Ponte crollato sul fiume Magra

 

Comunicato stampa del 9 aprile 2020

Si ripete la tragicommedia del dopo crollo.

Tre Commissioni di inchiesta, una del Ministero Lavori Pubblici, una dell’Anas e infine quella della Regione Toscana.

Naturalmente ricordiamo la doverosa indagine della magistratura di Massa Carrara.

Ci permettiamo di suggerire tre cause che hanno favorito il crollo:

– assestamento della Placca Tettonica che si è scontrata con quella Appenninica che notoriamente passa da quelli parti;

– una congiunzione astrale facilitata dai cambiamenti climatici;

– un intervento dello Spirito Santo per punire i blasfemi che pregano fuori posto (ci perdonino i credenti in giorni come quelli che stiamo vivendo).

È vero non si può scherzare ma la rabbia monta.

Ci sono i fatti: non una sola lettera ma ben tre inviate dal Comune di Aulla sul pericolo incombente.

C’è una lettera di risposta dell’Anas, firmata in calce che dice “nessuna criticità …. inviata squadra per rattoppo con bitume“.

Cosa si aspetta intanto a sospendere chi ha firmato la lettera e chi l’ha controfirmata?

Non vogliamo assistere ad un eterno scaricabarile e poi fra alcuni giorni passare tutto nel dimenticatoio.

Abbiamo cose drammatiche di cui occuparsi, morti da piangere.

Questa volta il crollo di un ponte di 300 metri non ha causato vittime, speriamo almeno di sapere con quanta sabbia sia stato ristrutturato e parzialmente rattoppato non solo per far passare macchine, camion pesanti, trasporti eccezionali ma anche per posizionare acquedotto e linee elettriche.

Guido Pollice

Ass. Verdi Ambiente e Società Onlus

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