Roma, cartelloni abusivi mai rimossi (6 anni dopo il Piano)

 

Pericolosi.

Invadenti.

Abusivi.

Eppure tollerati.

Mettono a repentaglio la salvezza del guidatore o inquinano lo scorcio monumentale ma, ciò nonostante, i cartelloni pubblicitari irregolari sono i più inamovibili fra gli (indecorosi) arredi urbani.

Potenza delle lobby commerciali?

Chissà.

Un esposto della consigliera del I municipio, Nathalie Naim, chiede di fare chiarezza, indicando alla Procura la strada da percorrere.

La domanda dalla quale parte la consigliera di centrosinistra, nella sua denuncia, è semplice.

C’era un regolamento comunale — piano regolatore degli impianti pubblicitari — approvato durante la consiliatura Marino (e votato dalla stessa Virginia Raggi, all’epoca all’opposizione) che, oltre a prevedere la rimozione di cinquemila cartelloni abusivi censiti, stabiliva una serie di prescrizioni, compatibili con la sicurezza stradale e con la tutela del decoro urbano, per il rilascio di nuove concessioni.

Ebbene a distanza di sei anni (l’approvazione del piano risale al 2014) «la nuova amministrazione non ha fatto alcuna delibera né gli uffici preposti hanno adottato determinazioni dirigenziali».

Perché?

Per inciso il piano, votato da Marino, era stato adottato anche dal commissario straordinario Francesco Paolo Tronca in seguito alle dimissioni del chirurgo dem. 

Quanto basta, forse, per ipotizzare un’omissione di atti d’ufficio che coinvolgerebbe sia l’attuale livello politico che quello amministrativo.

Scrive la Naim, osservatrice privilegiata della realtà del Centro: «L’inerzia e presunta omissione della amministrazione capitolina pare aver provocato la rinascita del fenomeno cosiddetto “cartellopoli” caratterizzato da svariate centinaia di cartelloni pubblicitari installati abusivamente e non perseguiti nemmeno con un preventivo oscuramento dei manifesti, consentendo in tal modo di continuare un guadagno illecito dal loro sfruttamento».

Nella sua denuncia si legge che «gli impianti pubblicitari censiti nella nuova banca dati sono 27.911 per una superficie di 166.103 metri quadri».

Il cinquanta per cento in più di quanti ce ne sarebbero se fosse applicato il piano regolatore comunale.

Su tutta questa materia pare regnare grande incertezza al punto che «non risulterebbero essere stati perseguiti per di più i numerosi impianti pubblicitari fatti oggetto di accorpamenti e ricollocazioni del tutto illecite».

Ora sta alla Procura, e in particolare all’aggiunto che guida il gruppo dei reati contro la pubblica amministrazione, Paolo Ielo, sciogliere i dubbi posti dalla denuncia della consigliera.

Conclude la Naim: «C’è un enorme lavoro di riordino da fare.

La città ne ha gran bisogno ed è francamente poco comprensibile il fatto che non ci si sia attivati per rimuovere i cartelloni abusivi censiti.

In questo modo si stanno scontentando molti cittadini».

(Articolo di Ilaria Sacchettoni, pubblicato con questo titolo l’8 febbraio 2020 sul sito online del quotidiano “Corriere della Sera”)

 

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