Emergenza primati, il 55% minacciato di estinzione

 

Africa, Asia e America sono i continenti che ospitano tutte le specie di primati esistenti al mondo e di cui il 55% è classificato come “minacciato” di estinzione dalla Lista Rossa Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura).

A tratteggiare la “geografia dell’estinzione” dei componenti della famiglia dalla quale proveniamo è Brice Lefaux, primatologo dell’Associazione Europea Zoo e Acquari, all’apertura dei lavori del 9/o Convegno Nazionale della Ricerca nei Parchi in corso al Parco Natura Viva di Bussolengo sino a domenica 7 ottobre.

C’è un’emergenza nell’emergenza – spiega Lefaux – perché nell’ambito della sesta estinzione di massa delle specie animali, stiamo vivendo una vera e propria ‘crisi dei primati’, animali che vivono solo nella fascia tropicale del mondo, proprio dove le due maggiori cause di scomparsa si accaniscono con maggiore forza: la deforestazione sta sottraendo loro l’habitat e il commercio illegale li strappa alle popolazioni che ancora sopravvivono“.

Ed è in Sudamerica e Africa che tra il 2000 e il 2010 si è registrata la maggiore perdita netta di foreste, rispettivamente con 4 e 3,4 milioni di ettari, ricorda il Parco natura Viva.

Mentre si stima che il commercio illegale sia il terzo mercato nero al mondo, dopo quello della droga e delle armi.

Nella lista delle 25 specie di primati più minacciate al mondo – continua Brice Lefaux – la maglia nera va proprio all’Africa, con 11 specie elencate.

Alcune iconiche come il gorilla di montagna o il lemure catta, altre ancora semi-conosciute per il pubblico (e a volte anche per la scienza) come l’aye aye o il galagone.

Segue poi a stretto giro l’Asia con 9 specie, tra le quali l’orango del Borneo, il gibbone di Hainan e il presbite dorato, che annovera le zone più critiche in Indonesia e Vietnam.

In ultimo il centro e sud America, con 5 tra le 25 specie più minacciate del globo, tra le quali due specie di scimmie ragno“.

E conclude: “Oggi vivono più lemuri catta nei parchi zoologici del mondo che nelle foreste in Madagascar“.

Se le attività umane non invertono la tendenza, i parchi zoologici rimarranno anche l’unica speranza per molti altri primati.

(ANSA del 5 ottobre 2018, ore 19:20)

 

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