Il tentativo di rendere il Vulture Alto Bradano una mega “pattumiera” necessita una reazione popolare ed istituzionale forte e decisa

Associazione Intercomunale Lucania  Pro Natura.  Circolo Territoriale VAS Vulture-Alto Bradano  Comitato diritto alla salute.

 

Comunicato stampa

18 gennaio 2016

 

La settimana scorsa inviammo osservazioni al progetto di trattamento rifiuti della Ener Compost S.r.l., prevista nella zona ASI a San Nicola di Melfi (cfr. http://www.vasonlus.it/?p=25425), evidenziando il grave rischio di compromissione dell’intera area Vulture Alto Bradano.

Il lavoro non si ferma perché negli ultimi mesi si è accodato anche il progetto dell’Alphabio S.r.l. con pubblicazione dell’avviso di avvio della procedura V.I.A. ed A.I.A. il 7 dicembre scorso e scadenza il prossimo 5 febbraio per presentare osservazioni (v. allegato).

Anche con riferimento al progetto dell’Alphabio ci siamo sentiti in dovere di esporre tutte le nostre perplessità e criticità tecniche inviando, tramite PEC, un documento alla Regione Basilicata, all’Arpab, al Comune di Melfi, alla Prefettura di Potenza e all’Area Programma del Vulture Alto Bradano sollecitando, quest’ultima, all’urgente convocazione di una Conferenza dei Sindaci che sarà, a breve, convocata.

La società Alphabio S.r.l. ha presentato istanza di V.I.A. ed A.I.A., all’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata, per la realizzazione di un progetto riguardante un impianto per il trattamento primario dei rifiuti organici non pericolosi provenienti dalla raccolta differenziata (F.O.R.S.U.), e da frazioni organiche speciali (comprese alcune frazioni agricole) al fine di produrre sia materiale organico idoneo per ulteriori attività di recupero presso impianti di titolarità di terzi (produzione di biometano e/o recupero energetico in genere), sia il recupero e/o la preparazione allo stesso delle componenti plastiche, legnose, vetrose e metalliche.

Il flusso massimo annuo di rifiuti non pericolosi da trattare è pari a 160.000 t/a e prevede due linee: la linea A capace di trattare 130.000 t/a di F.O.R.S.U. e frazioni organiche speciali (comprese quelle agricole) non pallettizzate; la linea B capace di trattare 30.000 t/a di rifiuti costituiti da frazioni organiche speciali costituite da scarti alimentari pallettizzati.

Ancora una volta, come per il progetto della Ener Compost S.r.l. per il quale è previsto un flusso massimo annuo di rifiuti di oltre 120.000 t/a, il Consorzio ASI di Potenza ha assegnato uno specifico lotto nella zona industriale di San Nicola di Melfi (PZ) alla società Alphabio S.r.l.

Sito Alphabio. 

Inquadramento territoriale dell’area di San Nicola di Melfi e localizzazione del sito ASI assegnato all’Alphabio S.r.l. 

L’investimento complessivo per la realizzazione dell’impianto dell’Alphabio S.r.l. è di oltre 15 milioni euro di cui circa 6.8 milioni di contributo pubblico in base al bando regionale P.I.A. – Piani di Sviluppo Industriali attraverso Pacchetti Integrati di Agevolazione della Regione Basilicata – D.G.R. n. 577 del 29 aprile 2015 (BUR n. 19 del 1° maggio 2015). 

Dalle visure camerali, estratte dal Registro Imprese in data 30.11.2015, risulta che la società Alphabio S.r.l., sede legale a Roma, ha un capitale sociale di 10 mila euro ed è stata costituita il 3 luglio 2015.

La proprietà della società Alphabio S.r.l. è per il 50% della Gioes S.r.l. (cap. soc. 10 mila euro), con sede a Foggia, e per il restante 50% della società Margherita S.r.l. con capitale sociale 500 mila euro di proprietà, per l’87.5%, del Sig. M. G. di Foggia e per il restante 12.5% della società C-tre S.r.l. di Foggia. 

Dalle citate visure camerali, la società Alphabio S.r.l. risulta “non attiva” e le società Gioes S.r.l., C-tre S.r.l. e la Margherita S.r.l. risultano imprese “attive”. La Margherita S.r.l. molto conosciuta nell’area foggiana per progetti di mega impianti eolici. Già nel 2012 si leggeva che la Margherita S.r.l.  nasce dallo smembramento di Daunia Wind divisa tra il gruppo Tozzi Sud (dell’importante gruppo nazionale omonimo) e la famiglia foggiana M. che oggi è legale rappresentante della Margherita”. (cfr. http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/09/puglia-tra-sole-e-vento-leldorado-di-progettisti-e-investitori/).

Sarebbe opportuno comprendere se la società Alphabio S.r.l. abbia o meno esperienza nella gestione di impianti di trattamento rifiuti, le cui problematiche d’impatto ambientale necessiterebbero precisi requisiti a tutela del territorio, così come tale esperienza è riscontrabile per tanti impianti eolici legati a società che detengono la proprietà dell’Alphabio S.r.l..

L’esiguo capitale sociale della società Alphabio S.r.l. non consentirebbe di offrire sufficienti ed adeguate garanzie per i potenziali danni che potrebbero essere arrecati al territorio e alle attività agroindustriali ivi presenti, a fronte dei significati impatti ambientali legati alla sua proposta industriale.

Svariate le criticità evidenziate e ci limitiamo a segnalare, con il presente comunicato, l’enorme consumo d’acqua previsto nel processo industriale. Come indicato nelle schede A.I.A., la quantità d’acqua utilizzata per il trattamento rifiuti è di 123.200 t/anno (per il 70% acqua derivante dall’acquedotto consortile, per il restante 30% acqua meteorica, di ricircolo processo e percolati); la quantità di organico lavorato è di 252.200 t/a da destinare ad impianti di produzione di biogas/biometano per produzione di energia elettrica; la quantità relativa alle frazioni metalliche, plastiche, vetrose, lignee e di inerti, da destinare ad impianti di recupero, è di 31.000 t/a. 

Una rilevante criticità è rappresentata dalle emissioni in atmosfera del processo produttivo in fase di esercizio.

Nella documentazione allegata dall’Alphabio S.r.l., si precisa che “il processo di trattamento della FORSU è tale per cui la principale problematica ambientale è legata alla componente atmosfera con particolare riguardo alle emissioni odorigene“.

L’impianto trattando in ingresso FORSU e frazioni organiche speciali, è soggetto a lavorare materie caratterizzate dalla presenza di tutti gli analiti riportati in figura e “la magnitudo dell’impatto sulla componente atmosfera è stimata come alta”.

Immagine2 (6)

Analiti che afferiscono all’impianto dell’Alphabio S.r.l. con relativa sensazione odorosa

Nella citata tabella è possibile leggere svariati analiti presenti nell’impianto dell’Alpabio come l’idrogeno solforato, il solfuro di carbonio, dimetilsofuro, metilpercaptano, ammoniaca, formaldeide, acroleina.

A ciascuno di tali analiti è associata la sensazione odorosa che va dalle uova marce al cavolo marcio, dalla cipolla in decomposizione al pesce avariato, dall’ammoniacale al bruciato (pungente).

I 29 analiti riscontrabili negli impianti di trattamento rifiuti sono riportati in tabella con la precisazione che sono tutti inclusi nell’impianto in questione.

L’affermazione secondo la quale “la magnitudo dell’impatto sulla componente atmosfera è stimata come alta”non trova riscontro, secondo le scriventi Associazioni/Comitati, nel livello di dettaglio che emergere dallo studio d’impatto ambientale e dal piano di monitoraggio ambientale proposto.

Ancora una volta è stata riscontrata l’assenza un’analisi cumulativa per le emissioni odorigene oltre che per le emissioni in atmosfera di inquinanti, per le emissioni sonore e per gli scarichi di acque reflue come già evidenziato in un precedente comunicato riferibile ad una similare proposta progettuale afferibile alla Ener Compost S.r.l. (cfr. http://www.vasonlus.it/?p=25425).

Per quanto evidenziato, e tanto altro, si comprende la necessità di prevedere un’analisi cumulativa per le emissioni odorigene poiché l’attività prevista dall’Alphabio S.r.l. non è isolata, ma immette inquinanti in concomitanza con altra attività industriali anch’esse inquinanti e responsabili di molestie olfattive.

È stato chiesto il coinvolgimento di tutti i Comuni limitrofi al sito prescelto poiché subirebbero inevitabilmente gli effetti ambientali connessi al progetto di trattamento rifiuti in questione; di esprimere un giudizio negativo in merito alla V.I.A. per tutte le criticità esposte; di fornire un diniego al rilascio dell’A.I.A. per tutte le criticità evidenziate ed in buona parte sottovalutate e/o non valutate; di fornire un diniego al rilascio dell’autorizzazione per la realizzazione del progetto di un impianto di trattamento rifiuti, presentato dalla società Alphabio S.r.l., a San Nicola di Melfi.

 

per le Associazioni/Comitati

Donato Cancellara, Maurizio Tritto, Nicola Abbiuso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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