Incendio nei boschi di Chernobyl: picchi di radiazioni 16 volte superiori alla norma

 

L’allarme lo aveva lanciato il 27 marzo Greenpeace Russia: incendi di torbiere erano in corso un po’ in tutta la Russia europea, con focolai nelle regioni centrali di Jaroslavl, Tver, Mosca, Smolensk, Bryansk, Vladimir, Ivanovo e a nord-ovest del paese nelle regioni di Leningrado, Pskov, Novgorod, Kaliningrad, Vologda. 

Ma quel che più si temeva lo ha confermato il 5 aprile su Facebook il capo del servizio statale di ispezione ecologica dell’Ucraina, Yegor Firsov: «Ci sono cattive notizie: le radiazioni sono al di sopra del normale nel centro antincendio», l’area colpita dall’incendio e dal picco di radiazioni è la foresta intorno alla zona proibita di Chernobyl, dove sorge la centrale dove nel 1986 è avvenuto il peggior disastro nucleare civile della storia.

Ieri notte Firsov ha spiegato che «ivigili del fuoco continuano a combattere il fuoco che ha avuto origine nella zona di Chernobyl. La situazione è difficile.

L’incendio si è diffuso su 20 ettari nell’area di Chernobilsk, ma ha bruciato più di 100 ettari in totale.

Come spesso succede, prima qualcuno aveva dato fuoco all’erba e poi il fuoco si e diffuso agli alberi».

Il video diffuso da Firsov mostra il display di un contatore con valori di radioattività 16 volte superiori alla media, ma il funzionario ucraino dice che il picco riguarda solo l’area incendiata e poi se la prende con i contadini (che nella zona di esclusione non dovrebbero starci, ndr) che dalla primavera all’autunno provocano incendi dolosi e con le basse multe che pagano gli incendiari quando vengono presi: solo 175 uah.

Firsov scrive che «questa barbarie deve finalmente essere fermata. Alla prima riunione del Parlamento, i deputati dovrebbero innalzare in modo significativo le sanzioni per chi appicca un incendio doloso all’erba Per la mancanza della mascherina ora puoi essere punito da 17 mila uah. E per un incendio doloso che può togliere la vita di qualcuno (come di recente a Berdychiv), la sanzione è più misera. Non può più andare avanti così. Le sanzioni per gli incendi dovrebbero essere aumentate di 50-100 volte. Spero che venga votato. Altrimenti, gli incendi su vasta scala continueranno ad avvenire ogni volta dalla primavera all’ autunno. »

In un secondo post pubblicato oggi, Firsov si rivolge agli abitanti di Kiev: «Per quanto riguarda la situazione nella zona di Chernobyl, voglio tranquillizzarvi».

Infatti secondo i rilevamenti fatti C dal Centro scientifico e tecnico per la sicurezza nucleare e radioattiva nella capitale ucraina (Yarb) non ci sarebbero radiazioni che superano lo sfondo normale.

«Come segnala la YARB, a partire dalle 17,00 del 5 aprile, l’incendio nell’a zona di esclusione e incondizionato (obbligatoria) a Vídselennâ non ha influenzato la situazione delle radiazioni a Kiev e nelle periferie.

Quindi, non dovete aver paura di aprire le finestre ed areare i locali durante la quarantena».

Intanto in Russia, dopo che 4 lavoratori delle centrali nucleari sono risultati positivi al Coronavirus, tutto il personale degli impianti nucleari dovrà vivere isolato dal resto della popolazione – e dalle loro famiglie – e usufruiranno di centri sanitari all’interno delle stesse centrali.

Ai russi il governo ha detto di rimanere a casa per tutta la giornata e a Mosca il 3 aprile erano stati segnalati 4.149 casi di coronavirus.

Rosatom ha chiesto a tutti i suoi dipendenti che potevano farlo di lavorare da casa, ma il personale che manda avanti le centrali nucleari è stato obbligato ad andare a lavoro e a rimanere negli in mpianti, così come continuano i progetti di costruzione di reattori Rosatom all’estero.

Quelle adottate da Rosatom sono le misure prese in quasi tutti i Paesi del mondo che ospitano centrali nucleari per evitare per evitare interruzioni di corrente o arresti degli impianti.

Negli Usa, la Nuclear Regulatory Commission sta prendendo in considerazione l’idea di isolare i propri lavoratori dagli effetti della pandemia di coronavirus, mentre la Francia, la nazione più dipendente dal nucleare al mondo, sta valutando tagli del personale. 

Come risposta a un picco di casi di Covid-19, sia la Francia che il Regno Unito hanno chiuso alcuni dei loro impianti di ritrattamento del combustibile nucleare.

L’ONG norvegese/russa Bellona sottolinea che «Rosenergoatom non ha chiarito con precisione quanti lavoratori nucleari russi siano stati messi in isolamento, ma la sua società madre Rosatom controlla una vasta rete di reattori, laboratori, strutture commerciali e impianti di produzione di combustibile che danno lavoro a circa 250.000 persone».

Rosenergoatom sta anche realizzando o gestendo reattori nucleari in 12 Paesi in tutto il mondo. 

Attualmente sta costruendo 7 reattori all’estero: 2 ciascuno in Bangladesh, in Bielorussia e in India, più un’unità in Turchia, e gestisce 38 rettori in 11 centrali nucleari in tutta la Russia.

Andrei Petrov, direttore generale di Rosenergoatom, ha confermato che i lavoratori nucleari verranno tenuto sotto controllo in centri sanitari all’interno degli impianti nucleari dopo aver subito test medici. 

Successivamente verranno forniti loro vitto e alloggio all’interno degli impianti dove lavorano.

Rosenergoatom non ha fornito indicazioni su quanto tempo i lavoratori dovranno restare isolati dal resto della popolazione. 

Petrov ha aggiunto che le famiglie dei lavoratori nucleari isolati riceveranno assistenza dai loro Comuni, che in Russia, sono strettamente legati alle centrali nucleari che ospitano.

I lavoratori della centrale nucleare di Beloyarsk, a 1.800 chilometri a est di Mosca, lavorano già in completo isolamento da più di una settimana, dopo che la moglie di uno dei tecnici della centrale è risultata positiva al Cob vid-19.

(Articolo pubblicato con questo titolo il 6 aprile 2020 sul sito online “greenreport.it”)

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