Sequestrato in Costiera sorrentina il maxicomplesso delle case popolari: permessi irregolari

 

I permessi per realizzare quelle opere non sarebbero conformi alle normative urbanistiche: sequestrato un intero complesso edilizio in via di ultimazione.

È accaduto a Sant’Agnello dove la locale sezione di polizia giudiziaria ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza dalla Procura di Torre Annunziata.

A finire nel mirino un ampio comparto edificatorio di «housing sociale» ad iniziativa privata realizzato nel comune della costiera sorrentina, in via G.M. Gargiulo, composto da 53 appartamenti a destinazione residenziale di superficie utile ognuno di circa 76,65 mq, 67 parcheggi pertinenziali interrati, una palestra, una serra didattica e svariati volumi pertinenziali.

Tutto parte – secondo quanto ricostruito dalla Procura – da diverse denunce presentate dall’associazione Italia Nostra e dal Wwf «che segnalavano – scrive in una nota il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata facente funzioni, Pierpaolo Filippelli numerose illegalità amministrative nel procedimento di formazione del permesso a costruire rilasciato alla società SHS srl del responsabile dell’ufficio Tecnico del Comune, tali da rendere l’imponente intervento edilizio in sostanziale contrasto con il piano urbanistico territoriale della costiere sorrentino-amalfitana e con la legge regionale n. 19/09».

«Le doglianze delle associazioni – è scritto ancora nel comunicato – si rivelavano fondate alla luce della decisione della Corte Costituzionale che, sebbene emessa in relazione alla legge regionale n. 15/01 (cosiddetta legge sui sottotetti), si pronunciava in termini generali in ordine alla inapplicabilità delle norme derogatorie della legge 19/09 nei territori sottoposti al piano urbanistico territoriale», rendendo di fatto il piano urbanistico attuativo approvato nel 2015 «non conforme al Put e come tale contra legem».

Il provvedimento cautelare è stato disposto in via d’urgenza, «sussistendo – conclude Filippelli – la concreta e attuale necessità di impedire che i lavori attualmente in corso di esecuzione fossero portati a compimento, con notevole aggravio del carico urbanistico, considerata la natura e l’entità dell’imponente intervento edilizio». 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 18 febbraio 2020 sul sito online del quotidiano “Il Mattino”)

 

 

 

 

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