I Lunedì di Pollice. Puntata n. 27

Frane e alluvioni sono fenomeni ben noti e ogni anno si ripetono con drammatica regolarità, provocando vittime e danni ingenti.

I costi ambientali, sociali ed economici sono elevatissimi. A questi problemi aggiungiamo che da qualche decina d’anni abbiamo dimenticato i sottosuoli a da Roma, Milano, Palermo a Napoli. Federconsumatori Lazio ha censito a Roma ben 60.000 buche.

Le attività umane che vi contribuiscono: la deforestazione, l’eccessivo consumo di suolo e la cementificazione.

È quello che è successo, in Liguria, a Genova, dove diversi torrenti sono stati a tratti tombinati, cioè coperti di cemento e costretti a scorrere dentro delle tubature.

Alcune case si trovano proprio sopra i torrenti e nel loro alveo.

Basta che una piena improvvisa crei un tappo di rami e detriti, per far finire sott’acqua interi quartieri della città.

Come è accaduto in Sardegna nella zona di Olbia, che rivive periodicamente l’incubo delle alluvioni.

L’impermeabilizzazione del suolo nelle aree urbane è un altro fattore di rischio, (come accaduto a Livorno) perché l’acqua non può penetrare nel terreno e tende a ruscellare, provocando allagamenti.

Altro aspetto gli incendi estivi rendono fragili i terreni collinari che con i nubifragi vengono a valle come successe a Sarno.

Consumo del suolo: in Italia nel 2016 sono stati costruiti 17 000 nuovi immobili abusivi, in media circa 46 al giorno.

L’82% dei Comuni italiani, e 5,8 milioni di persone.

Le regioni più colpite sono Campania, Calabria, Piemonte, Sicilia e Liguria.

In Italia sono a rischio 6250 scuole, 550 ospedali e circa 500 mila aziende.

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