La senatrice Cattaneo ancora contro il biologico. Tre deputate: «Ha mai conosciuto il bio?»

 

«Cara senatrice Cattaneo, riponga l’ascia di guerra e venga a visitare un’azienda biologica», questo è il succo del videomessaggio che la portavoce della Campagna Cambia la Terra, Maria Grazia Mammuccini, e la prima firmataria della proposta di legge sul biologico approvata dalla Camera Susanna Cenni (Pd), Sara Cunial (M5S) e altre due protagoniste dell’iter di approvazione e delle mozioni parlamentari in appoggio all’agricoltura biologica: Sara Cunial (M5S) e Rossella Muroni (Leu), hanno inviato alla senatrice a vita Elena Cattaneo per invitarla a conoscere da vicino la realtà del biologico e dell’agroecologia, più volte pubblicamente definita dalla professoressa «una truffa».

Stigmatizzazione che si è regolarmente ripetuta, da parte della professoressa, anche questa volta, dopo aver ricevuto l’invito si è scagliata contro il biologico.

Cambia la Terra fa notare che «proprio mentre la fiducia dei consumatori e l’orientamento del mercato determinano un successo e una crescita costante a doppia cifra del settore del biologico, la senatrice non perde occasione per mettere in discussione bontà e pratiche dell’agroecologia, spingendosi ad accusarla di essere potenzialmente più inquinante dell’agricoltura che fa uso di chimica di sintesi».

Da dove nasce questo accanimento?

«Francamente non capiamo», dicono Mammuccini, Cenni, Cunial e Muroni  e per questo hanno deciso di scrivere, in una lettera inviata alla Cattaneo: «Apprezziamo molto il lavoro di ricerca sulle staminali della senatrice Cattaneo ma visto che le competenze scientifiche della professoressa Cattaneo sono di altro genere, perché intraprendere una vera e propria battaglia contro il biologico?

Ha mai incontrato i coltivatori?

Ha mai voluto conoscere la realtà produttiva e le scelte ambientali e tecniche che coinvolgono 70mila aziende e che costituiscono un tassello importante dell’economia del Paese e un fiore all’occhiello del made in Italy?»

Nel loro videomessaggio, le tre deputate e la portavoce di Cambia la Terra, sottolineano: «Gli scienziati sono animati da curiosità, allora  la senatrice si faccia guidare da questa inclinazione e venga a confrontarsi con noi, in una delle tante realtà biologiche italiane.

E visto che il patrimonio enogastronomico è un tesoro prezioso che appartiene a tutti noi, dialogo e confronto saranno ancora più piacevoli se preceduti da una esperienza sensoriale».

Per questo nei giorni scorsi Cenni, Cunial, Muroni e Mammuccini hanno fatto recapitare alla senatrice, assieme all’invito, anche un cesto con tutto il necessario per preparare un primo piatto rigorosamente bio. 

Un invito che ha spinto la senatrice Cattaneo a scagliarsi nuovamente contro il mondo del biologico, ancora una volta descritto come una potente lobby, interessata solo al profitto.

C’è di più perché, secondo la professoressa, nel pacco recapitatole i prodotti erano tutti troppo costosi.

Costava troppo la bottiglia d’olio, costavano troppo il vino, la passata di pomodoro, la pasta e tutto il resto.

Ma le 4 signore che avevano inviato il regalo evidentemente non gradito fanno notare alla Senatrice a vita che «dietro alla raccolta delle olive o dell’uva c’è tanto lavoro, noi pensiamo che vada riconosciuto e remunerato.

Evidentemente la professoressa Cattaneo la pensa diversamente».

Cambia la Terra fa notare che «proprio in queste settimane i membri della commissione Agricoltura del Senato hanno iniziato a discutere del progetto di legge sul biologico, approvato dalla Camera il 12 dicembre scorso.

Dunque, con la politica che si appresta a decidere su un tema tanto importante dal punto di vista economico, ambientale e sanitario, il confronto tra il mondo del biologico e i “bio-scettici” appare ancora più interessante».

La campagna Cambia la Terra e le tre parlamentari hanno proposto alla senatrice una visita a una importante realtà del biologico per il 15 aprile prossimo. 

Se la ricercatrice accetterà l’invito avrà quattro ospiti d’eccezione pronte a mostrarle una delle tante, serie, innovative e riconosciute aziende biologiche italiane.

Per finire, Cambia La Terra fa una breve storia degli  attacchi al biologico da parte della senatrice: «Una battaglia a suon di articoli, lettere aperte, comunicati e documenti pubblicamente sottoscritti vede il mondo del biologico e sostenitori della chimica ‘costi quel che costi’ su due sponde che si contrappongono.

Gli ultimi nove mesi sono stati scanditi da diverse tappe che hanno visto la senatrice a vita Elena Cattaneo (farmacologa ed esperta di cellule staminali) in prima linea nell’attaccare l’agroecologia.

Con argomenti che non ci hanno mai trovato d’accordo, ma che hanno avuto una forza di fuoco non indifferente: balza agli occhi la sproporzione di mezzi tra quella che lei ha definito “la potente lobby del biologico” e la quantità di media che hanno ospitato in primo piano i suoi articoli».

La Coalizione ricorda i principali:

Luglio 2018: Articolo su D: Elena Cattaneo sostiene che il biologico fa bene solo ai produttori. Risponde Maria Grazia Mammuccini con un articolo su Cambia la Terra

Novembre 2018: Ancora Elena Cattaneo su Il Messaggero.

La replica di Cambia la Terra.

Nel frattempo, il botta e risposta con Michele Serra.

Una nuova replica su Cambia la Terra

Gennaio 2019: Il 9 gennaio 2019 un gruppo di 213 scienziati scrive una lettera ai membri del Senato per sottolineare la scarsa produttività del sistema biologico e la sua sostenibilità ambientale.

Lo scorso 30 gennaio il programma di Corrado Augias, “Quante storie”, in onda quotidianamente su Rai 3, ospita la professoressa Elena Cattaneo che approfitta della platea per ribadire che il biologico non è certo una soluzione.

Febbraio 2019: Il dibattito tra pro e contro il biologico si arricchisce poi di un altro capitolo quando il “Corriera della Sera” del 9 febbraio pubblica un articolo dal titolo “Gli scienziati in difesa del bio basta battaglie ideologiche tutela i terreni e l’ambiente”.

Si tratta di una lettera aperta sottoscritta da un gruppo di 53 docenti che ribadisce la validità del metodo biologico.

Tra i firmatari Claudia Sorlini, già preside della Facoltà di Agraria della Statale di Milano.

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 9 aprile 2019 sul sito online “greenreport.it”)

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