L’inverno non decolla in Italia, peggiora lo smog in città

 

Smog in città

L’inverno non decolla.

Quest’anno il Natale sarà mite, e per un po’ di freddo, pioggia e neve, forse si dovrà aspettare gennaio.

Ma è ancora presto per fare previsioni attendibili, dicono i meteorologi del centro Epson.

Di certo, invece, c’è che si aggraverà ulteriormente il problema della siccità, per l’assenza di piogge diffuse o nevicate in montagna, e che rimarrà alquanto scadente la qualità dell’aria che respiriamo, a causa dell’accumulo di sostanze inquinanti oltre i limiti stabiliti dalla legge.

Da oltre tre settimane, ad esempio, Milano è nella morsa dello smog, mentre il livello del Po è più basso di quasi due metri rispetto all’anno scorso.

Una anomalia – spiega il direttore del Consorzio Lamma-Cnr, Bernardo Gozzini – che dipende da un eccezionale vortice polare, molto forte e persistente. Questo trattiene l’aria fredda, non permettendone la discesa verso Atlantico, Scandinavia, Siberia“.

Una situazione che interessa tutta l’Europa.

Quest’anno “sta mancando una stagione“, quella autunnale, ricorda Gozzini. “Da settembre a novembre (che è in genere il mese più piovoso dell’anno) cade la maggior quantità di acqua sul nostro territorio. Finiremo l’anno con un deficit pluviometrico, cioè di acqua, che dovrà essere recuperato in molte regioni. Si spera nell’altra stagione piovosa, che in Italia è la primavera, affinché le falde acquifere possano recuperare. Altrimenti sarà un problema per l’agricoltura“.

“L’assenza di vento e pioggia provoca il ristagno dell’inquinamento“, spiega Gozzini.

Una situazione che grava su Milano, dove i valori delle polveri sottili sono fuorilegge da tre settimane ma anche sulla pianura Padana e su Roma.

La cura delle amministrazioni prevede, tra l’altro, blocco del traffico o targhe alterne, biglietti dei bus gratis o a prezzo ridotto.

Ma “sono misure che servono ad abbassare la febbre, non curano il male“, osserva il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

A suo avviso, la cura giusta prevede “le medicine che abbiamo deciso di adottare a Parigi” alla Conferenza sui cambiamenti climatici, “diminuendo la CO2, aumentando l’efficienza energetica, con un trasporto pubblico e privato che consumano meno e meglio”. Un lavoro lungo, aggiunge, per il quale occorre “uno sforzo comune“, “non solo da parte del mio ministero, ma anche da parte di Regioni, Comuni e cittadini“.

Anche “impiantando una cultura ambientale mancata per troppo tempo“.

Almeno fino a Natale, dunque, l’alta pressione occuperà ampi settori dell’Europa Meridionale, proteggendo anche l’Italia dall’arrivo di piovose perturbazioni atlantiche e gelide correnti polari.

Anche nei prossimi giorni l’inverno non riuscirà ad imporsi.

Ci attendono quindi giornate tra sole, nuvole e nebbia in alcune zone, addolcite da temperature insolitamente miti.

 

(ANSA del 18 dicembre 2015, ore 13:32)

 

 

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