Alberi, in assenza del regolamento per il verde interviene il governo: basta potature improvvisate

 

Niente più improvvisazioni.

Addio a tagli radicali e fuori stagione eseguiti da personale non specializzato.

Il Ministero dell’Ambiente ha recepito le richieste arrivate dalla Lipu BirdLIfe Italia e da altre 12 associazioni ambientaliste.

Nella manutenzione del verde urbano si volta pagina.

Coinvolgimento e personale esperto

Il Decreto, emanato il 10 marzo, fissa i criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico.

D’ora in avanti, per la gestione del verde urbano e degli alberi,  bisognerà affidarsi a team di progettazione che includano esperti in materia naturalistica ed ambientale.

Si punta inoltre sul coinvolgimento dei cittadini.

Per ottenere l’affidamento di un servizio di manutenzione bisognerà infatti dimostrare, oltre al possesso di idonee qualifiche professionali, anche di saper informare adeguatamente i cittadini. 

Stop alle potature selvagge

Le novità contenute nel decreto, per una città come Roma che vanta un patrimonio forestale caratterizzato da 330mila essenze arboree, sono di tutto rilievo.

Nel dispositivo di legge c’è un articolo specifico che fa riferimento alla manutenzione del patrimonio arboreo e arbustivo.

Prevede che  gli interventi di potatura siano realizzati solo da personale competente ed in periodi che non arrechino danni alla piante e che non creino disturbo all’avifauna nidificante.

E, non meno importante, chi si aggiudica il servizio deve “evitare di praticare la capitozzatura e la potatura drastica” perché, come spesso è stato osservato, indeboliscono le piante.

Ed un albero debole rischia di spezzarsi mettendo così a repentaglio la sicurezza dei cittadini.

Ora, anche grazie all’aiuto delle associazioni ambientaliste  e coinvolgendo la cittadinanza, serve un efficace controllo sulla reale applicazione di queste norme” ha osservato Marco Dinetti, responsabile Ecologia Urbana della Lipu.

Ma non c’è dubbio che, l’iniziativa del ministero, segni un importante passo in avanti nella gestione del verde in città.

Soprattutto per le implicazioni che potrà avere sulla Capitale.

Campidoglio lento “doppiato” dal governo

In quattro anni Raggi e le titolari dell’assessorato all’ambiente si sono lasciata doppiare dall’amministrazione statale – ha osservato Guglielmo Calcerano, portavoce romano dei Verdi – mentre il regolamento sul verde pubblico di Roma Capitale giace in un cassetto, il Ministero dell’ambiente ha messo a punto criteri minimi nazionali per la manutenzione del verde, tra cui la necessità di avvalersi di personale qualificato.

E’ senz’altro “una buona notizia per l’ambiente ed i cittadini” ma inevitabilmente,  secondo l’ecologista Calcerano, evidenzia una differenza di passo tra Governo e Campidoglio.

E pensare che una bozza di regolamento era già stato elaborato durante la breve amministrazione del Sindaco Marino” ha sottolineato Calcerano.

Un regolamento già vecchio

Ad oltre un anno di distanza dall’annuncio della “storico risultato, il regolamento non è mai approdato all’Assemblea Capitolina.

Forse piuttosto che incitare i romani alla delazione, la Sindaca farebbe meglio ad utilizzare questo periodo per portare a termine almeno l’approvazione del Regolamento del verde”.

Che adesso, tra l’altro, andrà aggiornata anche rispetto alle indicazioni contenute nel decreto governativo.

(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con  questo titolo il 10 aprile 2020 sul sito online “Roma Today”)

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N.B. – L’allora assessore all’Ambiente del Comune di Roma Pinuccia Montanari ha costituito un apposito gruppo di lavoro, di cui ha fatto parte anche VAS, con il compito di redigere un testo con lei concordato del “Regolamento Capitolino del verde pubblico e privato e del paesaggio urbano di Roma Capitale”.

Dopo un lavoro durato per 6 mesi circa, il testo concordato anche con il Dipartimento Tutela Ambientale è stato licenziato con una serie di tagli da parte del Segretariato Generale e come tale è stato approvato dalla Giunta Capitolina con decisione n. 2 del 16 gennaio 2019 come proposta di deliberazione da sottoporre alla approvazione definitiva da parte dell’Assemblea Capitolina.

Sulla proposta di deliberazione con il testo allegato del Regolamento è stato quindi chiesto il”parere” di competenza da parte di ognuno dei 15 Municipi di Roma.

Hanno espresso parere favorevole senza osservazioni o proposte di emendamenti i Municipi V (con deliberazione n. 12 del 21 febbraio 2019) e XV (con deliberazione del 13 febbraio 2019).

Hanno espresso parere favorevole con osservazioni e proposte di emendamenti i Municipi I (con deliberazione n. 10 del 22 febbraio 2019), II (con deliberazione n. 9 del 14 marzo 2019), III (con deliberazione n. 11 del 28 febbraio 2019), IV (con deliberazione n. 12 del 21 febbraio 2019), VI (con deliberazione n. 10 del 14 febbraio 2019), VII (con deliberazione del 21 febbraio 2019), VIII (con deliberazione n. 10 del 19 febbraio 2019), IX (con deliberazione del 19 febbraio 2019), XII (con deliberazione n. 9 del 21 febbraio 2019) e XIII (con deliberazione n. 9 del 14 febbraio 2019).

il Dipartimento Tutela Ambientale ha predisposto le dovute controdeduzioni a tutti i suddetti pareri, che a tutt’oggi non sono state portate alla approvazione da parte della Giunta Capitolina, rimasta nel frattempo senza l’Assessore all’Ambiente per causa delle dimissioni irrevocabili di Pinuccia Montanari.

La Sindaca Raggi non ha immediatamente nominato un nuovo assessore ed ha quindi mantenuto la carica ad interim di tale Assessorato, che è durata fino al mese di settembre 2019, quando ha nominato Laura Fiorini Assessora soltanto alle Politiche del verde, benessere degli animali e rapporti con la cittadinanza attiva nell’ambito del decoro urbano.

L’Assessora Laura Fiorini

L’Assessora Fiorini ha impiegato ben 4 mesi per operare una profonda revisione del testo del Regolamento del Verde, che ha sottoposto alla bellezza di 306 emendamenti molti dei quali solo di tipo formale, ma con i rimanenti di tipo invece sostanziale, diversi dei quali sono di tipo peggiorativo e non certo migliorativo del testo così come licenziato dalla Giunta Capitolina.

Il 4 dicembre 2019 l’Assessora Fiorini ha svolto un incontro con il gruppo di lavoro per aprire con esso un confronto sugli emendamenti che ha trasmesso il successivo 20 gennaio 2020.

Ma al 1° degli incontri avvenuto il 24 gennaio 2020, così come a tutti i successivi incontri, non hanno partecipato né l’Assessora Fiorni né la sua Capo Staff, avv. Edoarda Cianci, ma è intervenuto a sorpresa il consigliere capitolino Roberto Di Palma (M5S), che ha gestito tutti gli incontri fin  qui tenuti e che il successivo 19 marzo ha dovuto alla fine ammettere per la 1° volta davanti al gruppo di lavoro anzitutto che le controdeduzioni ai pareri dei Municipi debbono essere approvate dalla Giunta Capitolina e che l’Assessora Fiorini non formalizzerà i suoi emendamenti, dal momento che – dopo che ai fini dell’approvazione della Assemblea Capitolina sarà stato trasmesso il Regolamento del Verde licenziato dalla Giunta Capitolina e le controdeduzioni ai pareri espressi dai Municipi – lui  presenterà come propri emendamenti tutti quelli che saranno stati concordati con il gruppo di lavoro, ma condivisi prima ed autorizzati dalla Assessora Fiorini.

Quel pomeriggio VAS ha proposto a Roberto Di Palma di far accogliere gli emendamenti concordati almeno dalla intera commissione ambiente, quando il Segretariato Generale le avrà chiesto ufficialmente di esprimere parere prima del dibattito in aula: il cons. Di Palma ha rifiutato questa possibilità, lasciando intendere chiaramente di volerne fare un utilizzo personale quanto strumentale.

Sono stati effettuati fino ad oggi 7 incontri tra il gruppo di lavoro ed il cons. Di Palma, gli ultimi due dei quali via skype (l’8 ed il 10 aprile 2020), peraltro non ancora conclusivi dell’esame completo degli emendamenti apportati dall’Assessorato agli ultimi articoli del Regolamento.

 Dott. Arch. Rodolfo Bosi

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