Navi in Laguna: una volta per tutte volete consultare i cittadini?

COMUNICATO STAMPA

 

Mercoledì 8 novembre si è riunito a Roma il Comitatone con all’ordine del giorno la questione Grandi Navi a Venezia.

Si dovevano decidere quei provvedimenti che avrebbero allontanato definitivamente le Grandi Navi dal centro storico di Venezia e possibilmente anche dalla Laguna stessa.

Queste richieste sono state avanzate dalla comunità veneziana oltre 10 anni fa e in tempi recenti anche da moltissimi esponenti della cultura internazionale.

Dopo il Decreto Clini-Passera del 2012 che aveva posto il limite di transito in 40.000 tonnellate, però attivo solo dopo la proposta di una valida alternativa, tutta la comunità nazionale e internazionale attendeva le decisioni visto che comunque i transiti non erano cessati anzi le navi erano sempre di più e sempre più grandi superando per alcune le 100.000 tonnellate di stazza.

In questi anni miopi logiche di guadagno immediato a vantaggio di chi già occupava ed occupa posizioni di vantaggio economico nell’ambito della gestione dei servizi portuali hanno prevalso a scapito della salvaguardia ambientale, storico, archeologica e monumentale della città e della Laguna, ma anche rispetto alla sicurezza della navigazione delle centinaia di unità più piccole che quotidianamente navigano a pochi metri dei mostri del mare.

In discussione c’erano alcune diverse soluzioni proposte da vari soggetti in questi anni, dall’estromissione totale delle GNavi, all’individuazione di siti lagunari alternativi.

Comunque tutte le proposte tendevano al contenimento dell’incremento dei traffici dando finalmente priorità alla salvaguardia della Laguna e della città.

Invece ancora una volta la politica opta per scelte opposte a quanto previsto dalla Legge n. 171 del 1973 che definiva di “interesse nazionale la salvaguardia di Venezia e della Laguna” adottando misure che daranno ulteriore imput allo sviluppo portuale dentro la Laguna stessa.

Tra le molte contraddittorie affermazioni circolate in queste ultime ore riteniamo significative le affermazioni del Presidente dell’Autorità Portuale Musolino il quale afferma che “tra 3 o 4 anni avremo le Super navi a Marghera, quelle attuali in Marittima attraverso il canale Vittorio Emanuele; quelle medio piccole … continueranno a passare per il canale della Giudecca”.

Considerando che il limite previsto dal Decreto Climi era 40.000 tonnellate e che ora si estende a navi fino a 55.000 e che le navi attuali, cioè oltre le 100.000 tonnellate, continueranno ad arrivare si capisce che nessuna decisione sarà a favore della salvaguardia della Laguna, ma serviranno solo per far arrivare a Marghera nuovi mostri del mare ancora più grandi, probabilmente non solo navi da crociera, ma anche navi da carico.

In definitiva non trovano nessun riscontro le richieste dei cittadini:

1) evitare ulteriori scavi che inevitabilmente produrranno nuovi gravissimi danni idraulici alla Laguna;

2) allontanare dalla Marittima le navi più grandi;

3) definire un limite dimensionale per le navi che entrano in Laguna;

4) definire il numero massimo di transiti nelle acque lagunari.

Siamo davanti a scelte che favoriranno un ulteriore sviluppo della portualità dentro la Laguna per buona pace della sua salvaguardia ambientale.

Ancora una volta la politica nazionale risponde esclusivamente a logiche economiche trascurando totalmente gli aspetti ambientali così cari ai cittadini.

Siamo certi che ora si apriranno nuovi scenari visto che la comunità veneziana in questi ultimi anni ha raggiunto la consapevolezza che i cittadini devono occuparsi in prima persona del proprio territorio.

VAS sarà ancora una volta al fianco di chi si oppone alla distruzione del patrimonio ambientale e paesaggistico nazionale.

 

Guido Pollice

Presidente Verdi Ambiente e Società (VAS)

Dario Vianello

Responsabile del Circolo Territoriale VAS di Venezia

 

 

 

 

 

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