Piano aree naturali protette: verso eliminazione del silenzio assenso

 

Le modifiche all’art. 7 prevedono il parere espresso del Consiglio regionale.

13/03/2019 – La commissione Agricoltura e ambiente, presieduta da Valerio Novelli (M5S) ha espresso parere favorevole condizionato, alle modifiche all’art. 7 della legge n. 116 del 2019, apportate dalla commissione bilancio, ai sensi del Regolamento dei lavori del Consiglio regionale, concernente “Disposizioni finanziarie di interesse regionale e misure correttive di leggi regionali varie“.
In sostanza, nelle osservazioni apportate all’art. 7 il piano delle aree naturali protette della Giunta regionale, non si intende più approvato entro tre mesi per effetto del silenzio assenso ma prevede un termine per il parere espresso dall’aula.

Infatti, nell’articolo modificato si legge: “previo esame da effettuarsi entro tre anni da parte della struttura regionale competente in materia di aree naturali protette, la giunta regionale entro tre mesi dal ricevimento dell’atto conclusivo di tale esame apporta eventuali modifiche ed integrazioni, pronunciandosi contestualmente sulle osservazioni pervenute e ne propone al Consiglio regionale l’approvazione.

Trascorsi tre mesi dall’assegnazione della proposta di piano alla Commissione consiliare competente, la proposta è iscritta all’ordine del giorno dell’aula secondo il regolamento del Consiglio regionale.

Il Consiglio regionale si esprime sulla proposta entro i successivi 120 giorni”.

La proposta di legge si compone di 8 articoli e reca disposizioni in materia di carattere finanziario, è infatti attualmente in esame in commissione bilancio.

Erano presenti: Laura Cartaginese (Forza Italia), Rodolfo Lena (PD), Daniele Ognibene (Liberi e uguali nel Lazio), Gaia Pernarella (M5S), Gianluca Quadrana (Lista civica Zingaretti).

A cura dell’Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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N.B. – La  non meglio precisata “legge n. 116 del 2019” altri non è che la Proposta di legge n. 116 del 21 febbraio 2019, che la Giunta Regionale ha deciso di adottare con  deliberazione n. 92 del 19 febbraio 2019 e che all’art. 7 prevede 2 piccole correzioni al 3° comma dell’art. 8 della legge regionale n. 20/1997 e la abrogazione del corrispondente passo dell’art. 5 della legge regionale n. 7 del 22 ottobre 2018, di cui il Governo ha impugnato diversi commi presso la Corte Costituzionale anche per merito della associazione VAS che ha rilevato i loro vizi di legittimità.

Fra le disposizioni impugnate dal Governo c’è anche la formazione del silenzio-assenso per l’approvazione definitiva dei Piani di Assetto dei parchi e delle riserve istituite dalla Regione Lazio.

La Commissione Agricoltura e Ambiente cerca in tal modo di evitare la sentenza a tal riguardo della Corte Costituzionale, senza essersi accorta o avere considerato che i Piani di Assetto, quand’anche regolarmente approvati dal Consiglio Regionale, non valgono comunque nulla perché da essi può derogare qualunque Piano di Utilizzazione Aziendale (PUA) ogni volta che ne ravvisi la necessità.

 

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