Umbria, il Monte Peglia ottiene il titolo di riserva dell’Unesco: “Un sogno diventato realtà”

 

Dopo due anni di duro lavoro la riserva naturale del Monte Peglia, in Umbria, ha ottenuto il titolo Mab Unesco (acronimo di Man and the biosphere), il riconoscimento internazionale per la biodiversità.

Un risultato brillante frutto dell’impegno e della tenacia di un comitato di cittadini, che hanno lavorato senza sosta, dal basso e senza fondi o appoggi politici, per conseguire il prestigioso attestato.

Che, di per sé, non porta direttamente soldi in cassa, ma regala al comprensorio che lo ottiene un marchio di qualità che potrebbe rendere più facile l’accesso ai fondi europei per lo sviluppo. 
E così quest’area incontaminata nel cuore dell’Umbria, già martoriata dal terremoto e ansiosa di ripartire, ha visto premiati i suoi sforzi.

A prendere la decisione è stata la trentesima sessione del Mab-Icc (il Consiglio del Programma internazionale uomo e biosfera dell’Unesco), che si è tenuto a Palembang, in Indonesia a fine luglio.

Insieme al sito umbro sono state proclamate anche altre due località del Belpaese: Ticino Val Grande Verbano e Valle Camonica-Alto Sebino. 

Salgono così a 18 in Italia le riserve Unesco, che ha avviato il progetto Mab nel 1971 per promuovere un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile.

Il comprensorio del Monte Peglia è un’ampia zona vulcanologica e forestata, situata nel territorio del comune di San Venanzo, proprio in mezzo alla regione già centro dell’Italia.

La vetta umbra fa parte di un gruppo di rilievi che dividono il territorio di Orvieto dalla valle del Tevere.

Grazie alla sua posizione isolata, si è trasformata in un’area rifugio per molte specie biologiche rare e in via d’estinzione.

È un sogno diventato realtà – dice Francesco Paola, avvocato e presidente del comitato cittadino Monte Peglia per Unesco –  il nostro non è un movimento politico ma culturale, nato dal basso ma inclusivo e aperto a tutti, volto alla diffusione di modelli sostenibili e che punta ad espandersi innanzitutto nelle regioni vicine, penso alle Marche e alla Toscana.

Dopo questo traguardo pensiamo a programmare il futuro dell’area. Il nostro obiettivo è che questa ampia zona forestata al centro dell’Italia sia un ponte tra riserve naturali italiane ed europee, un crocevia di dialogo e di coesione di diritti universali, un luogo di riflessione e di ricerca sul governo delle crisi e delle emergenze climatiche, un incubatore di tante opportunità per giovani“. 

Al fianco del comitato promotore del Monte Peglia si sono schierati l’Agenzia forestale della Regione Umbria, l’Arci caccia, l’Associazione italiana guide escursionistiche, i comuni di San Venanzo, Orvieto, Parrano e Ficulle,  l’associazione culturale Umbrò.

Inoltre grande apprezzamento è arrivato dai vertici dei carabinieri forestali, mentre è stato stipulato un importante protocollo cooperativo con la provincia autonoma di Bolzano.

 

(Articolo di Monica Rubino, pubblicato con questo titolo l’11 agosto 2018 sul sito online del quotidiano “la Repubblica”)

 

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