da parte della Pubblica amministrazione e per la tutela degli animali domestici, difesa del capitale naturale e per l’introduzione di sistemi di remunerazione dei servizi svolti dagli ecosistemi e dall’ambiente.

CREDITO D’IMPOSTA AL 50% PER BONIFICA AMIANTO SU STRUTTURE PRODUTTIVE.

Viene semplificata la bonifica dei cosiddetti “siti di interesse comunitario”, la cui bonifica è urgente e importante.

Vengono introdotti incentivi per le imprese, attraverso il credito d’imposta del 50% delle spese sostenute e ripartito in tre quote annuali a favore di soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano, nell’anno 2016, interventi di bonifica dell’amianto su beni e strutture produttive.

La prima quota annuale è utilizzabile a decorrere dal 1° gennaio del periodo di imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati gli interventi di bonifica.

Ai fini della fruizione dell’agevolazione, le strutture bonificate – spiega il dossier del Servizio studi del Senato – devono essere situate nel territorio dello Stato italiano.

L’investimento dovrà essere di importo unitario non inferiore a 20.000 euro.

Inoltre, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

Il credito d’imposta è attribuito nel limite di spesa complessivo di 5,667 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. Esso non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive; non rileva ai fini del calcolo del rapporto tra l’ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito d’impresa – o che non vi concorrono in quanto esclusi e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi ai fini della deduzione degli interessi passivi inerenti all’esercizio d’impresa (articoli 61 e 106, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi – D.P.R. n. 917 del 1986); è utilizzabile esclusivamente in compensazione (articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997 n. 241, concernente semplificazione degli adempimenti dei contribuenti); non è soggetto al limite annuale all’utilizzo della compensazione dei crediti d’imposta di cui all’articolo 1, comma 53, della legge finanziaria per il 2008.

Le disposizioni di attuazione devono essere fissate con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge.

Il credito sarà concesso a seguito di istanza da presentare al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che, dopo aver determinato l’ammontare dell’agevolazione nel rispetto dei limiti posti, trasmette all’Agenzia delle entrate, in via telematica, l’elenco dei soggetti beneficiari e l’importo del credito spettante a ciascuno di essi, nonché le eventuali revoche, anche parziali. Il Ministero e l’Agenzia delle entrate effettuano controlli secondo modalità fissate dal citato decreto di attuazione.

Le agevolazioni sono concesse nei limiti e alle condizioni dettate dalla normativa in materia sul regime degli aiuti «de minimis» (Regolamento (UE) n. 1407/2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 TFUE).

FONDO PER GLI INTERVENTI DI BONIFICA.  

Viene inoltre istituito un apposito Fondo, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per promuovere la realizzazione di interventi di bonifica di edifici pubblici, con una dotazione finanziaria di 5,536 milioni di curo per l’anno 2015 e di 6,018 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017.

Un emendamento del relatore approvato posticipa al 2016 la dotazione finanziaria del Fondo per gli interventi di bonifica.

Il funzionamento del Fondo dovrà essere regolato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge.

FINE VITA PANNELLI FOTOVOLTAICI.

Tra le norme approvate dall’Aula del Senato senza modifiche, quella sul fine vita dei pannelli fotovoltaici: l’art. 41, modificando l’articolo 40, comma 3, del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49, prevede che i sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) adottino per i pannelli fotovoltaici del comparto domestico e professionale (immessi sul mercato successivamente alla data di entrata in vigore della disposizione che inserisce la novella) un sistema di garanzia finanziaria ed un sistema di geolocalizzazione delle medesime tipologie di quelle richieste dal gestore dei servizi energetici (GSE) nel disciplinare tecnico adottato nel mese di dicembre del 2012 per il recupero e il riciclo dei moduli fotovoltaici a fine vita.

SOTTOPRODOTTI UTILIZZABILI NEGLI IMPIANTI A BIOMASSE E BIOGAS.

Nell’elenco dei sottoprodotti utilizzabili negli impianti a biomasse entrano anche i sottoprodotti della produzione e della trasformazione degli zuccheri da biomasse non alimentari.

L’articolo 12 del Collegato ambientale inserisce anche i sottoprodotti della trasformazione degli zuccheri tramite fermentazione, nonché i sottoprodotti della lavorazione o raffinazione dì oli vegetali nell’elenco dei sottoprodotti utilizzabili negli impianti a biomasse e biogas.

Ciò vale sia ai fini dell’accesso ai meccanismi incentivanti della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici (di cui alla Tabella 1.A del decreto del MISE del 6 luglio 2012), sia ai fini della realizzazione di processi di produzione miranti ad implementare un modello di economia circolare.

A seguito di comunicazione da parte dei gestori degli impianti esistenti della loro volontà di impiego anche dei sottoprodotti suddetti, entro 90 giorni la regione competente adegua l’autorizzazione unica, mentre il Gestore dei servizi energetici (GSE) Spa adegua la qualifica di impianto alimentato da fonti rinnovabili (IAFR) in essere.

TRASFORMAZIONE DELL’ENEA NELL’AGENZIA NAZIONALE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L’ENERGIA E LO SVILUPPO SOSTENIBILE.

L’Assemblea di Palazzo Madama ha inoltre approvato un emendamento del relatore che riorganizza l’Enea trasformandola nell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile.

BICI E CAR SHARING.

Viene incentivata la mobilità sostenibile nei percorsi di ogni giorno casa-lavoro e casa-scuola: bicicletta, percorsi a piedi, car sharing e car pooling.

I comuni con più di 100 mila abitanti, anche in associazione, potranno presentare progetti per limitare traffico e inquinamento, che il governo finanzierà con 35 milioni di euro complessivi, nell’ambito di un Programma nazionale di Mobilità sostenibile.

Il ministero dell’Ambiente rendiconterà in modo trasparente, sul suo sito, l’uso di questi fondi.

Tutte le scuole potranno avere un Mobility Manager, che avrà il compito di coordinare, ridurre e semplificare gli spostamenti di alunni, studenti, insegnanti e professori, con l’aiuto delle aziende di trasporto.

Chi sceglierà la bici per andare al lavoro godrà dell’estensione dell’assicurazione Inail in caso di incidente.

ACQUISTI VERDI PA E CRITERI AMBIENTALI MINIMI.

Sarà più semplice per la Pubblica amministrazione fare Acquisti Verdi (Green PublicProcurement). Le aziende in possesso di certificazione ambientale EMAS o Uni En Iso 14001 godranno di una riduzione della garanzie necessarie per accedere agli appalti per la fornitura di beni e servizi ecologici.

Vengono inoltre delineati Criteri Ambientali Minimi da garantire nelle forniture all’amministrazione pubblica di pc, stampanti, carta per fotocopie, condizionatori, cartucce e toner, servizi per la ristorazione, pulizie.

Le lampade di tutti i semafori dovranno essere sostituite con Led, a consumo molto ridotto.

ECONOMIA CIRCOLARE.

Per promuovere l’Economia Circolare, vengono agevolati gli accordi tra enti pubblici, aziende, associazioni per utilizzare, nella produzione, materiali di scarto e post-consumo.

Le aziende in grado di fare innovazione, utilizzando nella produzione materiali provenienti dalla raccolta differenziata e dal disassemblaggio di prodotti scartati, potranno avere incentivi e credito d’imposta.

RISCHIO IDROGEOLOGICO.

Per prevenire esondazioni e gestire i corsi dei principali fiumi italiani, viene rivista l’organizzazione delle autorità di bacino dei distretti idrografici.

Viene istituito un fondo di 10 milioni di euro presso il ministero dell’Ambiente, a disposizione dei Comuni, per rimuovere o demolire opere e immobili realizzati in aree a rischio idrogeologico elevato, in difformità o in assenza del permesso di costruire.

Viene inoltre istituito un fondo per la progettazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. La tutela dell’assetto idrogeologico entra nella fase di progettazione di ogni opera.

OIL FREE ZONE.

I Comuni, anche in associazione tra loro, potranno istituire aree in cui procedere alla progressiva decarbonizzazione con energia da fonti rinnovabili, le “Oil Free Zone”(in analogia alle Zone Denuclearizzate degli anni ’80), sperimentando ogni tipo di innovazione e prototipo.

RIFIUTI.

Attraverso i Comuni, viene penalizzato il conferimento in discarica, incentivata la raccolta differenziata, promossa la riduzione dei rifiuti non riciclati, del compostaggio domestico e di comunità (ospedali, mense, quartieri, ecc).

Introdotto il divieto di gettare, in strada, mozziconi di sigaretta, gomme da masticare e altri piccoli rifiuti, come fazzoletti e scontrini.

Torna il “vuoto a rendere” volontario e sperimentale nei bar e ristoranti, per i produttori di birra e di acqua minerale.

STRATEGIA DELLE GREEN COMMUNITY.

Nasce la “Strategia delle Green Community”, comunità rurali e montane in cui svolgere agricoltura e turismo sostenibili, usare energia pulita e sviluppare aziende agricole moderne, integrate con l’ambiente e indipendenti dal punto di vista energetico.

NUOVO MARCHIO VOLONTARIO “MADE GREEN IN ITALY”.

Istituito il nuovo marchio volontario “Made Green in Italy” per indicare e comunicare l’impronta ambientale dei prodotti.

Chi compra potrà privilegiare il “chilometro zero” certificato e le produzioni agricole e industriali sostenibili.

SERVIZIO IDRICO.

Reintrodotto il “minimo quantitativo vitale” per garantire il diritto universale all’acqua anche agli utenti morosi bisognosi.

Viene istituito un Fondo di garanzia per gli interventi di potenziamento delle infrastrutture idriche in tutto il territorio nazionale.

NUOVE DISPOSIZIONI CONTRO LE “CARRETTE DEL MARE”.

In caso di incidente, al proprietario della nave saranno chiesti i danni per l’inquinamento quando sia dimostrato il dolo o la colpa grave anche in relazione all’inadeguatezza del natante al carico trasportato. Chi possiede la merce da trasportare si dovrà assicurare.

COMITATO PER IL CAPITALE NATURALE. 

Viene istituito un “Comitato per il Capitale naturale” presso il ministero dell’Ambiente che ogni anno avrà il compito di stilare un Rapporto sullo stato del capitale naturale del Paese, in coerenza con gli obiettivi dell’annuale manovra finanziaria e di bilancio. Viene promossa l’adozione di bilanci ambientali da parte dei Comuni.

REMUNERAZIONE DEI SERVIZI RESI DAGLI ECOSISTEMI.

Il Governo viene delegato ad emanare, entro sei mesi, uno o più decreti per stabilire forme di remunerazione dei servizi resi dagli ecosistemi e dall’ambiente.

DIVIETO DI PIGNORAMENTO DEGLI ANIMALI DOMESTICI.

Gli animali domestici, di affezione e di compagnia non potranno essere più pignorati al padrone/proprietario. Contro l’emergenza cinghiali viene esteso il divieto di immissione e foraggiamento a tutto il territorio nazionale.

RIORGANIZZAZIONE DELLE AUTORITÀ DI BACINO.

Nel corso dell’esame del collegato ambiente da parte dell’Aula del Senato, è stato accolto un ordine del giorno del relatore Stefano Vaccari (Pd) che impegna il governo a prevedere anche autorità di distretto, nell’ambito della riorganizzazione delle autorità di bacino”, riferisce la senatrice del Pd Laura Puppato.

Si tratta di un ordine del giorno – spiega – che recepisce un mio emendamento e che è importante per salvaguardare situazioni di eccellenza nel governo dei fiumi, come quella del distretto di bacino delle Alpi orientali in Veneto, in cui sono presenti due autorità di bacino di livello nazionale, quella dell’Adige e quella dell’Alto Adriatico, con sedi rispettivamente a Trento e a Venezia, entrambe efficienti e necessarie”.

Condividiamo la volontà di semplificare la governance pubblica – prosegue Puppato – prevedendo, come fa il collegato ambiente, la cancellazione delle autorità di bacino regionali e interregionali. È un’esigenza che ha ispirato molte riforme in questa legislatura. Tuttavia esistono casi di eccellenza che hanno dimostrato efficacia ed efficienza nella gestione dei bacini idrografici. Questo ordine del giorno impegna il governo a riconoscere questa specificità, evitando l’accorpamento di strutture che funzionano e che rappresentano punti di riferimento territoriali importanti”.

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 5 novembre 2015 sul sito www.casaeclima.com)

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