Clima: negoziatori presentano bozza ma compromesso resta lontano

 

Bozza per Cop21

In linea con i tempi previsti, i negoziatori dei Paesi presenti alla Conferenza Onu sul Clima hanno presentato alla presidenza una bozza del testo di accordo da cui partiranno lunedì le trattative a livello ministeriale.

Il testo è di 48 pagine, più corto della bozza di mercoledì ma ben più lungo del ‘testo-ponte’ pubblicato ieri dai facilitatori con alcune formule di compromesso per superare le numerose opzioni aperte.

Secondo fonti vicine ai negoziati, questo secondo testo non avrebbe raccolto il consenso sperato.

La nuova bozza comprende 43 pagine di testo vero e proprio, contro le 54 da cui si è partiti a inizio settimana, e 5 pagine di “note di riflessione” in cui sono inseriti tutti i cambiamenti proposti al testo precedente.

Le ‘opzioni’, ovvero le parti di testo proposte in alternativa l’una all’altra, restano ben oltre il centinaio, e le espressioni tra parentesi, ovvero quelle su cui non c’è accordo unanime, intorno al migliaio. Tra i punti su cui i negoziatori non hanno trovato un’intesa, e lasciano quindi la parola ai ministri, ci sono tra gli altri la soglia di contenimento del riscaldamento globale, a 2 o 1,5 gradi, il finanziamento per gli interventi climatici e l’obiettivo di lungo termine per l’azzeramento delle emissioni di gas serra.

Non è impossibile” che la Conferenza Onu sul clima “finisca in tempo” la stesura di “un buon accordo” ha affermato un portavoce della Fondazione Nicolas Hulot, Ong francese che segue da vicino le trattative in corso.

Il calendario fissato dalla presidenza prevede la consegna della prima bozza di testo elaborata e firmata dai negoziatori oggi a mezzogiorno, poi passata lunedì ai ministri per arrivare al testo definitivo mercoledì in serata.

Questo consentirebbe un’adeguata revisione giuridica e traduzione per arrivare a un voto della plenaria venerdì.

Su diversi punti controversi (come l’obiettivo a lungo termine di azzeramento delle emissioni, i finanziamenti e il prezzo della CO2), spiega ancora la Fondazione, i negoziatori non proporranno un testo ‘chiuso’, ma con ancora diverse opzioni aperte su cui sarà lasciato ai ministri di mediare.

Queste opzioni sono però state ridotte e “chiarite” nel corso della settimana, in particolare attraverso il testo-ponte pubblicato ieri.

Per ora è ancora tutto incluso nel testo, occorre che resti il più possibile“, ha concluso il portavoce, interpellato da una domanda sulla possibilità che alcuni punti su cui non si riesce a trovare un accordo.

Ue, tutti nodi politici restano irrisolti

Tutti i grossi nodi politici restano irrisolti, e saranno risolti dai ministri. La settimana prossima è la settimana del compromesso” ha dichiarato il commissario europeo per l’Energia e l’azione climatica, Miguel Arias Canete, commentando la bozza di accordo.

Non siamo venuti per un accordo debole – ha detto ancora – vogliamo un accordo ambizioso, equo e durevole, che ci metta su un percorso di basse emissioni e sostenibilità ambientale. È l’unico accettabile. Il mondo ci sta guardando, finiamo il lavoro“.

La cooperazione sud-sud (nel finanziamento per gli interventi di mitigazione e adattamento climatico) è già una realtà, e l’accordo non può non tenerne conto. Tutti quelli che possono partecipare allo sforzo devono farlo” ha rilevato Canete, in un punto stampa alla Conferenza Onu sul clima.

La presentazione di una bozza ufficiale è un segnale positivo, che “mostra l’abilità delle parti di superare le loro differenze” e avanzare verso un accordo, ma “la bozza è ancora troppo complessa, con troppe opzioni aperte” ha osservato il ministro dell’Ambiente lussemburghese, Carole Dieschbourg, in rappresentanza della presidenza di turno dell’Unione Europea.

Il compromesso su alcuni temi, ha aggiunto, “viene bloccato da un gruppo limitato di Paesi, e noi speriamo che sarà sbloccato nei prossimi giorni“.

In quest’ottica, “l’Ue ha lavorato come ‘costruttore di ponti’ tra le diverse posizioni, e continua a lavorare intensamente con tutti i suoi partner. Ma i ponti devono essere costruiti su fondamenta solide, e sulla fiducia da entrambe le parti“.

Non ci accontenteremo di un accordo qualsiasi“, ha detto ancora, ricordando “l’ambizione” dell’Unione europea in materia climatica ed ambientale.

Realacci, Cop 21 è anche sfida economica e geopolitica

La sfida della Cop21 non è soltanto una sfida ambientale. È anche una sfida economica, geopolitica e tecnologica, legata alle disuguaglianze sociali” afferma l’onorevole Ermete Realacci, a Parigi per rappresentare la Camera dei deputati al meeting interparlamentare della Conferenza Onu per il Clima.

Limitare l’uso dei combustibili fossili in favore di fonti rinnovabili e risparmio energetico ha l’importante ruolo politico di dare maggior libertà all’Occidente. Significa ridurre l’uso di quelle risorse per il cui controllo nascono guerre e movimenti terroristici“, aggiunge, auspicando che “da questa Conferenza si facciano passi avanti, certo non risolutivi, ma in avanti”. In questa direzione, precisa l’Unione interparlamentare “sta dando il suo contributo al dibattito“.

Midulla (Wwf), ministri mirino a una conclusione forte e significativa

L’ADP, il Gruppo di lavoro incaricato di dar seguito alla Piattaforma di Durban (vale a dire arrivare all’accordo) ha chiuso oggi i suoi lavori, consegnando un testo più snello, ma che ancora contiene tutte le opzioni.

Tocca ora ai Ministri, da lunedì, condurre le danze e concludere l’accordo – dichiara Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia, presente a Parigi con la delegazione globale dell’associazione del Panda.

Ci auguriamo che i ministri mirino a una conclusione forte e significativa, in linea con quanto ci suggerisce la comunità scientifica per rimanere entro la soglia di sicurezza di 1,5 gradi centigradi e scongiurare lo sconvolgimento del sistema climatico e del Pianeta. Il testo negoziale é oggi più chiaro in termini di opzioni, ma riflette ancora la maggior parte delle divergenze tra i Paesi. Ciò richiederà grande abilità da parte della Presidenza francese e la massima cooperazione tra i governi per arrivare a una visione comune ambiziosa, efficace ed equa. Speriamo che nella fretta di concludere, i ministri non barattino l’ambizione con la propria convenienza, e rimangano fedeli alle indicazioni della comunità scientifica“.

 

(ANSA del 5 dicembre 2015, ore 18:46)

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