L’inquinamento da anidride carbonica minaccia anche il cibo

 

NON SOLO effetto serra, aumento delle temperature, desertificazione e innalzamento del livello dei mari.

L’inquinamento da anidride carbonica, se dovesse continuare a crescere – come purtroppo dicono le previsioni – renderà più poveri i raccolti agricoli, in termini di nutrienti in essi contenuti.

Il che avrà certamente un impatto negativo sulla salute umana.

A lanciare l’allarme, sulle pagine della rivista Nature Climate Change, sono Matthew Smith e Samuel Myers, scienziati in forza, rispettivamente, al Department of Environmental Health della Harvard Chan School of Public Health di Boston e allo Harvard University Center for the Environment di Cambridge: stando alle loro previsioni, l’aumento di concentrazione di CO2 in atmosfera farà sì che, entro il 2050, 175 milioni di persone in più rispetto a oggi soffriranno di carenza di zinco, e 122 milioni di carenza di proteine.

  • UNO SCENARIO INFAUSTO

A guardare le ultime stime del Noaa, l’ente americano preposto, tra le altre cose, al monitoraggio del clima e dell’inquinamento atmosferico, c’è poco da star sereni.

Il livello medio di anidride carbonica in atmosfera nel 2017 era di 405 parti per milione, il più alto (a quanto ne sappiamo) degli ultimi 800mila anni.

L’unico momento in cui i livelli di anidride carbonica in atmosfera sono stati più alti di quelli attuali è stato oltre tre milioni di anni fa, quando la temperatura era più alta di 2-3 gradi centigradi rispetto a quella dell’era pre-industriale e gli oceani erano circa 20 metri più alti rispetto a quanto lo siano oggi.

Le previsioni non lasciano ben sperare: se le emissioni di natura antropica (ovvero quelle dovute all’attività umana sulla Terra) non si ridurranno drasticamente, i livelli di anidride carbonica potrebbero toccare quota 800 parti per milione entro il 2100.

Con il conseguente (e catastrofico) aumento di 4 gradi centigradi delle temperature medie del nostro pianeta.

  • COSA SUCCEDE AI RACCOLTI

Nel loro studio, come accennato, gli autori si sono concentrati sull’effetto che l’aumento di anidride carbonica ha sulla qualità dei raccolti agricoli.

I livelli di anidride carbonica in atmosfera – spiegano – supereranno le 550 parti per milione nei prossimi 30-80 anni.

È già stato osservato che molti raccolti alimentari cresciuti con questi livelli di concentrazione di anidride carbonica hanno un contenuto di proteine, zinco e ferro inferiore del 3-17% rispetto a quelli che crescono alle concentrazioni attuali”.

Gli scienziati hanno analizzato l’impatto dell’anidride carbonica sui raccolti – e quindi sulla dieta – di 151 paesi del mondo, per un totale di 225 diversi alimenti, usando un modello che tenesse conto della distribuzione demografica e delle disponibilità alimentari dei diversi paesi.

  • CIBO PIÙ POVERO PER TUTTI 

Stando alle previsioni degli scienziati, l’aumento dei livelli di anidride carbonica impoverirà i nostri piatti.

E non di poco: “Stimiamo che entro il 2050 l’1,9% in più della popolazione mondiale, rispetto a oggi (corrispondente a circa 175 milioni di persone), soffrirà di carenza di zinco.

L’1,3% in più di carenza di proteine.

E circa un miliardo e mezzo di bambini sotto i 5 anni e donne in età da allattamento vivranno in regioni che identifichiamo ad alto rischio per carenza di ferro – ossia in cui si registrerà un calo del 4% nell’apporto di ferro dagli alimenti e, di conseguenza, un aumento del 20% della prevalenza delle anemie”.

Piove sul bagnato: le regioni in cui l’effetto si farà sentire più forte, sempre stando agli autori del lavoro, saranno quelle la cui popolazione già soffre di malnutrizione, tra cui Africa e Sudest asiatico.

 

(Articolo di Sandro Iannaccone, pubblicato con questo titolo il 27 agosto 2018 sul sito online del quotidiano “la Repubblica”)

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