Abusivismo: un affare senza fine e un territorio devastato

 

Questa casa è stata fotografata da me domenica mattina mentre facevo una passeggiata.

Si trova immediatamente sotto la via che porta ai Camaldoli a fianco ad un antico sentiero demaniale orrendamente devastato dagli interventi voluti da Gennaro Cinque qualche anno fa, come si può vedere nella foto in cui ci sono ancora gli alberi e che  unisce via Alberi  a via Camaldoli.

Scattai queste foto che vedete e pensai all’ennesimo abuso.

Poi ho appreso della denuncia alla forestale fatta dal WWF e dell’intervento dei carabinieri per sequestrare la costruzione.

Fui colpito dallo sbancamento di alberi, e dall’allargamento del sentiero che finiva in un terrapieno sul cui bordo era stato ammonticchiato il materiale di risulta, pronto a scivolar giù per via Alberi ad una prima pioggia. 

Ritornai indietro e nello scendere il sentiero dall’erba fuoriuscivano orribili tubi di plastica come serpenti decapitati.

Pensai alla violenza e agli abusi che a centinaia sono stati fatti e continuano ad essere fatti su questo nostro territorio e alla sciatta incuria nella quale vengono poi lasciati i luoghi sottoposti a questi interventi.

Le sciagure non lasciano memoria, non insegnano niente, le frane, gli smottamenti: quel l’allargamento su suolo demaniale e quel terrapieno, eseguiti da imprese che sono ormai specializzate in abusivismo, senza ingegneri ma con capimastro faciloni che chiedono il doppio dei soldi per eseguire lavori che devono essere finiti nel giro di un giorno e di una notte, forieri di arricchimenti facili, sono sempre le stesse, sono quelli che avevano fatto i lavori prima e continuano a fare questi adesso.

Tutto ciò dovrebbe far pensare.

Il manufatto abusivo è sul limite tra i comuni di Meta e Vico Equense, anzi è in territorio comunale di Meta. 

Facevo una passeggiata e fotografai perché pensavo di scrivere quest’articolo, poi il WWF ha fatto la denuncia, e i Carabinieri il sequestro, stamani il tutto era  anche un articolo su Il Mattino.

 

(Articolo di Franco Cuomo, responsabile del Circolo Territoriale di Vico Equense “Giovanni Esposito”, pubblicato con questo titolo il 4 settembre 2018 sul blog “Cronache da Agharta”)

 

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