La Regione Liguria vuole cambiare (in peggio) la legge sui Parchi

 

Oggi il Consiglio Regionale della Liguria continua la discussione sul “Disegno di legge 210: Modifiche alla legge regionale 22 febbraio 1995, numero 12 (Riordino delle aree protette) e alla legge regionale 10 luglio 2009, numero 28 (Disposizioni in materia di tutela e valorizzazione della biodiversità)”.

Altri due punti all’ordine del giorno riguardano la mozione “Proposta al Consiglio regionale Assemblea legislativa della Liguria di approvazione di una modifica alle Norme di attuazione del Piano del Parco di Montemarcello Magra Vara ai sensi dell’articolo 18 della legge regionale 12/1995 (Riordino delle aree protette)” e quella presentata dal Movimento 5 Stelle sulla “trasformazione del Parco regionale Montemarcello Magra in Parco interregionale Liguria-Toscana”.
Il Wwf Italia rivolge un appello ai consiglieri regionali della Liguria chiedendo di «rivedere i contenuti del disegno di legge regionale sulle aree protette della regione che, come hanno già evidenziato le rappresentanze regionali delle associazioni ambientaliste e Federparchi presenta diverse criticità dalla soppressione delle attuali 42 aree protette locali (che fanno parte del PTC Piano territoriale di Coordinamento) in provincia di Savona, la rinuncia all’istituzione del Parco regionale del Finalese oltre alla riduzione della perimetrazione dei parchi regionali liguri esistenti.

Tra l’altro per diverse ragioni il testo in discussione presenta alcuni elementi che potrebbero spingere il Governo ad impugnarla davanti alla Corte costituzionale».

Secondo il Wwf, «la complessità del provvedimento e l’importanza dell’argomento trattato che ha conseguenze immediate sulla natura protetta e sul capitale naturale di una regione fragile come la Liguria, merita un maggior approfondimento e un maggior coinvolgimento di tutti i soggetti che quotidianamente operano per difendere la natura.

I parchi sono un fondamentale presidio del territorio ancor più in una regione come la Liguria che è drammaticamente colpita da problemi di dissesto idrogeologico.

È noto, infatti, che l’assenza di gestori di parchi e aree protette aumenta i rischi di cementificazione e quindi di consumo del suolo e diminuisce la tutela dei sistemi naturali che sono essenziali nella prevenzione delle frane e smottamenti che, già in passato, hanno creato seri danni alle popolazioni locali».
Il Panda ricorda che «la partita della conservazione della natura in Liguria ai gioca anche con l’istituzione del Parco Nazionale di Portofino che, invece, per molteplici motivi, continua ad essere fermo al palo.

Le aree naturali protette possono rappresentare un modello di sviluppo sostenibile solo se dotate di perimetrazioni e strutture adeguate.

La valorizzazione dei prodotti tipici locali così come l’attrattività turistica sono intimamente legate al mantenimento delle risorse naturali che di quella valorizzazione e di quella crescita sono il fondamento».
Il Wwf Italia chiede quindi ai consiglieri regionali e alla Giunta della Regione Liguria di «non procedere all’approvazione del testo attualmente in discussione e di riaprire la discussione su un provvedimento vitale per la natura protetta ligure».

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 9 aprile 2019 sul sito online “greenreport.it”)

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