Perimetrazione del Parco Nazionale del Matese: il Consiglio regionale del Molise smentisce la giunta di centrodestra

 

Nelle settimane scorse l’assessore regionale all’ambiente della Regione Molise, Nicola Cavaliere (Forza Italia), aveva praticamente bloccato l’iter istitutivo del Parco Nazionale del Matese, vantandosi di averlo fatto dopo una concertazione con i sindaci, ma alcuni degli stessi sindaci si erano detti sorpresi da quanto contenuto nella proposta ufficializzata dalla giunta regionale molisana al ministero dell’Ambiente.

Ora la proposta dell’assessore Cavaliere – che era stata subito contestata da Legambiente, da diverse associazioni ambientaliste e dalla Consulta del Matese – è stata sonoramente bocciata all’unanimità dai consiglieri regionali di opposizione e di maggioranza.

Legambiente Molise fa notare che la proposta «era persino in forte contrasto con quanto ipotizzato dalla struttura tecnica che in Regione si occupa di aree protette, che aveva predisposto una perimetrazione diversa da quella ufficializzata dalla Giunta».

Infatti, i Consiglio Regionale del Molise ha approvato all’unanimità la mozione proposta dalla consigliera Micaela Fanelli (PD) con la quale si chiede alla Giunta regionale di centro-destra di riaprire la discussione sul perimetro del versante molisano del Parco Nazionale del Matese per superare quella che Legambiente Molise definisce «l’orribile proposta di perimetrazione della giunta Regionale». C

osì il Consiglio regionale si è riappropriato della programmazione territoriale e della concertazione con enti, associazioni e comitati.

Secondo la Fanelli, si tratta di «un risultato importantissimo e bipartisan che ha accolto la proposta del Partito Democratico. 

Un atto con cui chiediamo, inoltre, che venga istituita in Molise la sede del Parco, nonché sia sostenuta l’adeguata rappresentanza della Regione Molise nel Consiglio direttivo.

Il mio grazie va, quindi, ai colleghi di tutte le forze politiche con i quali oggi è stato possibile scrivere una bella pagina e dare una lezione di contegno istituzionale.

Un passo avanti in direzione della local green economy, ovvero di quelle scelte del territorio in favore di una nuova economia verde che non solo salvaguardi le nostre bellezze ma crei impresa e occupazione.

Ora sono certa che la Commissione lavorerà velocemente e bene.

Infine, il nostro indirizzo e quello dell’Ispra sarà finalmente coincidente, rendendo scorrevole e omogenea l’intera procedura per arrivare velocemente alla funzionalità del Parco».

Legambiente Molise spiega che «il Consiglio regionale ha raddrizzato il tiro sulla perimetrazione, assumendo sulle proprie spalle la corretta competenza sulla pianificazione territoriale e quindi sulle zone escluse e su quelle incluse. 

L’Aula ha scelto di stare dalla parte giusta, con un indirizzo per eliminare le storture relative a esclusioni importanti, come Campitello Matese, l’area di Civita di Bojano, alcune altre aree protette».

Sulla sua pagina Facebook, Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente, commenta: «Grande Micaela Fanelli unica rappresentante del PD del Molise che ha sempre creduto nel Parco nazionale del Matese, ed ha sostenuto l’impegno di Legambiente per l’istituzione dell’area protetta convincendo anche il suo riluttante partito regionale della necessita della nascita del Parco nazionale.

Grazie al suo impegno oggi la politica molisana in consiglio regionale può riprende in mano il percorso per l’istituzione del Parco nazionale e superare la vergognosa perimetrazione proposta dall’Assessore Cavaliere.

Ora si faccia in fretta e si faccia la migliore proposta di parco possibile.

All’assessore Cavaliere non resta che prendere atto che la sua strategia di confondere le idee ai sindaci e alle comunità locali è fallita e, visto che è stato sfiduciato persino dalla sua maggioranza, dovrebbe rimettere il suo mandato così almeno salva la faccia.

Grazie ancora Micaela».

Gli ambientalisti evidenziano che la mozione approvata dal Consiglio Regionale del Molise «impegna il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore all’Ambiente a rivedere la perimetrazione del Parco Nazionale del Matese sul versante molisano, così come prevista dalle D.G.R. n. 558/2020 e 1/2020, quale proposta da sottoporre all’attenzione della commissione consiliare competente, e a modificare o integrare la stessa, a seguito di confronto con Comuni, Enti e associazioni, inserendo nel perimetro l’area di Campitello Matese, e Civita di Bojano, oltre che l’intero territorio delle riserve regionali di Guardiaregia e Monte Patalecchia e dei Torrenti Longano e Longanello, e rafforzando il corridoio ecologico con il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise».

Secondo il direttore di Legambiente Molise Andrea De Marco, «con la mozione approvata finalmente arriva dal Consiglio regionale un segnale politico importante che conferma la giustezza delle posizioni da noi assunte contro l’operato sul Parco della giunta Toma e dell’Assessore Cavaliere in particolare.

Quest’ultimo che, se vuole salvare almeno la faccia, dovrebbe prendere atto della sua personale sconfitta e rimettere il suo mandato.

La votazione all’unanimità dimostra che avevamo ragione a segnalare gli errori presenti nelle due proposte di perimetrazione ufficializzate dalla Giunta regionale.

Errori palesi che non potevano essere nascosti non facendo partecipare le associazioni ambientaliste alla conferenza stampa di presentazione della Perimetrazione o dichiarando che questa fosse stata condivisa con le amministrazioni comunali.

La vicenda dell’esclusione di Campitello Matese dal Perimetro del Parco contro il volere dell’amministrazione comunale dimostra l’approccio sbagliato avuto dalla Giunta in questa faccenda».

Legambiente sollecita la giunta molisana e la maggioranza di centrodestra: «Ora chiediamo che la Commissione consiliare della Regione Molise svolga il compito di revisionare la proposta in maniera rapida per accelerare l’istituzione del Parco Nazionale, anche per non perdere ulteriori risorse economiche straordinarie che il Ministero dell’Ambiente ha già messo a disposizione dei Parchi Nazionali istituiti, come il fondo ETS di 85 milioni di euro per politiche attive per mitigare il cambiamento climatico nei parchi e che per il 2020 sarà raddoppiato, ma anche per inserire i territori molisani del Matese nelle Zone Economiche Ambientali istituite con la recente legge di bilancio che permettono alle imprese che hanno sede nei comuni che hanno conferito il 45% del loro territorio in un Parco Nazionale, di avere finanziamenti fino a 2 milioni di euro per opere compatibili con la mission delle aree protette».

Nicoletti conclude: «Dopo l’importante presa di posizione dei consiglieri regionali del Molise, tocca ora al Ministro Costa prendere finalmente in mano l’istituzione del Parco Nazionale e passare dai proclami ai fatti concreti.

Non deve perdere altro tempo in inutili proclami tipo l’Italia Paese Parco e istituire i parchi e le aree protette, partendo dal Matese che aspetta da 30 anni la sua area protetta.

Il Ministro Costa trasferisca, come prevede la legge, la proposta di perimetrazione e le misure provvisorie di salvaguardia alla Conferenza unificata Stato-città-enti locali per la necessaria condivisione con i sindaci interessati, e lasci perdere le camarille politiche degli amministratori delle due regioni che fino a oggi hanno solo fatto perdere tempo.

Il Matese non può più aspettare ed i sindaci hanno bisogno di sapere con quale normativa debbano confrontarsi per la futura programmazione degli interventi sui territori.

Legambiente quale associazione promotrice del percorso di istituzione del Parco tra le quattro province dei due versanti molisano e campano del massiccio matesino, non farà mancare il suo sostegno e il suo bagaglio di conoscenze – così come ha fatto in tutti questi anni – ai comuni e al Consiglio Regionale, per raggiungere l’obiettivo della nascita del Parco Nazionale».

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 2 marzo 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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