Proteggere le specie migratrici in un mondo in rapida evoluzione

 

Numerose specie di uccelli, pesci e mammiferi migrano lungo rotte fisse alla ricerca di cibo o per raggiungere le aree di riproduzione e il miglior modo per proteggerli in un mondo in rapida evoluzione è al centro della 13esima Conferenza delle parti della Convention on the conservation of migratory species of wild animals (CMS COP13) in corso a Gandhinagar, in India.

La CMS COP13 dà ufficialmente il via a quello che l’United Nations environment programme (Unep) ha definito il “super anno” per la natura e durante il quale si terranno l’ Ocean Summit a giugnoil “nature summit” Onu a settembre e l’UN Biodiversity Conference a fine anno.

Quello in corso in India è un summit che affronta le problematiche colossali di un mondo in cui la minaccia di estinzione riguarda un milione di specie e nel quale però la protezione di animali e habitat non viene intensificata.

La Convention on the Conservation of Migratory Species è la sola convenzione Onu che protegge questi animali e contiene due Annessi: uno che riguarda le specie migratrici minacciate di estinzione, l’altro che elenca gli animali il cui stato di conservazione è sfavorevole e necessita di un’azione internazionale.

Un nuovo rapporto che sarà pubblicato alla COP13 rivela che «nonostante qualche successo, le popolazioni della maggioranza delle specie minacciate coperte dalla Convenzione sono in declino» e 10 nuove specie dovrebbero essere aggiunte alla convenzione, tra le quali l’elefante asiatico, il giaguaro e la grande otarda indiana, che è anche la mascotte della COP13.

Per sottolineare il rischio che corrono le specie migratrici, 12 animali iscritti negli annessi della Convenzione compaiono nell’ultima serie di francobolli dell’Onu sulle specie in pericolo emessa il 17 febbraio.

La segretaria esecutiva della CMS, Amy Fraenkel, ha ricordato che «la COP13 si svolge in un momento critico per la conservazione della fauna, con dei trend al proseguimento della perdita di habitat e del declino delle specie.

La conferenza definirà le azioni necessarie per proteggere meglio le specie migratrici che dipendono dalla cooperazione multilaterale per la loro sopravvivenza».

La CMS COP13, che proseguirà fino al 22 febbraio, ha come tema Migratory species connect the planet and together we welcome them home” perché «queste creature apportano molteplici vantaggi agli esseri umani, come la dispersione dei semi e l’impollinazione, e procurano benefici economici e posti di lavoro» come, per esempio, nel settore turistico.

Aprendo la COP13, il primo ministro indiano Narenda Modi ha sottolineato che «queste specie si spostano tra i Paesi senza passaporto né visto, ma sono dei messaggeri della pace e della prosperità ed è nostra responsabilità proteggerle».

Ma, con il riscaldamento globale e con le condizioni climatiche estreme che stanno diventando la norma, gli animali migratori e i loro ecosistemi sono sempre più colpiti.

I delegati alla CMS COP13 devono esaminare delle misure per attenuare gli impatti di strade, ferrovie e altre infrastrutture sulle specie migratrici, perché «possono ferire o uccidere degli uccelli e altri animali, aumentare l’inquinamento e attraversare gli habitat naturali

Mentre i Paesi si sforzano di impedire che la temperatura mondiale non superi gli 1,5 gradi Celsius, conformemente all’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico, alla CMS COP13 si discute anche dei modi per garantire che la biodiversità e le specie migratrici vengano tenute di conto nelle politiche nazionali per promuovere delle energie rinnovabili che siano “wildlife-friendly”.

Altre deliberazioni che dovrebbe prendere il summit CMS riguardano il rafforzamento delle iniziative contro l’abbattimento e il commercio illecito degli uccelli migratori e azioni mirate contro il commercio di carne di specie selvatiche marine, comprese alcune specie di squali e di razze.

La vice-direttrice esecutiva dell’Unep, capo dell’Unep, Joyce Myusa, ha concluso: «Mentre stiamo affrontiamo la crisi senza precedenti della scomparsa delle specie, il 2020 è un anno importante per intensificare le azioni di conservazione delle specie, proteggere gli ecosistemi e fare dei progressi significativi verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Dobbiamo utilizzare tutte le opportunità che abbiamo e la COP della CMS è una tappa cruciale per permettere alla biodiversità di fiorire in questo pianeta».

(Articolo pubblicato con questo titolo il 18 febbraio 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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