Zaia: non taglieremo il Parco della Lessinia (ma si confonde con le aree contigue?)

 

Dopo il grande successo della marcia del 26 gennaio per il Parco regionale della Lessinia, il presidente leghista del Veneto Luca Zaia – che dei giorni scorsi giurava di non saperne nulla del progetto di legge presentato dalla Lega Nord e dalla Lista Zaia – cerca di uscire dall’angolo assicurando ora che l’area a parco «non sarà più piccola, ma con il nuovo perimetro potrebbe anzi risultare più vasta di qualche decina di ettari».

Probabilmente Zaia fa il “giochino” di alcuni esponenti della sua maggioranza che confondono le aree contigue con le aree protette, ma le associazioni ambientaliste continuano a dire che in realtà verrebbero tagliati quasi 2.000 ettari di parco, il 18% dell’attuale area protetta.

Nonostante le pressioni, Zaia non sembra voler ritirare la legge e ribadisce che «i nuovi rilievi geostazionari alla base della proposta di legge, non quelli originari fatti su carta, dimostrano che il nuovo perimetro del parco previsto dalla norma non sarà minore dell’attuale, ma potrebbe risultare più vasto di qualche decina di ettari».

Al presidente Zaia risponde la consigliera regionale del PD Anna Maria Bigon: «Dal 2016 la Regione prova a scardinare il Parco della Lessinia, riducendo l’area protetta e il Presidente è sempre lo stesso: Luca Zaia.

Davvero, adesso, vuol farci credere che il nuovo Pdl è farina del sacco di tre Consiglieri leghisti e lui era all’oscuro di tutto?

Va bene credere alle favole, ma questa è una presa in giro.

Dopo la frenata della maggioranza sul Pdl, che necessiterà di un nuovo approfondimento in Seconda commissione. 

La politica della Lega si è sempre caratterizzata per l’ostilità nei confronti delle aree protette, basti pensare al commissariamento dei parchi, alla riduzione dei fondi e adesso al taglio di duemila ettari in Lessinia.

Adesso, dopo una manifestazione a cui hanno partecipato quasi diecimila persone, sembra esserci un cambio di marcia.

Positivo, certo, ma dovuto alla mobilitazione del territorio, non alla volontà di Zaia e dei suoi alleati.

Incluso il gruppo di Fratelli d’Italia che oggi esprime i propri dubbi, ma che in questa come nella scorsa legislatura è sempre stato a fianco del governatore, condividendo ogni sua mossa.

Se la manifestazione di domenica fosse stata un flop, la Lega avrebbe tirato dritto, per la gioia di cacciatori e cementificatori».

E il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco chiede al governatore leghista: «Zaia, sicuro di non volerci ripensare?

Te lo stanno dicendo anche tuoi alleati come il vicepresidente del Consiglio regionale Massimo Giorgetti, perfino uno dei sindaci, quello di Velo Veronese che, secondo la narrazione che altri fanno, sarebbero tutti d’accordo: prima di ridurre il Parco della Lessinia, almeno è il caso di rifletterci bene, di verificare che i problemi di gestione possano essere risolti in altro modo.

Zaia, non ti fidare di chi sembra rispondere, più che alle richieste dei residenti, ad interessi politici ed economici.

Non farti prendere in giro con giochi di parole.

Le “aree contigue” sono semplicemente territori dove si potrà liberamente cacciare e costruire, al di fuori di ogni tutela.

Non vogliamo credere che davvero tu voglia che il Veneto abbia il triste primato di prima regione che per coprire le difficoltà di gestione, riduce i parchi.

Anche tra chi ti sostiene c’è chi se ne sta rendendo conto.

Almeno si verifichi se gli stessi obiettivi possano essere raggiunti con provvedimenti specifici e una revisione delle regole.

Non si tratta di una posizione politica, ma della richiesta delle oltre 7.000 persone che hanno manifestato, accanto ad allevatori, agricoltori e semplici residenti del parco.

Ho fatto richiesta alla struttura regionale, affinché si verifichi se via siano altre strade per affrontare i problemi gestionali: se vi sarà la possibilità di un intervento sul piano ambientale, ovvero il regolamento del parco, senza mettere mano ai confini, la proposta di Zaia dovrà essere subito ritirata.

Non possiamo permetterci uno scempio del territorio, senza aver prima verificato altre soluzioni che permettano di risolvere le criticità che sappiamo esistere, come sollevato degli amministratori».

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 30 gennaio 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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