“REFERENDUM SOCIALI”: Inizia la raccolta firme anche contro gli inceneritori

 

Raccolta a Largo Goldoni

Banchetti da Ostiense al Flaminio per proporre nuovi quesiti referendari.  

Si raccolgono firme contro: la riforma della “Buona scuola”, la privatizzazione dell’acqua, le nuove trivellazioni e gli inceneritori.

I  REFERENDUM SOCIALI – In almeno cinque piazze romane da Ostiense a Flaminio, è partita la raccolta firme presentare i sei “referendum sociali”.

Si va dalla “Petizione popolare per l’Acqua” a quello contro gli inceneritori.

Dai quesiti contro la cosiddetta riforma della “Buona Scuola”fino al quesito referendario “Trivelle Zero”.

Quest’ultimo non va confuso con le trivellazioni in mare, ed entro le 12 miglia, per cui si voterà il 17 aprile.

UN’OTTIMA PARTENZA – “Vogliamo riscrivere dal basso il percorso dei diritti sulla tutela della salute ed ambiente, sulla centralità della scuola pubblica e dei beni comuni con sei quesiti ed una petizione popolare da qui sino al 9 luglio – spiega Massimo Piras del Comitato SI blocca inceneritori – e quella di questa mattina è stata davvero un’ottima partenza”.

NO AGLI INCENERITORI – Sul piano ambientale ed in particolare sul versante della gestione dei rifiuti, è netta la presa di posizione contro gli inceneritori.

Si chiede in concreto di “cancellare il potere del governo di decidere su localizzazione e capacità di 15 nuovi impianti e quello di commissariare le Regione inottemperanti”.

Si punta inoltre a cancellare la loro classificazione come “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”.

Votare Sì comporta schierarsi “per la tutela della salute e dell’ambiente – spiegano gli estensori del quesito – e restituire ai cittadini il diritto di decidere sul territorio ed alle Regioni il potere di programmazione e gestione dei rifiuti”.

 

(Articolo di Fabio Grilli pubblicato con questo titolo il 9 aprile 2016 sul sito “La lente.web.it”)

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