Titoli di efficienza energetica, Utilitalia chiede incontro urgente ai ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente

 

Con una lettera e un documento di analisi indirizzati ai ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente, Utilitalia (la Federazione delle imprese dei servizi pubblici di acqua, ambiente e energia) sottolinea che, «c’è una forte preoccupazione per la tenuta del meccanismo dei Certificati bianchi, uno strumento fondamentale per la promozione dell’efficienza energetica in Italia e, in sostanza, per l’efficientamento dei consumi energetici del settore civile e industriale nostro Paese» e aggiunge che «in assenza di modifiche e quindi di un “riequilibrio” del meccanismo» si prospetta «il rischio che il nostro Paese possa non centrare gli obiettivi Ue».

Si tratta di un forte allarme per il sistema dei Titoli di efficienza energetica – alla base dei Certificati bianchi – che secondo le Utility «attraversa un momento estremamente critico» e per questo «sono necessari “interventi urgenti e soprattutto una prospettiva per indicare una direzione di sviluppo, anche per centrare gli obiettivi previsti dal Piano nazionale integrato energia e clima».

Utilitalia chiede quindi un incontro urgente con il Governo «soprattutto per valutare il percorso da intraprendere, dal momento che in assenza di un intervento efficace sulla normativa vigente, le nostre Imprese si troverebbero nella posizione di dover valutare l’opportunità di non acquistare i Titoli di efficienza energetica ad un prezzo superiore a quello individuato dall’Autorità di regolazione come il corretto valore di riferimento; applicando di fatto il “tetto di spesa” implicitamente suggerito dal decreto ministeriale del 2018 e dalla stessa Arera e continuando a dimostrare in tutti i contesti l’illegittimità e l’irragionevolezza della penalizzazione operata sui soggetti obbligati».

Secondo la Federazione «la situazione di criticità relativa al mercato dei Certificati bianchi non accenna a migliorare ed è destinata a protrarsi”.

Diventa allora necessario un intervento “sul periodo transitorio per evitare perdite economiche per i distributori obbligati e scongiurare una nuova impennata dei prezzi, per via di una liquidità che rimane preoccupante, in particolare per l’anno d’obbligo 2020».

Utilitalia prende spunto dall’andamento dei prezzi di mercato dei Titoli di efficienza energetica e dal differenziale che si è creato con il valore del contributo tariffario riconosciuto ai distributori obbligati e dice che «nel solo anno d’obbligo 2018, tale differenziale ha evidenziato un onere economico complessivo non riconosciuto e non altrimenti recuperabile a carico dei Gestori di reti energetiche per oltre 50 milioni di euro.

E’ per questo che andrebbe messo a punto il meccanismo complessivo alla base del funzionamento del mercato dei Titoli di efficienza energetica e parallelamente andrebbero individuati interventi regolatori per neutralizzare la perdita economica».

Per esempio, Utilitalia ritiene necessario «ripristinare lo spirito originale del meccanismo basato sulla promozione dell’efficienza energetica conseguita e misurata e non sulla preselezione delle tecnologie» e anche «riammettere pienamente al meccanismo, i recuperi termici, il free-cooling, le modifiche di layout impiantistico, il recupero di energia termica da fonte rinnovabile».

E non sarebbe sbagliato «prevedere il rilascio dei Certificati bianchi in caso di interventi di riqualificazione profonda con rinnovo edilizio; e in deroga la possibilità di cumulare i Certificati bianchi con altre detrazioni anche di carattere fiscale, destinate allo stesso progetto.

Inoltre si potrebbe estendere il sistema dei Certificati con un “maggior grado di penetrazione nel settore residenziale, nel terziario, nella Pubblica amministrazione e nei trasporti, dal momento che questi settori sono caratterizzati perlopiù da interventi di efficienza energetica associati a poche tecnologie ad alto grado di replicabilità, e da risparmi relativamente piccoli rispetto all’investimento.

Una penalizzazione che può essere risolta attraverso l’aggregazione di molte unità fisiche (a cura di un unico soggetto che svolge il ruolo di Esco), operando così un effetto scala».

Utilitalia conclude suggerendo che «si potrebbero infine apportare modifiche anche all’ecobonus, come rivedere la soglia di attivazione dello sconto in fattura fissata, con l’ultima legge di Bilancio, a 200mila euro. Mentre con una revisione della soglia si potrebbe avere un elemento utile a un’immediata percezione del beneficio economico legato all’intervento».

(Articolo pubblicato con questo titolo il 6 marzo 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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