Aree protette romane, un’attesa lunga 20 anni

 

Una accorata lettera aperta al Presidente Zingaretti.

Questa è l’ennesima azione che alcuni imprenditori, agricoltori, ambientalisti, e semplici cittadini hanno intrapreso per chiedere l’approvazione dei piani di assetto dei Parchi.

Con la consueta formula del “Gentilissimo Presidente”, i firmatari iniziano la missiva esprimendo il loro forte malumore in merito alla situazione di declino istituzionale e di ristagno funzionale in cui ormai da anni versano le aree protette regionali del Lazio.

Un tema riportato per l’ennesima volta che segue altre richieste rivolte in altre sedi, anche al ritorno della democrazia nei consigli direttivi degli enti parco, che non si riuniscono dal lontano 2010 per la mancanza della nomina dei consiglieri.

E’ di tutta evidenza, proseguono i firmatari, che “la mancanza dei piani d’assetto ha ottenuto un effetto devastante per la nostra economia condannandoci da oltre 20 anni all’immobilità e all’impossibilità di apportare anche le più semplici migliorie ai nostri beni e al contempo impedendo di fatto la fruibilità in queste aree così importanti per chi abita nelle zone periurbane di Roma.

Nel concreto i piccoli imprenditori, gli agricoltori, i cittadini autori della lettera, ribadiscono le loro ragioni per le quali “tale situazione, che oramai va avanti da due decenni, non ci ha consentito di lavorare e di impostare soluzioni che avrebbero potuto essere un volano per uno sviluppo sostenibile dei parchi, per la conservazione e valorizzazione ambientale, la fruibilità pubblica dando certezza ai nostri investimenti.

La situazione economica locale e nazionale non incoraggia di certo gli investimenti e la mancata approvazione dei piani danneggia ulteriormente chi vive o lavora nelle aree più pregiate della Regione Lazio.

Le richieste quindi sono di procedere velocemente ad un concreto cambiamento nell’azione di governo regionale.

Un intervento chiaro, preciso, e mirato volto ad imprimere quella velocizzazione necessaria alla definizione e all’approvazione dei piani di assetto, in particolar modo di quei parchi che ricadono nell’area metropolitana di Roma quali Decima Malafede,  Marcigliana, Veio, Bracciano Martignano, Acquafredda, Valle dell’Aniene, Castelli Romani e Laurentino.

Anche perché il ritardo su queste tematiche è incomprensibile.

Infatti nelle due legislature di marca zingarettiana, sono diventati legge regionale solamente due piani di assetto, di cui uno solo approvato per volontà diretta del consiglio regionale, quello della Valle dei Casali, mentre il piano del Parco dell’Appia Antica è arrivato solo a seguito di una diffida da parte del Tribunale Amministrativo.

Tra i firmatari della lettera molti operatori e aziende agricole di Decima Malafede,  Veio, Bracciano, Acquafredda e l’associazione Forumambientalista.

(Articolo pubblicato con questo titolo il 17 aprile 2019 su “Cinque Quotidiano”)

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N.B. – Prima della entrata in vigore del D.Lgs. n. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), che ha introdotto l’obbligo di sottoporre i Piani di Assetto delle aree naturali protette al procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) sono stati adottati i Piani di Assetto delle riserve naturali regionali di Laurentino Acquacetosa (30 luglio 2001), di Decima Malafede (25 novembre 2002),  Marcigliana (10 febbraio 2003), Acquafredda (3 marzo 2003) e  Valle dell’Aniene (24 marzo 2003).

Ai sensi del comma 5-bis dell’art. 26 della legge regionale n. 29/1997 “il piano dell’area naturale protetta è aggiornato almeno ogni dieci anni.

Agli aggiornamenti ed alle variazioni del piano si provvede secondo le procedure previste dal presente articolo per la sua adozione ed approvazione”.

La suddetta prescrizione non è stata a tutt’oggi rispettata.

Dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 152/2006, è stata emanata la Circolare sulla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) con prot. n. 4492 del 19 febbraio 2010 che dispone che “i Piani delle aree Naturali Protette adottati prima del 123 febbraio 2008, in controdeduzione, controdedotti o in corso di istruttoria presso Ufficio Piani del Ruolo Unico, in considerazione dello stato di avanzamento del loro iter, che non consente l’adeguato svolgimento delle procedure di VAS, devono in alternativa integrare il Piano dell’Area Naturale Protetta con la predisposizione di adeguare misure per il monitoraggio ambientale del Piano“.

Anche la suddetta Circolare, tuttora valida, non è stata tenuta nella benché minima considerazione.

Nella più completa ignoranza dell’obbligo di legge sono stati poi adottati dai Consigli Direttivi una serie di Piani di Assetto senza sottoporli nemmeno a Valutazione Ambientale Strategica (VAS): è successo ad esempio per il Parco dei Castelli Romani (21.5.2009), per il Parco di Veio (9.12.2009) e per il Parco di Bracciano-Martignano (20.8.2010).

Solo dopo, con atti successivi considerati “legittimi” dalla Giunta Regionale, i tre suddetti Piani di Assetto sono stati sottoposti ad una procedura che è l’esatto opposto Valutazione Ambientale Strategica, perché sono stati adottati i Rapporti Ambientali che a monte dovrebbero dettare le linee guida per la redazione  dei piani e che invece hanno avallato le scelte già fatte, che specie per Veio prevedono una edificabilità massiccia dove invece è addirittura vietata in tutto o in parte sia dal Piano Territoriale Paesistico (P.T.P.) che dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.)

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

 

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