Terni, il circolo Vas: «L’aria è pessima»

 

05 Nov 2017 16:15

del circolo Vas (Verdi Ambiente e Società) di Terni 

Il rapporto  “Ecosistema urbano 2017“, redatto da Legambiente sulla qualità dell’aria, pone Terni al 60° posto sui 104 capoluoghi di provincia italiani; la nostra città ha perso ben 12 posizioni rispetto all’anno scorso. 

Nulla di nuovo rispetto a quello che il circolo VAS di Terni denuncia da anni, anche attraverso esposti alla locale Procura della Repubblica. 

Il silenzio da parte del Sindaco, massimo garante della salute pubblica, e della magistratura inquirente è “assordante”; l’unico intervento messo in atto è stata l’ordinanza delle targhe alterne oramai ritenuto un intervento del tutto inefficace. 

A Terni nel 2016 si sono verificati ben 58 sforamenti dei livelli massimi delle polveri sottili, quando il Decreto Ministeriale del 2 aprile 2002 e il Decreto Legislativo 13 agosto 2010, in attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria, stabilisce il valore limite di 50 [μg/m3] da non superare più di 35 volte in un anno per le PM10, e di 25 volte per le PM 2,5. 

Nel rapporto di Legambiente Terni è inclusa nel gruppo delle città con qualità dell’aria insufficiente. 

Sono scientificamente appurati i gravi effetti sulla salute umana delle alte concentrazioni di polveri PM10 e PM2,5 nell’aria e Terni ne rappresenta la prova; il reparto di oncologia dell’ ospedale cittadino non riesce più a contenere i malati di cancro che affollano i suoi corridoi e la fascia di età dei malati si sta abbassando sempre di più mentre aumentano le morti. 

La situazione dei bambini, più esposti rispetto agli adulti e per questo più soggetti a gravissime patologie cerebrali quali atrofia del cervello, autismo e gravi alterazioni genetiche già in utero, è altrettanto grave. 

Comune, Provincia, Regione, USL2 ed ARPA, invece di prendere provvedimenti urgenti, strutturali ed efficaci per contrastare tale emergenza ambientale e sanitaria, pensano di risolvere il problema proponendo l’ennesima indagine epidemiologica, come se non ci fossero sufficienti dati medico-sanitari a testimoniare il dramma che i ternani stanno vivendo da anni. 

E’ ora che le istituzioni politiche e giudiziarie si assumano le loro responsabilità senza rinviare il tutto alle calende greche, peggiorando una situazione oramai fuori controllo.

 

 (Articolo pubblicato con questo titolo il 5 novembre 2017 sul sito online “umbriaon.it”)

 

 

 

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