Con i cambiamenti climatici salgono anche le temperature dei mari italiani

 

Da qualsiasi angolazione li si osservi e misuri, i cambiamenti climatici stanno già oggi cambiando volto all’Italia, su terra come sui mari.

Il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) riporta come alcuni ricercatori di Ispra abbiano preso in considerazione uno degli indicatori fondamentali per gli studi di climatologia marina, la temperatura superficiale del mare (Sea surface temperature – Sst) registrando trend di temperatura «positivi e statisticamente significativi» per tutti i mari studiati nell’occasione, ovvero Mar Adriatico, Mar Ionio e Mar Tirreno.

Le osservazioni sistematiche delle temperature nei mari italiani sono iniziate nei primi anni del 900 e , come spiegano i ricercatori, «le serie delle anomalie medie annuali (cioè delle differenze tra il valore di ciascun anno e il valore normale di riferimento 1961-1990), dal 1961 al 2016, mostrano anomalie quasi sempre positive a partire dalla fine degli anni ’90 per tutti e tre i mari, con i valori più elevati nel 2015 e nel 2012».

Più nel dettaglio, le stime del rateo di variazione «mettono in evidenza un trend di +0,17± 0,03 °C/10 anni per i mari Adriatico e Ionio e una stima leggermente inferiore per il Mar Tirreno (+0,13± 0,03°C/10 anni)».

Si tratta di un’altra importante tessera del puzzle che va a comporre il quadro delle nostre conoscenze sull’impatto dei cambiamenti climatici nel nostro Paese, già ampiamente documentato dalle anomalie termiche registrate sulla terraferma.

Un trend che non si arresta: in Italia sempre l’Ispra stima che l’ultimo anno in Italia sia stato il più caldo da almeno due secoli.

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 3 maggio 2019 sul sito online “greenreport.it”)

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