Considerazioni sulle prospezioni per la ricerca di petrolio nel Mare Adriatico

 

Coordinamento No Triv

COMUNICATO

L’Associazione Nazionale Verdi Ambiente e Società, attraverso il circolo territoriale “Capitanata” di Foggia, aderendo sin dall’inizio alla costituzione del Coordinamento Nazionale contro la prospezione per la ricerca d’idrocarburi nel Mare Adriatico (Coordinamento No-Triv), ha partecipato all’assemblea del 18 c.m. svoltasi a Manfredonia (Fg) e convocata dai sindaci rivieraschi della Provincia di Foggia e dal Coordinamento No-Triv, in vista del pronunciamento della Corte Costituzionale sull’ammissibilità del referendum no triv.

L’Associazione VAS-Fg ha partecipato a tutte le manifestazioni indette contro la prospezione e la ricerca d’idrocarburi: Isole Tremiti (Fg), Manfredonia (Fg), Termoli e Monopoli (Ba).

L’assemblea di Manfredonia ha visto la sostanziale convergenza di tutti gli intervenuti su uno stop alle ricerche d’idrocarburi nei mari Adriatico e Ionio e, in particolare, all’autorizzazione concessa alla società Petroceltic Italia da farsi a 26 km dalle coste delle per l’inquinamento delle coste e dell’ambiente marino, tenuto presente che l’Adriatico Isole Tremiti e a 40 km dalla costa molisana con effetti negativi non solo sul turismo e la pesca, ma soprattutto si può considerare un mare chiuso.

È stato evidenziato, inoltre, che su questo mare già sono funzionanti 78 concessioni per l’estrazione di gas e petrolio, 24 in fase di rilascio. In Italia sono vigenti 114 permessi per un totale di 36.462 kmq (sulla terraferma 90 per kmq 27.662, in mare 24 per kmq 8.800).

L’ecosistema marino, al pari di quello terrestre, è soggetto a una serie d’inquinamenti (acustico, chimico, etc.) che possono combinarsi, in effetti, molto pericolosi non solo per le diverse specie vegetazionali e faunistiche ma anche per l’uomo.

È stato osservato, per esempio, che a seguito del sistema di Air-gun i cetacei (globicefali, capodogli, delfini, etc.) se presenti a una distanza tra i 2 e i 30 km dalla sorgente, sarebbero indotti all’allontanamento, nel caso in cui gli animali non riuscissero a evitare la fonte di rumore, ma venissero a trovarsi esposti alle emissioni acustiche, si verificherebbero effetti negativi.

Il Segretariato Generale delle Nazioni Unite nel 2005 ha definito il rumore antropico sottomarino come uno dei cinque principali rischi per alcune popolazioni di cetacei e come uno dei dieci per l’integrità della biodiversità marina.

Prima di intervenire su sistemi delicati e complessi come quello marino, come risulta essere il Mare Adriatico, s’impone l’osservazione del principio di precauzione, affinché vi sia la più totale certezza circa la mancanza di effetti negativi.

Infine vorremmo segnalare il seguente link:

http://dorsogna.blogspot.it/2016/01/petroceltic.html

della prof.ssa Maria Rita D’Orsogna, docente di Biomatematica all’Università della California, dove si possono trovare interessanti notizie sul tema energetico, in particolare, quello degli idrocarburi.

 

Circolo Territoriale “Capitanata” di Foggia

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Vas