End of waste, firmato il decreto per i pneumatici fuori uso. Adesso ne restano 15 in lavorazione

 

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha firmato un nuovo decreto End of waste, che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto per quei pneumatici fuori uso (Pfu) che vengono riciclati divenendo gomma vulcanizzata granulare, da potersi poi impiegare nelle più varie applicazioni: nel settore degli asfalti stradali, dell’impiantistica sportiva, dell’edilizia e dell’arredo urbano, ad esempio.

Ogni anno in Italia arrivano a fine vita circa 400.000 tonnellate di Pfu tra mercato del ricambio e della demolizione veicoli, che finora non avevano come riferimento una normativa End of waste omogenea; presto poter contare su una normativa nazionale – il decreto è stato avviato alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale – eliminerà le incertezze che tutt’ora sussistono e consentirà di superare quelle differenze che, nel regime di autorizzazioni “caso per caso” finora in vigore, potevano anche creare gap competitivi tra impianti di riciclo analoghi ma situati in Regioni o Province differenti.

Grazie alla nuova normativa vengono definite dettagliatamente le tipologie di rifiuti ammessi alle lavorazioni negli impianti, oltre ad un sistema di test e di tracciamento che garantirà qualità e sicurezza delle applicazioni realizzate con l’utilizzo del granulo e polverino da Pfu da parte di un numero sempre crescente di aziende specializzate, a partire dai conglomerati bituminosi: attraverso riferimenti comuni, gli impianti di riciclo avranno quindi la certezza di come verrà inquadrato il materiale riciclato in uscita dall’impianto, e allo stesso tempo le aziende utilizzatrici di granulo e polverino di gomma potranno contare su una certificazione di ogni singolo lotto di materiale che ne garantisce qualità, caratteristiche e sicurezza.

«Siamo molto soddisfatti della firma del decreto – commenta Giovanni Corbetta, direttore generale del consorzio Ecopneus cui fa capo la raccolta e gestione di circa 200mila tonnellate di Pfu l’anno – Oggi vediamo premiati gli sforzi nostri e di tutte le imprese della nostra filiera.

Auspichiamo ora una rapida pubblicazione in Gazzetta ufficiale per dare concreto avvio al nuovo corso».

Nel dettaglio, tra le principali novità operative introdotte troviamo l’obbligo per gli impianti di trattamento di dotarsi di un sistema per il lavaggio dei pneumatici fuori uso in ingresso idoneo ad eliminare le impurità superficiali; l’istituzione di campionamenti e analisi sul materiale riciclato in uscita; la certificazione del produttore su ogni lotto di produzione del materiale riciclato, che nel decreto viene definito non più come gomma riciclata ma “gomma vulcanizzata granulare”.

Il provvedimento, secondo Ecopneus, contribuirà quindi in modo determinante a stabilizzare le attività delle aziende di riciclo e a stimolare un numero sempre crescente di imprese che utilizzano granulo e polverino di gomma.

«Si tratta di un decreto molto atteso dal mondo imprenditoriale – conferma il ministro Costa – In due anni siamo riusciti a portarne a casa due: su pneumatici fuori uso e prodotti assorbenti per la persona.

Firmato questo decreto lavoro al prossimo, quello della carta da macero, che spero di firmare entro la primavera: parliamo di 6 milioni e mezzo di tonnellate su base annua.

Subito dopo, ci sarà quello per i rifiuti da costruzione e demolizione, 51 milioni di tonnellate su base annua» (comprese le terre e rocce da scavo), che rappresentano una fetta preponderante della produzione italiana di rifiuti speciali.

Di fatto però la strada per chiudere il cerchio delle normative End of waste è ancora molto lunga: negli ultimi sette anni sono solo tre i decreti ministeriali finora emanati nel merito (compreso quello sui Pfu), mentre altri 15 risultano ancora in lavorazione.

L’auspicio è che il percorso normativo si faccia davvero più rapido anche per i decreti ancora in attesa, accelerando ancora rispetto a quanto di buono è stato fatto negli ultimi anni (i tre sopracitati decreti ministeriali sono stati firmati rispettivamente nel 2018, nel 2019 e nel 2020).

(Articolo pubblicato con questo titolo il 2 aprile 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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