Ue in affanno su ratifica accordo Parigi, rischia la leadership

 

Accordo di Parigi

BRUXELLES – L’Unione europea rischia di non partecipare alle prime decisioni dell’accordo globale di Parigi, perdendo la sua leadership sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici.

Dopo la cerimonia di New York, l’obiettivo adesso è far entrare in vigore l’accordo al più presto possibile, ma gli europei sono fermi.

Il piano di Bruxelles è quello di presentare prima dell’estate sia la proposta di ratifica dell’intesa Onu sia gli obiettivi nazionali al 2030 di riduzione di CO2 per i settori non coperti dal mercato europeo delle emissioni (Ets), come agricoltura, trasporti e edilizia.

Ma il processo per assicurarsi il sostegno di 28 governi e 29 Parlamenti, inclusa l’Eurocamera, “prenderà del tempo“, ha detto alla cerimonia di New York il commissario europeo al Clima, Miguel Arias Canete.

Per entrare in vigore, l’intesa salva-clima ha bisogno della ratifica di 55 Paesi che coprano almeno il 55% delle emissioni globali.

Dopo Parigi il mondo si sta muovendo, tranne l’Ue” spiega Bas Eickhout, vicepresidente del gruppo dei Verdi all’Europarlamento.

Usa e Cina hanno già annunciato di voler ratificare l’accordo quest’anno e “questi due Paesi insieme contano circa il 40% delle emissioni, che con l’India diventano il 45%” afferma Eickhout, secondo cui “se si dovesse aggiungere anche il Giappone, l’entrata in vigore nel 2016 o 2017 diventa probabile, senza l’Unione europea“.

 

(ANSA del 23 aprile 2016, ore 13:01)

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